Orgoglioso di mamma

Ieri, tornato a casa, ho preso delle erbe rilassanti e mi sono messo a dormire, erano circa le sei e mezza di pomeriggio. Mi sono quindi svegliato alle dieci e mezza, con il singhiozzo fortunatamente passato (ora è il turno di un po’ di mal di gola, ma non me ne stupisco) e sono andato a leggere la posta. Scoperto che non ero stato scelto, l’ho detto anche a mia madre, che prima non aveva ben capito, poi ha commentato con un invito ad andare a quel paese contro circa l’intero impero britannico.

Pensavo e temevo che potesse esserne sollevata – del fatto che rimanessi qui un altro po’ – invece ci sperava anche lei. Ed è la stessa donna che un po’ più di un anno fa aveva attentato alla sua vita pur di continuare a controllare i figli. Ecco perchè sono orgoglioso di lei.

No

Hanno scelto qualcun altro. Gli scriverò una lettera per ringraziarli del tempo che mi hanno concesso e dell’opportunità, e chiedendogli se vogliono anche dirmi in quali cose sono stato più debole.

Non che non ne abbia almeno una certa idea, visto il singhiozzo atroce che mi era venuto oggi pomeriggio ed è durato per ore: mi sono ben punito per e con la lingua.

Dopo l’esame

“Siamo tutti nel rigagnolo, ma alcuni di noi guardano le stelle” (O. Wilde)

Credo che questi due giorni londinesi siano andati così. Non mi faccio molte illusioni sulle possibilità che venga selezionato, i candidati erano molti (credo almeno una dozzina) e anche se il colloquio da un punto di vista tecnico è andato piuttosto bene (in una scala da 0 a 10 posso darmi 8,5 e in genere sono severo nel valutarmi) mi rendo conto che il mio inglese è il mio fattore di debolezza; nulla che non potrebbe risolversi in qualche mese di vita londinese, però tanto più questi hanno bisogno di un front-man, tanto meno sono adatto io, mentre tanto più gli serva uno che sappia fare, e più sono adatto. Però, con un discreto numero di candidati, questo può diventare un fattore di esclusione importante.

Sono ben più che contento di averci provato, sono proprio molto orgoglioso di me. Con il mio vissuto personale, aver fatto questa cosa significa aver affrontato e spazzato via, una volta per tutte, molte mie paure e molti miei demoni. Gli effetti di questi due giorni londinesi potranno anche dispiegarsi subito, se mi prendono, ma comunque si dispiegheranno a lungo termine.

Al piano terra del laboratorio dove sono andato a fare il colloquio ci sono le foto dei direttori, ed inoltre ci sono altre tre foto, con una pergamena vicino: sono i tre premi Nobel per la fisica che hanno vinto. Essere scelto per un colloquio da una istituzione così prestigiosa, una delle prime università al mondo, e sapere che comunque sono in ballo, non si spiega che con l’aver liberato delle energie per un percorso che è cominciato, non certo che finirà comunque e dovunque vada.

Una piccola osservazione: mi rimborseranno le spese di viaggio e quelle dell’albergo, lascio ad ognuno pensare a cosa sarebbe successo se avessi fatto un colloquio in Italia (per un posto pubblico o privato che fosse), e come proprio perchè mi rimborsano il viaggio allora riescono ad essere una delle eccellenze scientifiche al mondo, perchè possono prendere chiunque e quindi sempre e comunque scelgono il meglio.

Scoprirò come è andata a brevissimo, pensano di prendere una decisione questa settimana.

Circa come

Domani ho il colloquio a Londra.

Lo stato d’animo è circa descrivibile come: sera prima dell’esame di maturità.

 

 

Giornata di belle notizie

  • A Giancarlo Gentilini viene tappata la bocca per decisione del tribunale, che lo condanna alla pena del silenzio pubblico per le sue schifezze razziste dette in anni ed anni;
  • Sandra Lonardo Mastella viene rinviata a giudizio, per la vicenda di tentata concussione dell’anno scorso;
  • Rutelli sta per andarsene dal Partito Democratico.

Ogni tanto in politica succedono delle cose piacevoli.

Non ce l’ho fatta

Sì, confesso che stamattina sono uscito da casa anche pensando che avrei potuto votare per le primarie del Partito Democratico. Ero molto indeciso, nessun candidato incontrava del tutto la mia approvazione, però dai votiamo che è sempre l’unica opposizione che abbiamo, sì in fondo Marino è una persona perbene e che ha una sintesi originale ed avanzata sui grandi temi etici, no però va a finire come quando votammo Veltroni, insomma ero combattuto.

Poi mi sono definitivamente deciso a non votare quando ho visto il seggio, messo in mezzo a due porchettari:

25102009

Comunque, c’era molta meno gente delle altre primarie, e sopratutto molti più militanti che non simpatizzanti ed elettori. Sopratutto, meno giovani.

Che mondo sarebbe senza Internet?

Una galleria di immagini possibili su cracked.com.

Julia e Julie

Un film insignificante, un inutile malloppone di due ore che poteva durare la metà, con ben poche battute di qualità, tutto costruito intorno al mito di Meryl Streep che ormai è la prima a scherzarci su. Un film pensato per le signore di 60 anni che hanno un paio d’ore libere, nell’attesa di partecipare alla riunione delle dame di San Vincenzo. Pallosissimo poi tutta la parte in cui la discepola di Meryl Streep scrive dei suoi progressi culinari (eh già, il film è su quello) su un blog (che nel doppiaggio italiano è reso come “bloc”) con la scena finale e drammatica (eh sì, drammatica) in cui scopre che il suo mito non la apprezza. Più sciocchine citazioni di Sex and the City. Pubblico addormentato (letteralmente) allo spettacolo delle 22:30 di ieri sera, che lascia la sala silenziosamente.

Voto: 4

Due pesi e due misure (del cazzo)

Ah, se non ci fosse Pierluigi Battista!

Perchè sulla vicenda di Piero Marrazzo (una vicenda che finora rimane puramente personale, perchè Marrazzo a differenza di Berlusconi non ha preso una delle sue compagne di giochi e le ha promesso un posto pubblico o dei favori) lo splendiderrimo Battista scrive:

Resta solo da chie­dersi se e quanto sia stata condizionata l’attività pubblica di un presidente della Regione che da me­si vive costantemente in una condizione di ricatta­bilità [...] Si tratta di un punto de­licatissimo, in cui la sensi­bilità politica dei protago­nisti dovrebbe far premio su ogni altra considerazio­ne giudiziaria ed etica. Se l’eventuale accettazione di un sordido ricatto è sta­ta la scelta di un rappre­sentante delle istituzioni, è difficile non immagina­re che le istituzioni stesse debbano essere messe al riparo da ogni sospetto e da ogni interferenza.

Parole forti. Che però Battista si è scordato di dire quando è stato il turno di Berlusconi, dove altro che tentativo di ricatto, lì c’era una organizzazione di ricattatori di cui l’unico che non si accorgeva era proprio Berlusconi. Però, in fondo, quello che Battista vuole dire è: finchè vai a femmine va bene, ma quando stai coi froci mi fai schifo. Solo che non ha il coraggio di apparire l’omofobo che è, per cui si nasconde dietro la categoria del ricatto, dimenticandosi di applicarla a tutti.

In Italia abbiamo due categorie di omofobi: quelli alla Binetti, che non si vergognano, e quelli alla Battista, che si vergognano. Dico: sempre meglio la Binetti.

Dopo Google

La prima volta che usai Google, pensai che da quel giorno le cose non sarebbero state più le stesse.

Lo stesso effetto me lo sta facendo Imense, uno spettacolare motore di ricerca per immagini: provate a ricercare le immagini in cui si vede “sea with stone beach at dusk” e poi mi dite.

E’ vero che copre solo alcuni milioni di immagini, ma la tecnologia che c’è dietro è non solo ovviamente potente, ma anche molto scalabile (cioè è facile metterci dentro più immagini). Se uno poi prova a fare la stessa ricerca con Google Images, beh il confronto è impietoso, come lo era ma a favore di Google quando c’era, per chi se lo ricorda, Altavista.

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