La Cina è uno dei miei argomenti preferiti. Intendo, dopo.
Il ragazzo di ieri era molto carino, un morone con un gran fisico ed espansivo come molti meridionali. E quando un tocco di ragazzo del genere ti riceve in casa stando in canotta e mutande a vita bassa, che gli stanno di un gran bene, ovvio che pensi che la serata prenderà una piega molto interessante.
Casa sua però m’ha lasciato un po’ perplesso. Cominciando dal letto leopardato, degli “arazzi” leopardati alle pareti, e poi addirittura delle ciabatte leopardate che si abbinano all’ambiente (e mi domando, dove le avrà comprate? Ha costruito l’appartamento partendo da queste o si è trattata dell’ultima aggiunta che deve aver conferito quello che ai suoi occhi è un tocco di classe?), sembrava più una stanza di un escort che non quella di uno che a quanto mi dice fa tutt’altro lavoro. Certe volte l’Ikea sarebbe una mano santa.
Però carino, quindi ci si può passare sopra, anche perchè nell’incontro che ha avuto una logistica che s’è sviluppata lungo tutto il pomeriggio m’ha dato l’idea di un tipo sveglio, e non certo isterico – bello come è, non credo abbia problemi a trovare qualcuno. E’ stato anche un incontro fisicamente piacevole, gli piace molto baciare e questo non è tanto comune.
Peccato però che dopo l’atto in sè, siamo rimasti a parlare ma non mi è sembrato molto recettivo, appunto non c’è stato modo di parlare della Cina, uno dei miei cavalli di battaglia (anche perchè altrimenti per quale motivo avrei letto “L’impero di Cindia” di Rampini? Come tutta la saggistica ha lo scopo principale di fornire un argomento di conversazione), chissà forse è solo timido. Comunque che non abbia lasciato correre sul lavoro che faccio io e anzi si sia dimostrato interessato, ha già guadagnato punti.
Chissà se ci rivedremo. Penso che se lo ignoro per una settimana e poi mi faccio vivo forse ci scappa un’altra serata divertente. Sperando che quel giorno le lenzuola leopardate siano in lavatrice.
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