Bebi mia

La seduta di oggi è stata ben più difficile delle altre. Molte volte mi sono interrotto, nella ricostruzione di certi avvenimenti, perchè con un nodo in gola e la voce incrinata dalla emozione. E’ tornato così alla mente un episodio di tanti natali fa. Mia madre stava male, e sarebbe stato un Natale senza regali per mia sorella e per me, perchè nessuno ci aveva pensato. Mio padre mi chiese cosa potevamo regalarle, e io dissi che le piaceva tanto questa bambola, Bebi Mia, che venne comprata in un negozio di giocattoli vicino casa. Oggi quel negozio di giocattoli ha cambiato varie gestioni e vende tutt’altro, ma ancora adesso quando ci passo ho una strana emozione, che mi sfuggiva quale fosse e da dove venisse. Mio padre comprò la bambola, e credo che gliela avrebbe data così senza incartarla, io invece presi la carta da regalo e mi ingegnai. Ancora oggi mi piace molto fare i pacchetti da regalo. Mi ingegnai così bene che, quando mia sorella prese il regalo, sollevandolo da terra la bambola si attivò, dicendo “Maaaammmaa!”. Ricordo ancora adesso dove eravamo, e come il volto di mia sorella, una bambina che non capiva perchè la madre stesse così male, si illuminò di gioia. Non sapeva cosa fare, io le dissi di scartare il regalo, trovò questa bambola (che era bella grande, nel mio ricordo è alta la metà di mia sorella) ed era tutta felice che ci fosse questo bel giocattolo. Avrei sentito la bambola dire “Maaaammmaa”, “Ti voglio bene!”, “Ho fame!” molte volte nei giorni a venire, contraltare al silenzio di una famiglia in cui la madre ha un grave disturbo psichico. Ed ero, io, così contento che almeno mia sorella fosse felice e avesse ricevuto un bel regalo di Natale. Ho sepolto questo ricordo dentro di me. Raccontarlo non è stato semplice, e anche adesso sono con gli occhi lucidi per la forte emozione.
Negli anni a venire, avrei evidentemente provato a rivivere questo momento, questo dare la felicità agli altri, spesso facendo dei regali bellissimi e tanto pensati a persone che non li meritavano (ma non è sempre stato così, vado migliorando e non sbaglio quasi più), con tutta la cura maniacale nel fare il pacchetto, mettere la carta, il filo, arricciarlo, mettere una bella coccarda, che non mi spiegavo da cosa derivasse. Era la ricerca della stessa felicità di tanti anni fa.
“Ma lei, Paolo, aveva tutto il diritto, in quel Natale, di non fare il fratello maggiore ma di essere semplicemente uno dei figli, che riceveva anche lui un regalo ed era felice per sè, non di riflesso per sua sorella”.

1 Risposta a “Bebi mia”


  1. 1 Fabio 10 Gennaio 2008 alle 8:21 pm

    pensa, io con mia sorella ho lo stesso atteggiamento oggi che abbiamo 43 e 40 anni… per fortuna solo con lei… :P

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