La visita di Benedetto XVI alla Sapienza non si farà.
Formalmente, si parla di problemi di sicurezza, ma è evidente che è una balla, perchè ho difficoltà a pensare che la Sapienza sia più pericolosa di paesi come la Turchia o le Filippine, per citare le prime due mete papali che mi vengono in mente. Si è trattato di un problema di immagine: l’immagine del Papa fischiato dagli studenti all’università avrebbe fatto il giro del mondo.
Non voglio qui concentrarmi sulla giustezza o meno della vicenda in sè, se sia una vittoria per il fronte laico o una sconfitta, se i clericali si metteranno ora a piangere perchè vittime del laicismo o meno. Osservo solo quanto ho messo come titolo di questa entrata: è sufficiente che poche decine di persone decidano di contestare rumorosamente e rigorosamente il Papa, perchè costui preferisca chiudersi nel comodo esilio del Vaticano.
Questa è una altra prova del fatto che questo Papa è un papa molto debole. Si dirà: e allora perchè la politica italiana, qualsiasi cosa esso dica, gli va dietro a fare a gara a chi è più d’accordo? Perchè la politica è ancora più debole. Se la nostra classe politica avesse un briciolo non dico di orgoglio, ma di consapevolezza del proprio ruolo, si comporterebbe come Zapatero in Spagna o Sarkozy in Francia, e nessuno dei due è un comunista rosso pronto all’ateizzazione dello Stato, ma un leader che rappresenta tutta la comunità nazionale, in tutte le sue componenti e i suoi orientamenti. La debolezza della nostra classe politica è invece tale che qualsiasi cosa venga detta, anche quando si tratta di mostruosità, viene lasciata correre
Da stasera credo che comincerà un lungo piagnisteo in cui tutti faranno a gara a far vedere quanto sono solidali con questa povera vittima, forse noi dovremmo riflettere invece sulla fragilità, gravissima, della classe politica. E’ gente che può essere spazzata via dal primo Antonio Tejero che passa.
Infatti e` proprio cosi`. Ho appena visto il TG2, titolone “Il papa annulla la visita alla sapienza, vince l’intolleranza”. E i politici tutti dietro, a rammaricarsi e a condannare chi vuole togliere la parola al povero papa, che evidentemente non gode di nessuna visibilita` mediatica…
Che squallore.
Non credo che si possa parlare di vittoria o sconfitta per qualcuno. Certo è che il mio desiderio di laicità è stato messo da parte, non dalla contestazione in sé, ma dal becero livello di chi giubila per quanto ottenuto.
Ero, e sono, contrario a che un papa come questo venga invitato per l’ennesima esternazione; ma richiedere una cosa del genere necessita di alti livelli responsabilità e serietà nei comportamenti. Agli applausi e alla gioia per la rinuncia avrei preferito di gran lunga che si fossero alzati a dire a muso duro: e che non ci riprovi più!
Il pericolo Tejero non lo vedo. Non ancora quantomeno.
mmm…secondo me ha vinto lui. Non è un papa debole, è un papa che ti frega di rimbalzo. Ha usato una piccola protesta per ottenere un clamore spropositato, e quasi tutto a suo favore.
Ciao!
Meno male che abbiamo “litigato” sul diritto di parola del papa.. mi ha travolto la lettura del tuo blog. Di solito i blog dove l’autore si scopre mi annoiano, ma il tuo modo di vedere le cose è davvero interessante.
Mi sono fermato alla seconda pagina, andrò avanti (indietro), penso..
un saluto.
Guarda…il problema dell’immagine del papa fischiato proprio era l’ultima cosa. Come son brave le nostre televisioni a manipolare le notizie nessuno al mondo!