La sveglia all’alba di stamane (alba per i miei standard) era dovuta al fatto che dovevo fare una visita dal cardiologo. Dico “dovevo”, perchè è stato G. ad insistere molto che la facessi, dopo un episodio di tachicardia avvenuto poco prima di Natale ed abbastanza fastidioso. In particolare, la visita l’ho fatta dal padre di G., che è appunto cardiologo. La diagnosi è che non ho niente, si tratta di cose legate probabilmente a sollecitazioni del nervo vago, e la terapia migliore è quella per cui, dovesse capitare di nuovo, dovrei provare ad aumentare la pressione interna, ad esempio ponzando (nel caso fosse socialmente inaccettabile, potrei provare a riempire d’aria una bottiglia vuota).
Quello che mi ha tanto colpito di questa visita, è che per la prima volta sono potuto stare un po’ con il padre di G., e ne sono rimasto certamente emozionato. Ha intanto gli stessi occhi del figlio, quegli occhi così belli che io associo a G. e che sono quindi bellissimi e di più ancora, perchè sono la porta dell’anima. E in tante altre cose il padre mi ha ricordato il figlio: nella serietà estrema di come lavora, nella sua passione per la scienza, nel modo in cui è ordinato mentre lavora, di come sia una persona che sembra all’antica ma lo è nel senso più progressivo del termine, non vivendo la modernità come una nevrosi ma avendo invece gli strumenti per capirla. G. in questo mi ricorda un po’ don Fabrizio Salina del Gattopardo. Mi ha fatto un effetto molto strano, come se questa persona io la conoscessi da ben più tempo. Mi sono sentito, una volta di più, circondato dall’affetto di un mio amico.
Aggiunta: il carico emotivo di questa cosa è tanto che non avevo messo un titolo.
Ponzando? what’s ponzando?
Bello avere amici così
Anche io sono stato messo in difficoltà dall’arcana parola! O_o
Ponzando: tecnicamente è lo sforzo che fai quando fai la popò e sei stitico. In senso lato si usa per dire di chi fa un grande sforzo intellettuale per approdare a non molto.
In questo caso comunque era proprio il gesto alla Funari che c’ha grossa crisi.
Più importantemente, ci sono alcune cose della mia vita di cui sono orgoglioso, se posso usare questa parola, e sono i miei amici.
Ah ora ho capito: c’è grossa crisi in der posto!
E che, non ci si poteva arrivare prima? ;-P
‘Importantemente’: ma questo blog è una fucina di parole a me sconosciute. Un po’ desueta ma devo dire esistente
Attendo con ansia un post con la parola regime, spero scritta con l’accento, per vedere se da bravo ing. asserirai che sì, régime è corretto ;-D
No io non c’ho grossa grisi, ma quando ho la tachicardia devo comportarmi come se ce l’avessi, così stimolo il riflesso vagale e forse passa la tachicardia. Certo mica posso sforzarmi dove capita
Quanto a régime, m’hai anticipato
Non sapevo che avere grossa crisi in der posto stimolasse il riflesso vagale… io sapevo che per dargli un immediato stimolo ci volesse, come mi disse l’infermiere che mi schiaffeggiò quando svenni appena finita la prima e unica risonanza magnetica fatta, “una bella ciaffata sulla gota è quello che ci vole” e giù schiaffoni da orbi fin quando risorsi con un “ora basta manate!”

Al di là della battuta, è vero quello che scrivo, quindi in caso di tachicardia vedi un po’ cosa preferire, se andare in der posto o farti prendere a schiaffi. Va da sé che se ti venisse un attacco in mia presenza, magari dopo una disquisizione contenente la parola “régime”, io farei il mio dovere, e con molto piacere
P.S. l’intenzione non era di fare un commento chilometrico, le bischerate lunghe in genere le scrivo per email… già, ma dov’è la mail su sto blog?