Oggi mamma va al cinema, con una sua amica, a vedere “Raoul Bova”, appunto la figura retorica. Sono contento che ci vada, perchè l’ultima volta che l’aveva fatto era stato, bho, più di dieci anni fa. Da allora, dalla fine del suo matrimonio e dai problemi che ne sono scaturiti, si è chiusa nel suo dolore, da cui prova piano piano ad uscire, cercando di costruire dei rapporti di conoscenza per non stare a casa a pensare e rivivere tutto quanto ha sofferto. Stamane è andata ad un incontro di una associazione cattolica, non è esattamente convinta del messaggio religioso che portano ma intanto non è stata in casa, oggi appunto c’è il bonazzo da vedere al cinema. Ieri s’è andata a fare i capelli e, dopo le mie e di mia sorella insistenze, è andata da un bravo parrucchiere, che certo ha voluto di più ma l’ha ringiovanita. Io tra il serio e il faceto le dico sempre che dovrebbe sistemarsi, in modo tale da accalappiare un ricco vedovo che almeno la diverte un po’, lei dice che il ricco vedovo non sta a guardare lei, io le dico che pure se non è ricco va bene, basta che sia una brava persona perchè lei non è ancora da portare all’ospizio. Non è un percorso lineare, ieri doveva attraversare la strada in una rotatoria moltissimo trafficata ed è passata in mezzo, con passo comodo, e le macchine dietro che suonavano e lei si e no che le sentiva. Però sono contento che faccia queste cose, sono contento di vederla quasi ansiosa di uscire di casa, sono contento di vederla ancora vivere.
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Divertente la scena della rotatoria solcata con la testa alta di chi ha “diritto di precedenza”. Mi ricorda la prima volta che dal paesello mi trovai in città ed entrai in auto nella prima rotonda della mia vita senza fare lo stop… ancora sento i clacson!
Il titolo mi ha dato l’occasione per rispolverare il significato del termine astruso… ma che il plurale sia “sineddochi”?
Credo che sineddoche faccia lo stesso plurale come psiche, quindi invariato. Peraltro, essendo la sineddoche anche una parte per il tutto, sineddoche è una meta-sineddoche