River, sappiamo tutti chi è. Ha un blog, molto molto letto. Dipende anche dal taglio che dà al blog, nel senso che le sue riflessioni più personali sono comunque insieme ad una serie di cose molto da giornale nazional-popolare, come ho detto all’epoca. Leggendo i commenti che lasciano i lettori, c’è una componente fanatica di essi che devono necessariamente esprimere una opinione su tutto quello che lui dice, e anzi amano pure battibeccarsi tra di loro come fanno le cortigiane per ingraziarsi il re. Voglio dire, contento lui di questi autorevoli interventi, contenti tutti, io alla seconda volta che discutevo con una di queste sceme sul concetto di muscoli maschili (di cui credo di sapere qualcosa) mi sono stufato e ho detto che non mi pareva il caso di sporcare un blog altrui per una sciocchezza simile. E figurati, ulteriori repliche di vari personaggi tutti presi nella prosopopea dell’estetica del nulla tu che ne capisci di muscoli tu gli addominali non ce li hai eccetera. Padre Poliquin perdona loro, perchè non sanno la fisiologia.
Fattosta che River ha lasciato in giro degli indizi, chiamiamoli così, come il lavoro che fa (questo è anzi scritto spesso nel suo blog, è un giornalista), il giorno del compleanno, tutta una serie di elementi (l’università frequentata) che hanno fatto sì che una di queste lettrici abbia deciso di incrociare le fonti e risalire al suo nome. Con tanto di post sul blog di questa interessante bloggarola, che è ovviamente uno dei post oggi più leggi su WordPress, e infatti io l’ho scoperto così. Allora è seguita diffida (da parte di River, il vero nome di River o entrambi, ammetto che non me ne frega quasi un cazzo), la tipa ha cancellato il post, vari post nel blog di River e nel sito associato alla presunta vera identità di River sono spariti. Ora, la grande emula di Sherlock Holmes poteva pure finirla lì, aveva usato la sua astuzia (intelligenza non mi viene) per scoprire questo grande segreto, aveva dimostrato a tutti quanto era scaltra, e invece no.
Tigna che ritigna, oggi c’è un nuovo post, in cui ripete sostanzialmente quasi tutto quello che aveva detto nel primo, insistendo ulteriormente sul suo concetto di intelligenza, lei è veramente tanto brava (nel post precedente parlava di un suo QI superiore a 110, come a dire tanto. Boh, io una volta l’ho misurato ed è venuto diciamo un po’ di più) e insomma ce l’hanno tutti con lei e lei ha rispettato la legge, e così via.
Ora, siamo d’accordo sul fatto che se uno scrive delle cose di sè si rende in qualche modo identificabile, a seguito di ricerche che possono essere svolte tanto su Internet quanto, per magari uno animato da intenzioni non buone, nella vita reale. Ma è anche vero che questo voler scoprire l’identità di River ha una componente fanatica, di puro fanatismo. Perchè, posto che a me fosse venuta la curiosità di sapere chi fosse, posto che l’avessi scoperto, magari gli avrei scritto due righe in privato. Io non conosco River, ma in occasione di una serie di crash del server del suo blog abbiamo scambiato qualche mail tecnica, e mi è trasparso come lui viva questa dimensione in un modo molto forte, per cui insomma avrà anche diritto a sentirsi un po’ violato.
C’è tutta la discussione, che lascio ai legulei, della legittimità dell’atto. Ma oltre alla legittimità dell’atto esiste anche l’umanità dell’atto. Una persona che non fa niente esplicitamente per farsi identificare (anche con la premessa dell’inizio, un certo pubblico per un certo stile) e che si sente colpita nel privato, andrebbe rispettata e lasciata in pace. Perchè altrimenti, non stiamo parlando dell’esercizio dell’intelligenza, ma di una attività che è animata da una componente di rivalsa o di vendetta.
(comunque la marchesa disse, dopo aver conosciuto i sette fratelli del marchese, suo marito: ’sti cazzi).
Che palle co sta storia de River! Ma che è? Batman? Superman?
Io l’ho conosciuto senza manco sapere che fosse lui. Ha due braccia due occhi un naso ed una bocca, un personaggio del tutto ordinario ed è un blogger che non mi entusiasma più di tanto, o almeno non più di molti blogger medi.
Fatto sta che tutto sto sensazionalismo, oltre ad essere evidentemente fuori luogo ed oltre ad essere evidentemente una cosa da lui stesso ricercata (perciò prende pure per il culo chi si getta in questa disperata ricerca della sua reale identità, mi fa girare un pò i maroni.
La componente fanatica dei commenti, spesso non è altro che la conseguenza dello stile narcisistico e autocelebrativo dei blog commentati. Gente che scrive per stupire, per essere incensata, trova la mia commiserazione. Alcuni blog ho smesso di leggerli per questo motivo…ed è stato uno dei motivi che mi spingevano a chiudere il mio. Io noto che spesso non si scrive quello che ci piace, ma bensì quello che può piacere agli altri, manca la spontaneità.
Io credo che River sopravviverebbe pure senza i/le fans. Personalmente tremo a passarci perchè posta di solito foto di animali in condizioni che non posso sopportare. Detto questo mi pare un blog come un altro anche se rare sono per me le occasioni di rilfessione dopo esserci passato. Non mi stimola, diciamo.
PS mi fa sorridere commentare dopo Andrew e Diabolicus, due miei amici cari anche nella vita reale.
interessante il post e i commenti.
Anch’io faccio parte dei lettori di River,non tanto per quello che scrive lui, ma per per i commenti che scrivono i suoi lettori.
Mi piace troppo osservare l’animo e i comportamenti umani, e la scrittura con tutto il suo bagaglio di scelte lessicali è molto parlante.
Ritornando al tema del post io ho notato spesso questa cosa ; si comporta con i lettori ,per quanto riguarda la sua identità, un po’ come molte persone si comportano quando stanno vivendo gli inizi di una storia d’amore, segreta magari.
La vuoi difendere a tutti i costi perchè resti solo tua, ma allo stesso tempo non sopporti che il mondo vada avanti senza saperlo e vorresti farlo sapere a tutti.
Alla fine, per non scoppiare ,si rilascia qua e là qualche accenno un po’ velato e un po’ no,sperando che gli altri capiscano ma non troppo.
Lui ha diritto a difendere la sua privacy, ma non può continuare a stuzzicare la curiosità altrui impunemente…prima o poi arriva l’invadente di turno che vuole di più e ricorre a ogni mezzo per ottenerlo.
Il miglior modo per conservare un segreto è non condividerlo con nessuno.
No guarda, parlavo di un quoziente intellettivo pari o superiore a 110. E il mio non lo supera affatto. Era un frase ironica per dire che chiunque persona astuta e con una certa dose di cazzimma poteva raggiungere le medesime informazioni. Con tanto tempo libero a disposizione ovviamente. Strano che una persona con un QI più alto del mio non abbia letto quella frase in chiave ironica…forse l’intelligenza con l’ironia c’entra poco.
Io, del resto, fin dalla prima parola ho chiesto delle smentite, delle precisazioni, che i diretti interessati intervenissero in merito, uno di loro è intervenuto in merito ma senza dimostrare nulla. Senza alcuna intenzione di dimostrare qualcosa in verità. Poteva anche farmi fessa e dirmi che era nato a Fregene ed aveva una compagna bisbetica, avrei cancellato tutto e non avrei continuato questa storia. E invece no, tanto non ci guadagno niente, qualche visita in più forse ma mica mi vado ad ingrossare il conto in banca parliamoci chiaro.
Poi credo
Preciso anche che non si tratta di fanatismo o altro (i 14 anni passano per tutti purtroppo), l’intelligenza non c’entra niente, c’entra il fancazzismo e l’ultima che hai detto.
Si, avrei potuto contattarlo per email, ma sarebbe stato come chiedere a Berlusconi come avesse guadagnato tutti i suoi soldi.
Poi parliamoci chiaro, se la cosa non interessava a nessuno sarebbe finita sul nascere, ma è andata diversamente a causa del pathos che lo stesso personaggio s’è creato attorno. Il fuoco brucia.
Su un altra cosa però ti sbagli, se avessi ricavato le informazioni in modo implicito sarebbe stato più complicato dimostrarle, al contrario le ho ricavate proprio perchè tutte le informazioni sono state offerte direttamente dalla fonte primaria, in modo totalmente esplicito – magari senza la volontà di farsi identificare – ma con la possibilità di identificazione.
Cmq non ho più niente da dimostrare, tutti i link non esistono più! A tutelarsi s’è tutelato bene, su questo non ho niente da dire.
Riguardo l’umanità dell’atto: le minacce legali sono state molto umane devo dire, ed è stato anche molto umano la partecipazione delle parti alla questione. Vorrei sapere, che c’è di umano quando ci si nasconde dietro un avatar? Più di umanità dell’atto si dovrebbe parlare della virtualità dell’atto stesso.
@Hue: questo tuo commento era quello che avresti dovuto scrivere nel tuo blog.
E allora l’ho gia fatto, visto che il mio commento non è altro che una parafrasi di ciò che è stato detto e fatto.
Ma ora ho tolto tutto, una disputa senza una controparte non è una disputa.
la cosa divertente è che quello di river e il tuo sono gli unici blog che leggo con una qualche assiduità…
Più di un anno e mezzo fa un mio amico, romano-de-roma, pubblicò la foto, presa con google earth, della sua nuova casa; dicendo che era nella zona di una certa strada. Io, curioso come non mai, andai, guardai, trovai e scrissi (ma non pubblicai) direttamente a lui il suo indirizzo (con un paio di numeri civici di comporto – non sapendo da quale parte della strada fossero i pari e dove i dispari ;-P). Ci azzeccai. Lui, preoccupato, tolse la foto dettagliata e mise una foto generica del quartiere nomentano (credo).
Per dire, i curiosi ci sono sempre, bastano poche informazioni e si rischia di scatenare lo sherlock che è in ciascuno di noi.
Quasi quasi, col permesso dell’ing. ovvio, potremo intavolare discussioni sfocianti in flame tra commentatori di UgualiAmori. Ché, solo River? ;-P
Do un primo tema: il QI non ha fondamenta scientifiche!
@Sacherfire: io vengo da USENET, e ho la concezione usenettiana di moderazione, che ho imparato grazie alla intelligenza acuta dei membri del GCN e del loro concetto di moderazione. Quindi, potete grossomodo fare quello che volete.