Oggi sono andato ad un colloquio di lavoro, e alcune cose che sono successe sono state molto positive.
Intanto, questa volta l’idea di andare in giacca e cravatta non mi è per niente parsa impegnativa. Fino a poco tempo fa sentivo questa cosa come un vincolo e un peso, la cosa che più non sopportavo di un primo approccio lavorativo, o di certe situazioni o ambienti, era proprio il rigore nel vestire, invece oggi mi sono trovato molto a mio agio. A parte la lieta sorpresa che quel vestito mi è entrato, per cui sono leggermente meno pingue di quanto pensassi, quando sono tornato a casa non ero così smanioso di rimettermi comodo. E sì che sono stato uno che all’idea della cravatta cominciava a soffocare.
Poi l’incontro in sè. Si tratta di una start-up, messa in piedi da una persona giovane ma con lunga carriera informatica, e ho la sensazione che si tratti di una persona perbene, uno che sì vuole fare l’imprenditore ma non ha quella mentalità rapace, e di sicuro non uno che campa sulla intermediazione di manodopera più o meno qualificata, ma che vende servizi in proprio di formazione, head hunting e consulenza aziendale. La sede è molto carina, appena fuori dal Raccordo in una casa trasformata in ufficio su più piani, all’inizio è diverso da quello a cui uno è abituato, ma perchè uno è abituato a quegli orrendi palazzoni con i vetri a specchio che sono così anonimi.
Abbiamo parlato per più di un’ora, sulle prospettive di collaborazione nella formazione di medio/alto livello, mi colpisce che molte delle cose che pensa di fare sono state le stesse che io volevo fare nell’università, dove però mi son dovuto arrendere perchè una struttura pubblica non è adatta allo scopo. Non ha opposto resistenza al mio onorario, gli ho poi alla fine chiesto quello che è un onesto prezzo di mercato, anzi mi sono tenuto leggermente basso un po’ perchè questa persona mi trasmette fiducia, e un po’ perchè voglio e devo ricostruirmi una rete relazionale fuori dall’università.
Questo colloquio mi ha gratificato complessivamente nel senso che ha proprio marcato come non sia più un neo-laureato che affronta il mondo del lavoro, ma un professionista che vende un servizio e con cui si parla da pari a pari. Poi vedremo cosa succederà, del resto proprio perchè professionista vengo pagato se e quando qualcuno ricorre ai miei servizi, ma molto penso che se avessi un po’ di clienti di questo tipo sarebbe ottimo.
Ok, ti auguro in bocca al lupo al patto che se va in porto questa collaborazione tu metta la cravatta al tuo avatar
Certo, ma nel caso indossando solo la cravatta. Tanto credo che basti a coprire
Oppure avvolgi il “Walter” nella cravatta così risolvi due problemi in uno!
Cravatte-sospensorio, su rieduchecional ciannel!
Ok, allora volgio conoscerti incravatta…ti sei autincastrato