Sempre per la sinistra che pensa

Oggi la sinistra è troppo impegnata ad ascoltare se stessa. Intanto c’è un’Italia profonda, popolare e proletaria, che ormai parla una lingua diversa. In questi anni, è stato bello cancellarla, far finta che non esistesse. Era un modo come un altro per rinsaldare l’odio per le nostre radici, nella presunzione che un intero Paese potesse adeguarsi di colpo ai nostri sogni di gloria. Invece, a prestare ascolto a quell’Italia, a quell’Italia che un tempo eravamo noi, ci ha pensato qualcun altro. E, a questo punto, che diritto abbiamo di lamentare l’oggettiva pochezza delle risposte?

Da Invarchi, c’è qualcuno che pensa, a sinistra.

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