Mia madre è entrata in una fase di delirio lucido. E’ la fase che, nell’eziologia dei suoi attacchi, precede la fase del delirio allucinatorio, in cui si manifestano tutte le componenti tipiche della depressione (alternanza di euforia e tristezza, logorrea e mutismo), in cui oggi la componente maniacale riguarda appunto mia sorella e la sua vita sentimentale.
Così, nel suo delirio, ha chiamato anche i carabinieri, perchè io le meno (questo è stata l’accusa principale, poi ce ne sono state altre più confuse). Sono venuti, buonasera e buonasera, hanno visto come sta, e io sono stato a parlare con uno dei due, mentre l’altro provava a parlare con mia madre. Quello con cui ho parlato mi ha detto che, seppur grave, non è così grave che la guardia medica eventualmente chiamata potrebbe sedarla forzatamente.
Purtroppo la legge 180, la Basaglia, ha delle aree grigie. E’ stata una legge di grande civiltà, fatta in un momento in cui l’Italia era d’esempio al mondo (ancora oggi la 180 è considerata un modello da imitare), perchè ha stabilito il principio che la psiche e il corpo delle persone, siano sane o malate, innanzitutto appartengono a loro stessi, e solo che nei casi di incombente pericolo per sè stessi o minaccia per gli altri si può soprassedere con un trattamento sanitario obbligatorio. Ma non è questo il caso.
Allora, le ipotesi sono due. La prima è che domani chiamo lo psichiatra che la ha in cura, e gli chiedo di venire qui in tutta fretta, almeno per avere una terapia. Se questo non c’è, proviamo con una scusa a portarla ad un ospedale qui vicino dove c’è, al pronto soccorso, un medico psichiatra che potrebbe provare a trattenerla in osservazione. La scusa, me l’ha suggerita, e l’ha messa in atto, uno dei due poliziotti che è venuto, che Dio lo benedica. Volevo abbracciarlo.
G. mi dice che questo drammatico peggioramento di mia madre si spiega anche rispetto al mio diverso modo di approcciarmi a lei. Nelle ultime settimane, mia madre ha provato a mettere in atto tutti i meccanismi suoi soliti di attacco, non sono riusciti e allora lei non riesce a capire che io sono cambiato, ma ha un senso di paura infinito che appunto esplode nella malattia.
Tra l’altro, è indice del sommovimento che sta avendo il fatto che abbia parlato dei miei amici ed amichetti, di tutti quelli con cui sono andato a letto io, che io non sono mai stato con una donna. Quello che accade è che le barriere del suo inconscio stanno franando, e questo la porta appunto a questa condizione grave.
Posso dire cosa? Posso cercare un po’ di ottimismo? Sì, perchè certo quello che succede oggi non mi trova impreparato. Una volta, all’idea dei carabinieri per casa, avrei avuto il terrore, oggi li ho ricevuti scusandomi con loro. Una volta, avrei visto tutto questo come solo l’ennesimo copione nuovamente messo in atto, episodio di malattia seguito da episdio di malattia seguito da altro episodio di malattia, oggi lo vedo invece in una prospettiva diversa.
Adesso aspetto che mia sorella torni, l’ho avvertita degli sviluppi, perchè mia madre nella sua follia ha deciso di chiuderla fuori di casa, quindi io devo stare sveglio a tenere la porta non chiusa da dentro. Anche questo specifico comportamento è tipico suo nei momenti di malattia più gravi.
Poi, domani, sperando di trovare il bandolo della matassa.
Purtroppo mi è capitato di vivere un episodio analogo con un mio familiare. Certo per lui è stata una fase momentanea dettata da sue condizioni familiari ed oggi sta persino meglio ma ricordo benissimo quanto la situazione fosse ingestibile e persino pericolosa.
La cosa più stupida in questi casi è quel comportamento tipicamente provinciale che cerca di nascondere e che praticamente sempre finisce col peggiorare le cose.
Non mi sembra che sia il tuo caso, anzi…complimenti con la lucidità con cui affronti la situazione.
Stai vicino a tua sorella (e spero che lei stia a sua volta vicino a te)
Andrà tutto bene, vedrai… :*
Ti abbraccio forte.. cerco di immaginare come tu ti possa sentire..
ciao Paolo,
sappi che se hai bisogno di uno sfogo oltre che il blog o di una birra per distrarti, basta fare uno squillo…
Ragazzi io mi trovo nel pieno di una situazione simile.
Dopo tanti mesi a malincuore abbiamo deciso (tramite una scusa) di portare mia mamma al pronto soccorso e a farla trattenere per curarla (chiaramente non accettava assolutamente nessuna medicina).
Sono passati pochi giorni, ha iniziato una terapia d’urto che ha avuto per adesso l’effetto di stordirla e basta … Non abbiamo visto miglioramenti ed ha sempre le sue ‘convinzioni lucide’.
La dott.sa che la segue ha detto che è difficile guarire da questa patologia e che comunque qualche convinzione rimarrà e l’unica terapia da seguire è quella dei farmaci, in questi casi le sedute psichiatriche sono contro-indicate, magari si potrebbe pensare a qualche colloquio di sostegno..
Dalle vostre esperienze sapreste darmi qualche consiglio da seguire?
grazie
S
@Sergio: tua madre non deve stare in un pronto soccorso ma in un SPDC, ovvero un servizio psichiatrico di diagnosi e cura, dove ci sono medici specializzati e dove può essere trattenuta, se occorre, anche contro la sua volontà. Questo varrà solo per la fase acuta, ed è difficile che duri più di qualche giorno/settimana, perchè la ex legge 180 impedisce di trattenere le persone più a lungo dello stretto indispensabile. Uscita dall’SPDC, può andare in una clinica di lunga degenza, potrebbe essere necessario tuttavia anche il suo consenso per questa cosa, e ad un certo punto tornerà a casa. Fin da adesso, occorre che tu prenda immediatamente contatto (se la dottoressa del pronto soccorso non l’ha già fatto di suo) con il Dipartimento di Salute Mentale (ex Centro di Igiene Mentale) della tua ASL, dove dovrà essere seguita. Potrete anche scegliere un medico privato, ma è *indispensabile* che sia in contatto con questo medico pubblico, perchè qualsiasi cosa accada quello pubblico è il medico di riferimento.
Riguardo agli psicofarmaci, tieni presente che: a) è difficile indovinare una cura al primo tentativo, e in genere i medici cercano di partire da quella che ha meno effetti collaterali salvo poi cambiarla; b) anche se la cura è giusta, l’effetto è additivo, ci possono volere 3 settimane di farmaci prima che l’effetto cominci a manifestarsi.
Sulla psicoterapia, non so quanti anni abbia tua madre, è probabile che una terapia tradizionale sia poco utile, ma ci sono altre terapie più mirate che possono invece risultare utili. E’ una valutazione da fare comunque passata la fase acuta, sempre con il medico del DSM di cui sopra.