Oggi mamma è stata dimessa dall’ospedale. Fino ad una settimana fa, loro pensavano di trasferirla al reparto psichiatrico che copre questo territorio, e poi da lì in una clinica per una degenza di “uno, due mesi”. Oggi invece ci hanno chiamato per dirci che la dimettevano. Hanno carenza di posti letto. Certo, se fosse grave non la dimetterebbero, ma quando ho chiesto al medico se questa dimissione avveniva in condizioni di sicurezza, ha variamente farfugliato alcune cose. Non dimenticherò il suo sguardo imbarazzato e i suoi occhi che sfuggono i miei.
Così dall’ospedale siamo andati al DSM, ovvero l’ambulatorio della ASL specializzato per il disagio psichico. Lì mia madre ha preso contatto con la sua psichiatra, che intanto le ha cambiato la cura che le avevano dato in ospedale e le ha dato appuntamento la settimana prossima.
Mamma ha fatto diverse obiezioni, sulla via del ritorno, all’ipotesi di curarsi, ma basta dirle che se non si cura si troverà di nuovo in un reparto ospedaliero che la pasticca da prendere va improvvisamente bene.
Quanto dolore c’è in lei. Quante ferite ci portiamo tutti appresso in questa famiglia, e quanto ci vorrà per curarle.
Adesso dorme profondamente.
Io ho gli occhi lucidi. Non piango perchè non penso che sia tutto passato.
Un abbraccione.
Seguo sempre, con lo spirito di chi sente per caso una conversazione sotto una finestra e un po’ si sente in colpa per essere entrato nell’intimità altrui, e quindi commento raramente. Ma mi piace seguire il tuo blog, mi fa riflettere e in fondo anche crescere.
Grazie
Io mi associo a quanto scritto nel commento quì sopra.
Un caro abbraccio
:*
spero che questa crisi avrà un senso positivo. forse chiarirà il fatto che la convivenza tra genitori e figli non funziona più dopo una certa età, perché comporta una sorta di ricatto reciproco che blocca qualsiasi tentativo di avvicinamento e di comprensione. il solo fatto di ragionarci sopra ti rende più forte, sono convinto che prenderai le decisioni giuste. ma sto dicendo troppe cose, ti mando un saluto e un abbraccio.