Già dirlo, è tanto liberatorio. Mi sento meglio.
C’è modo e modo di porgere una notizia agli ascoltatori. Il modo che ha scelto Travaglio è stato quello volutamente creato per montare un caso, e per apparire come il paladino del popolo di sinistra oppresso dalla imminente dittatura fascio-clericale-mediasettiana di Berlusconi.
Innanzitutto, già il fatto di dire una notizia implica una scelta, perchè si intende comunicare allo spettatore che tale notizia è importante. Tra tutte le cose che si possono dire di Schifani (oltre ai giudizi, per me è un modestissimo politico e del tutto inadatto al ruolo di Presidente del Senato, come del resto molti di quelli che l’hanno preceduto; con la parziale eccezione di Mancino, bisogna arrivare a Spadolini per avere un Presidente del Senato degno del ruolo), si potrebbe dire che è stato uno dei sostenitori della trasformazione in regime permanente del 41 bis, che è la cosa che più i mafiosi temono e che è talmente duro che ci sono state proteste di Amnesty International. Si potrebbe dire che nel 2002, allo stadio di Palermo, apparve lo striscione (mafioso, questo sì), “41 bis… Berlusconi dimentica la mafia”, e invece Travaglio va a cercare il pelo nell’uovo.
Il fatto che Schifani abbia fondato una società, e abbia avuto tra i suoi soci gente che 18 anni dopo è stata condannata per mafia, nei fatti nulla prova. Proprio nulla. Non solo perchè, semplicemente, in Sicilia è fin troppo facile imbattersi in un mafioso (e non è che tutti tutti i mafiosi hanno un cartello in fronte con su scritto “Io sono un mafioso”), ma perchè il reato di concorso esterno in associazione mafiosa esiste già. Se, 18 anni dalla nascita di questa conoscenza professionale, i magistrati avessero pensato che Schifani poteva aver tratto dei benefici da questo rapporto, lo avrebbero indagato. Come hanno fatto per Cuffaro. Che non è Schifani.
Invece Travaglio sceglie di dire e di non dire, parla di quello che gli fa comodo, in modo da suggerire a chi ascolta l’interpretazione più conveniente dei fatti.
E’ ben diverso dire, nel contesto di questo articolo del mio blog, che Schifani è stato eletto nel collegio di Corleone, e fare dire la stessa cosa a Travaglio. Perchè le cose dette sono interpretate anche dal contesto, come ogni bravo berlusconiano sa, e come Travaglio ha dimostrato di aver bene appreso.
Oltre a questa mancanza di rispetto per i fatti, che vengono presentati parzialmente, Travaglio mi fa schifo perchè ha detto che, dopo Schifani, come Presidente del Senato potranno anche esserci lombrichi e muffe, anzi le muffe no, quelle sono utili. Trovo vergognoso e stomachevole insultare un avversario politico in questo modo. Anzi, più che stomachevole, lo trovo perfettamente fascista.
Anche la parte successiva del delirio di Travaglio è agghiacciante. Ha detto, infatti, che è ovvio che quando uno è stato condannato per una tangente poi ne deve aver preso altre dieci.
Questa frase è una frase perfettamente degna di un regime totalitario, Joseph Stalin, Goebbels o Mao non avrebbero saputo dir di meglio (anzi, Mao diceva: “colpiscine uno per educarne cento”).
Travaglio è convinto di incarnare su di sè la Verità, quella con la maiuscola, quindi qualsiasi cosa dica o gli dai ragione, o sei complice della cospirazione berlusconian-mafiosa. L’odio con cui ha parlato in televisione era una cosa atroce, tutto preso a sputare addosso a chiunque. Senza esercitare alcun comportamento professionalmente corretto, perchè non solo ha riportato porzioni assai parziali della biografia di un uomo politico (questo è tipico suo, riportare solo i fatti che sostengono le sue opinioni, quando invece un giornalista dovrebbe riportare tutti i fatti) ma anche perchè non ha chiesto all’interessato un commento. Quando un giornale americano (per citare gli esempi che Travaglio dichiara di amare) ha uno scoop su un uomo politico, gli chiede anche un commento, che poi riporta, lasciando al lettore il compito di farsi un’opinione. In America, uno come Travaglio sarebbe stato cacciato a calci in culo, perchè se vuoi fare il giornalista non fai il politico, e le tue crociate le vai a fare da un’altra parte.
Questa è la funzione democratica del giornalismo, invece quello che Travaglio fa è uno sciacallaggio, ben sapendo che se vai a cercare nella vita di un uomo di potere prima o poi troverai delle frequentazioni inopportune, e dimenticando che quello che conta è il contesto di quelle frequentazioni.
Omettendo ulteriormente dei fatti, per esempio Travaglio ha ora i feticci della Forleo e di De Magistris, quelli sì che sono giudici onesti, ma dimenticando di dire che De Magistris ha messo in piedi inchieste talmente capziose, e ha rilasciato interviste talmente pesanti, che il CSM (che è fatto di magistrati, dimentica Travaglio) lo ha censurato, e che la Forleo è stata, giusto oggi, trasferita da Milano. A favore del trasferimento della Forleo ha votato il rappresentante di Unicost, quello di AN e quello del PdCI. Evidentemente anche il PdCI fa parte del sistema di potere berlusconian-mafioso, contro cui Travaglio fiero si erge.
Io sono socialista. O quantomeno, del socialismo ho il senso del garantismo. Non di quello peloso, di quello reale. Sono talmente garantista che non penso che Schifani sia mafioso, a meno che qualcuno non abbia prove. E le prove non sono i si dice di frequentazioni vecchie di 18 anni. Non penso che la Finocchiaro, donna magistrato di grande se non eccessiva severità anche personale, abbia censurato Travaglio per fare un qualche inciucio con Berlusconi, credo l’abbia fatto per un moto di sincero schifo.
Le forze progressiste abbiano preso in queste elezioni il minimo storico e penso che personaggi come Travaglio abbiano colto la palla al balzo per apparire come martiri (tacendo del detestabile Fazio, uno che ha un concetto omeopatico della verità, tutto preso a fare sempre le domandine carine all’ospitino sinistrino), e credo che il destino del progressismo italiano vada scisso dal destino di questo personaggio, altrimenti alle prossime elezioni invece del 33% prenderemo il 3%. Gli italiani sono stufi di sentire qualcuno che dice di rappresentare la Verità, o meglio tra Berlusconi e Travaglio, sceglieranno sempre Berlusconi.
ottimo. ma allora, scusa.
per quale cazzo di motivo hai votato di pietro alle elezioni?
Chi è che diceva “colpirne uno per educarne cento”?
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/statali-sciopero/brunetta-programma/brunetta-programma.html
@Psiko: perchè ho creduto alle balle di Veltroni sulla grande rimonta, per cui ho fatto lo sforzo di non disperdere il voto, che altrimenti avrei fatto. Poi, ovvio, con Veltroni c’ho il mio conto in sospeso, proprio per questo.
In aggiunta, Giuseppe D’Avanzo su Repubblica di oggi scrive:
“Se si ricordano queste circostanze (emergono da atti giudiziari) è per dimostrare quanto possono essere sfuggenti e sdrucciolevoli “i fatti” quando sono proposti a un lettore inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di ricerca. E’ un metodo di lavoro che soltanto abusivamente si definisce “giornalismo d’informazione”
“E’, nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d’opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell’asettico, neutrale watchdog - di “cane da guardia” dei poteri (”Io racconto solo fatti”
- per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come “fatti” ciò che “fatti”, nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare “fatti” quel che potrebbero accusare più di d’un malcapitato)”
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html
(ricordo che D’Avanzo ha entrature ottimissime con i servizi segreti, per cui se c’era qualcosa da sapere su Schifani, lo avrebbe saputo)
Sinceramente non si capisce di cosa Travaglio sarebbe colpevole.
è accertato che Berlusconi ha tenuto dentro casa per anni uno dei più importanti rappresentanti di Cosa Nostra a Milano,il capo di Publitalia è stato condannato per associazione mafiosa,altri collaboratori siciliani di Forza Italia sono tuttora sotto inchiesta per Mafia.
Schifani ha realmente frequentato uno dei più importanti boss di Cosa Nostra e solo un coglione puo pensare che uno come Mandalà (tra gli esponenti di spicco della Mafia)fosse diventato mafioso per virtù dello spirito santo solo all’epoca della condanna.
Ci sono elementari regole logiche che pure un buon giornalista come D’Avanzo sembra dimenticare.
Travaglio ha solo detto che Schifani è una nullità poltica ed intellettuale, e questo credo sia incontestabile, ha aggiunto poi che oltre a questo ha intrattenuto buoni rapporti con noti ed importanti mafiosi.
E allora dove cazzo sta il problema?
Il problema e che questa Sinistra di Merda forgiata da giornali come Repubblica non serve davvero a un cazzo!
Si ricorda che l’unico partito che parlo di Berlusca come di un mafioso è stata la Lega, che difatto è ora al governo.
Ivan, avanti così, verso un glorioso 15% alle prossime elezioni! (ma di tutta l’opposizione, sia chiaro)
@paolo ti avevo deliberatamente sottovalutato. invece hai capito il paoletto.. zitto zitto..
p.s. grande il d’avanzo di oggi, vero.
Allora uno frequenta e fa affari con Mandalà pensando che sia un onesto benzinaio… ma a chi la raccontate? E’ stato scoperto solo 18 anni dopo, certo, ma in questi 18 anni che faceva? Schifani noto anche per il famoso “lodo” rappresenta degnamente il paese?
Chi diavolo deve dire queste cose se non i giornalisti? Travaglio rimane uno dei pochi salvabili in un sistema informativo indecente. indecente è dir poco.
Ma che discorso fate te e psiko??
Non pretendo che Travaglio ti piaccia o che tu lo ritenga un grand’uomo, qui non c’entra la condivisibilità o no di certe uscite.
Il punto è che in una democrazia un governo NON DEVE comandare sui media! In Viva Zapatero, non so se lo hai visto, ho apprezzato molto il mea culpa di Ezio Mauro. Ha capito che all’epoca di Raiot non si trattava di giudicare nel merito se la Guzzanti faceva satira o sartoria, se era credibile o no, se creava un danno economico alla Rai o no. C’era una questione di principio in ballo, che è l’autonomia di pensiero e di espressione!
Ragazzi, sveglia! Vi state concentrando su Schifani sì Schifani no, e intanto non vedete che cosa significa reprimere pubblicamente un Travaglio. Ieri era Biagi, oggi è lui, domani sarà un altro. Siamo l’unico paese europeo dove i giornalisti tremano di paura davanti ai politici.
Hai parlato di stalinismo di Travaglio, ma questo è il solito maoismo dei servi di Berlusconi: ne punisci uno, per educarne cento.
A detta di tutti gli osservatori,
meno che dei dementi che hanno fatto la campagna elettorale per il Partito del Loft, la sconfitta è stata costruita proprio su una comunicazione completamente sconnessa dalla contrapposizione forte con la CDL.
Per capire questo non serve un esperto di comunicazione ma basta imparare da Berlusconi e la Lega.
Vivo in Francia e mi chiedo : è possibile che ai vertici della Sinistra Politica ci siano solo dei coglioni oppure questa classe politica è quasi tutta collusa per la spartizione del potere e delle prebende?
Sempre per tornare a Travaglio, uno che racconta i fatti,basta riprendere il caso BPL Antonveneta, oppure parlare degli appalti negli ospedali tra Cooperative presunte rosse e bianche, per comprendere che la seconda ipotesi è molto più probabile.
Il popolo odia questa Sinistra di Merda, delle paillettes e dei costruttori romani e fanno bene a non votarla, perchè questa Sinistra di merda non fa alcuna opposizione.
L’hai capito il mio profetucolo da strapazzo!
Prodi dopo il disastro di 5 anni berlusconiani quasi riperse un’altra volta!
e sono 10 anni che nessuno, almeno in poltica parla del monumentale conflitto d’interessi del Berlusca.
Queste teste di cazzo per la seconda volta consecutiva, al Governo non hanno toccato né il conflitto d’interessi né quella perfetta porcata che è la legge Gasparri, condannata pure dalla COmmissione Europea!
Risultato : Berlusconi Ter
ma si…diciamocelo è meglio l’originale.
in risposta a D’Avanzo Travaglio scrive:
Travaglio replica a D’Avanzo: “Su Schifani ho raccontato solo fatti”
Caro direttore, ringrazio D’Avanzo per la lezione di giornalismo che mi ha impartito su Repubblica di ieri. Si impara sempre qualcosa, nella vita.
Ma, per quanto mi riguarda, temo di essere ormai irrecuperabile, avendo lavorato per cattivi maestri come Montanelli, Biagi, Rinaldi, Furio Colombo e altri. I quali, evidentemente, non mi ritenevano un pubblico mentitore, un truccatore di carte che “bluffa”, “avvelena il metabolismo sociale” e “indebolisce le istituzioni”, un manipolatore di lettori “inconsapevoli”, quale invece mi ritiene D’Avanzo. Sabato sera sono stato invitato a “Che tempo che fa” per presentare il mio ultimo libro, “Se li conosci li eviti”, scritto con Peter Gomez, che in 45 giorni non ha avuto alcun preannuncio di querela.
E mi sono limitato a rammentare un fatto vero a proposito di uno dei tanti politici citati nel libro: e cioè che, raccontando vita e opere di Renato Schifani al momento della sua elezione a presidente del Senato, nessun quotidiano (tranne l’Unità e, paradossalmente, Il Giornale di Berlusconi) ha ricordato i suoi rapporti con persone poi condannate per mafia, come Nino Mandalà e Benny D’Agostino (ho detto testualmente: “Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi. rapporti con signori che sono poi stati condannati per mafia”; la frase “anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso”, falsamente attribuitami da D’Avanzo, non l’ho mai detta né pensata).
Quei rapporti, contrariamente a quanto scrive D’Avanzo, sono tutt’altro che “lontani nel tempo”, visto che ancora a metà degli anni 90 Schifani fu ingaggiato, come consulente per l’urbanistica e il piano regolatore, dal Comune di Villabate retto da uomini legati al boss Mandalà e di lì a poco sciolto due volte per mafia. Rapporti di nessuna rilevanza penale, ma di grande rilievo politico-morale, visto che la mafia non dimentica, ha la memoria lunghissima e spesso usa le sue amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso. In qualunque altro paese, casomai capitasse che il titolare di certi rapporti ascenda alla seconda carica dello Stato, tutti i giornali e le tv gli rammenterebbero quei rapporti: per questo, negli altri paesi, il titolare di certi rapporti difficilmente ascende ai vertici dello Stato.
Che cosa c’entri tutto questo con le “agenzie del risentimento” e il “qualunquismo antipolitico” di cui parla D’Avanzo, mi sfugge.
Secondo lui i giornali, all’elezione di Schifani a presidente del Senato, non hanno più parlato di quei rapporti perché nel frattempo non s’era scoperto nulla di nuovo. Strano: non c’era nulla di nuovo neppure sul riporto di Schifani, eppure tutti i giornali l’hanno doviziosamente rammentato. I lettori giudicheranno se sia più importante ricordare il riporto, oppure il rapporto con D’Agostino e Mandalà (che poi, un po’ contraddittoriamente, lo stesso D’Avanzo definisce “sconsiderato”). Ora che - pare - Schifani ha deciso di querelarmi, un giudice deciderà se quel che ho detto è vero o non è vero.
Almeno in tribunale, si bada ai fatti e le chiacchiere stanno a zero: o hai detto il vero o hai detto il falso. Io sono certo di avere detto il vero, e tra l’altro solo una minima parte. Oltretutto c’è già un precedente specifico: quando, per primo, Marco Lillo rivelò queste cose sull’Espresso nel 2002, Schifani lo denunciò. Ma la denuncia venne archiviata nel 2007 perché - scrive il giudice - “l’articolo si presenta sostanzialmente veritiero”.
Approfitto di questo spazio per ringraziare i tanti colleghi e lettori (anche di Repubblica) che in questi giorni difficili mi hanno testimoniato solidarietà. Tenterò, pur con tutti i miei limiti, di continuare a non deluderli.
Marco Travaglio
———–
1. Travaglio non ha montato alcun caso. Le cose che ha detto su Schifani le ha lette dal libro che era andato a pubblicizzare da Fazio. E di cose in tv ne ha dette tante, da Annozero a Crozza. Youtube m’è testimone. Il ‘caso’ gli è stato cucito addosso visto che - da 2 mesi dalla pubblicazione de Se li conosci li eviti - le querele gli arrivano solo ora che è in giro per le reti a pubblicizzare il suo libro.
2. Considerare ‘pelo nell’uovo’ fare affari con la mafia, mi sembra davvero un’uscita poco felice.
3. Riguardo il mancato-presunto rapporto tra Schifani e mafia, ammesso - come dici - che non è rilevante ti cito addirittura Paolo Borsellino: “Ora l’equivoco su cui spesso si gioca é questo, si dice: quel politico era vicino al mafioso, quel politico é stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico é un uomo onesto. E NO! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire beh ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest’uomo é mafioso. Però siccome dall’indagine sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioé i politici, cioé le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioé i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato, ma erano o rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si é nascosti dietro lo “schermo” della sentenza e detto: questo tizio non é mai stato condannato, quindi é un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che é disonesta, che non é stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’é il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia e non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al proprio interno di tutti coloro che sono raggiunti, ovunque, da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reato.” (26 gennaio 1989)
4. Riguardo al presunto ‘fascismo’ di Travaglio nell’affermare che Schifani sia un lombrico o una muffa, ti rimando all’intervento dello stesso Travaglio ad Annozero dell’8 maggio. Oltre che alla pagina di Wikiquote dedicata a Berlusconi, Bossi, Fede, Sgarbi. Ti serve anche il link? E poi facciamo a chi è più fascista e chi meno?
5. Le opinioni su Travaglio sono personali - di questo me ne rendo conto - ma dire che si crede un simil-oracolo o cose così è fuori luogo. Perchè, nonostante abbia vinto tutte le cause per querela, quando è stato il caso di riportare una sconfitta (Confalonieri) l’ha fatto, pubblicando la sentenza sul proprio blog.
E’ inutile anche parlare della ‘mancanza di contraddittorio’ perchè - come ha detto Di Pietro - di una rapina non se ne può parlare se non si conosce l’opinione del ladro a riguardo? Repubblica dei Cachi.
6. Un uomo politico - che vuole assumersi questo ruolo - dovrebbe evitare rapporti inopportuni. Opinione personale. E’ una cosa che non dovrebbe giustificarsi a prescindere dal contesto.
7. Sul caso Forleo-De Magistris non conosco tutti i retroscena quindi non commento. A questo punto però mi tocca pensare che l’intero sistema è corrotto. E non serviva certo Travaglio a ricordarcelo.
8. Se la Finocchiaro ha censurato Travaglio semplicemente perchè gli facevo schifo posso affermare che questa donna tutto è meno che professionale perchè basa una censura su un giudizio personale.
9. Travaglio si è limitato a dare una notizia ’scomoda’ non falsa, altrimenti non staremo qui a parlarne. L’operazione di censura certo non è l’espressione migliore di una repubblica democratica. Uh, ma dimenticavo, siamo in Italia.
“Rapporti di nessuna rilevanza penale”
Lo scrive Travaglio.
Credo che quindi la conclusione sia evidente ed immediata.
Ma così mi spezzi il periodo.
C’è una congiunzione che dice ‘ma di grande rilievo politico-morale’.
La conclusione evidente ed immediata è dunque la seguente: Schifani per questi ‘rapporti’ non è stato indagato penalmente…ma nemmeno nessuno gli ha chiesto il perchè di quelle relazioni. Avrai anche la fedina penale pulita ma poichè rivesti il ruolo di seconda più alta carica dello stato - dal punto di vista etico - ti spetta spiegare il perchè di quelle frequentazioni.
Poi se questo Paese non ha bisogno dell’etica ditemelo, meglio saperle prima le cose, appunto.
Ma così mi spezzi il periodo.
C’è una congiunzione che dice ‘ma di grande rilievo politico-morale’.
La conclusione evidente ed immediata è dunque la seguente: Schifani per questi ‘rapporti’ non è stato indagato penalmente…ma nemmeno nessuno gli ha chiesto il perchè di quelle relazioni. Avrai anche la fedina penale pulita ma poichè rivesti il ruolo di seconda più alta carica dello stato - dal punto di vista etico - ti spetta spiegare il perchè di quelle frequentazioni.
Poi se questo Paese non ha bisogno dell’etica ditemelo, meglio saperle prima le cose, appunto.
No, non spezzo proprio niente. Se un comportamento di una persona non è penalmente rilevante, non è accettabile che sia invece considerato come prova di rapporti con la mafia. In quel caso, si sta dando un giudizio morale, politico, ed è giusto che tali giudizi siano a loro volta giudicati in termini politici, senza invocare la libertà del giornalismo, che qui non c’entra niente.
Quando il candidato ministro della Giustizia USA è costretto a dimettersi perchè hanno scoperto che non ha pagato qualche centinaio di dollari di contributi alla colf, quel comportamento è penalmente rilevante, ed è giusto che sia giudicato come tale impedendogli l’incarico. Ma se il suddetto candidato si diverte ad indossare il tutù davanti alla moglie, sono e rimangono fatti suoi.
Io non consento, per la mia quota di sovranità popolare, a Travaglio di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Se vuole far questo, si presenti alle elezioni e raccolga i voti, ma la smetta con la storia del giornalismo investigativo, che è invece pura e semplice propaganda, peraltro della peggior specie.
Come ha scritto D’Avanzo su Repubblica, Travaglio era amico di un colonnello dei carabinieri che, pochi mesi dopo, è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. I due sono anche andati in vacanza insieme, e c’è un costruttore (mafioso) che dice di aver pagato ad un giornalista, forse lo stesso Travaglio, il soggiorno in albergo. Questo autorizza qualcuno che non sia la Procura della Repubblica a dire che Travaglio è un mafioso? Se soffrissi di travaglismo direi di sì, direi che anche Travaglio ha qualcosa da nascondere, ma siccome sono un garantista, dico che quello che Travaglio fa sono fatti suoi, e che a me riguarda quando c’è un giudice che lo reputa penalmente rilevante.
Perchè, a differenza di Travaglio, io ho una fiducia nella magistratura che considero parte neutra
La libertà del giornalismo qui c’entra eccome, perchè tutta la questione che è nata attorno a Travaglio non riguarda ‘il perchè Schifani sia amico di certa gente’ ma del perchè ‘Travaglio ha detto quelle cose in tv’. Alla fine il problema non è che Travaglio scrive (perchè sono 10 anni che pubblica libri il caro Travaglio) il problema è che parla anche e quelle cose le va a dire in pubblico. Perchè - se davvero la preoccupazione riguardava tali dichiarazioni - Schifani l’evrebbe dovuto querelare alla pubblicazione del libro e non dopo l’intervista a Che tempo che fa. Io qui ci vendo una coda di paglia lunghissima e un’opinione sul pubblico molto sufficiente da parte dei nostri rappresentati politici.
Non ho ben capito i primi 5 righi del tuo commento. Se tali rapporti non sono rilevanti dal punto di vista penale non vuol dire che non lo siano anche dal punto di vista etico-morale. E se Schifani non deve essere giudicato da un tribunale vuol dire che sarà l’opinione pubblica a trarre le dovute conclusioni. E vedo che proprio questo si vuole evitare. E in tutta questa storia è Travaglio il povero martire - perchè ha reso note tali frequentazioni - e non Schifani che ha effettivamente frequentato tali personaggi. La questione sta tutta qua.
Travaglio non può smetterla col giornalismo investigativo perchè la sua area di interesse è proprio la cronaca giudiziaria, certo su Vanity Fair non può scriverci. E quando sento parlare di propaganda associata al suo nome mi viene una tristezza e un bisogno di violenza inaudita. Ma propaganda de che? Propaganda di cosa? Visto che lui è di destra (l’ha detto a Che tempo che fa) e porta alla luce indagini su esponenti di destra e sinistra indistintamente. Questa è democrazia. E perciò da Bertinotti a Berlusconi nessuno lo può vedere. Democratici anche loro.
Quando Bill Clinton è stato scoperto con la propria stagista ne ha dovuto rendere conto AL PAESE!!! Con un comunicato in tv! Ed era una cosa provatissima quella.
Ma quando mai Travaglio non ha fiducia nella magistratura? Non ha fiducia in certi uomini di potere che legiferano a cazzi loro, depenalizzandosi i reati, diminuendo il periodo di prescrizione, la possibilità di scegliere tra 9 mila procure quale pm trasferire e tutta una serie di leggi ad cazzum. Sulla magistratura non ha mai fatto accuse alla Berlusconi, e anzi sul blog ha il link a quello di Clementina Forleo e al Parlamento Europeo è intervenuto assieme a De Magistris. Visto che il suo lavoro si basa sul riportare sentenze dei magistrati tutto può miscredere meno che nella magistratura.
E riguardo la questione D’Avanzo, Travaglio ieri l’altro su L’Unità: L’ultima lezione di giornata viene da Giuseppe D’Avanzo. Tre giorni fa scrive che “il legale di Aiello dice di aver saputo dal suo assistito che Aiello ha pagato l’albergo a Marco”. Cioè a me. Ieri il legale di Aiello gli scrive di non avergli mai parlato. D’Avanzo risponde: “Il ricordo di Aiello è stato raccolto da fonti vicine all’inchiesta”. Wow! Fonti vicine all’inchiesta. Magari le fonti del Clitumno. O forse le fonti Fiuggi. Anzi, fuggi-fuggi.
La Travaglite è certezza delle fonti e controllo delle stesse, ora la applico:
Travaglio non ha mai detto che Schifani fosse un mafioso ["Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi. rapporti con signori che sono poi stati condannati per mafia”; la frase “anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso”, falsamente attribuitami da D’Avanzo, non l’ho mai detta né pensata)]
Travaglio non ha niente da nascondere [Se questo maestro di giornalismo (D'Avanzo) avesse svolto una minima verifica prima di scrivere quelle infamie, magari rivolgendosi all'albergo o dandomi un colpo di telefono, avrebbe scoperto che: 1) non ho mai incontrato, visto, sentito, inteso nominare questo Aiello fino al giorno in cui fu arrestato (e comunque, non essendo io siciliano, il suo nome non mi avrebbe detto nulla); 2) ho sempre pagato le mie vacanze fino all'ultimo centesimo (con carta di credito, D'Avanzo può controllare); c) ho conosciuto il maresciallo Giuseppe Ciuro a Palermo quando lavorava alla polizia giudiziaria antimafia (aveva pure collaborato con Falcone). Mi segnalò un hotel di amici suoi a Trabia e un residence ad Altavilla dove anche lui affittava un villino. ]
Infine, un’altra cosa che Travaglio insegna: prima di formulare un opinione è buona cosa controllare come si siano svolti i fatti, perchè è inutile che stiamo a dire ‘Travaglio ha dato del mafioso a Schifani’ quando non è vero, che ha voluto creare il caso a Che tempo che fa quando c’era stato altre volte per promuovere altri libri (La scomparsa dei fatti, Mani sporche) e soprattutto perchè l’ultimo lavoro era stato pubblicato da + di un mese. E’ inutile dire che Travaglio - per quel che ha detto è stato un fascista - quando Berlusconi ha dato del cadavere ambulante al presidente della repubblica, Sgarbi ha dato degli assassini ai giudici di Mani pulite e via dicendo. La muffa al confronto è un complimento. E’ inutile dire che Travaglio si crede di incarnare la verità quando a) deve 1/5 dello stipendio a Previti e questo lo sanno tutti. b) E’ stato lui stesso a pubblicare la sentenza che lo vede soccombente nei confronti di Confalonieri. c) non si esime a rettificare, essendo un giornalista.
Si insomma, è inutile sparare cazzate quando queste sono verificabili. Ecco il metodo Travaglio.
Purtroppo con Travaglio ci vuole forza e coraggio per smentirlo, dato che riporta le fonti pari pari, ma perchè non istituiamo un concorso:
Chi ha il coraggio di smentire Travaglio? Sono aperte le iscrizioni nel registro dei indagati
“Chi ha il coraggio di smentire Travaglio? Sono aperte le iscrizioni nel registro dei indagati”
Appunto, chi smentisce Travaglio è necessariamente un mafioso, quindi è giusto che sia indagato.
Ah, io lo smentisco. Attendo l’avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, emesso dal Tribunale Rivoluzionario.