Chi c’è dietro la Carfagna (e con chi si può trattare, forse)

Marco Damilano ed Emiliano Fittipaldi per L’Espresso, via Dagospia.

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Le prime uscite non l’hanno aiutata: la ministra non ha concesso il patrocinio al Gay Pride, poi ha annunciato tranquilla che “in Italia gli omosessuali non sono discriminati”, infine ha lanciato l’idea delle cooperative dell’amore. Conclusione: si è piazzata in fondo alla classifica che misura l’indice di gradimento dei ministri. Per evitare altri scivoloni, i capi del Pdl le hanno messo alle calcagna Simonetta Matone, a cui toccherà definire de facto la linea politica del ministero.

Il giudice del tribunale dei minori di Roma è strafamosa: insieme allo psicologo in cachemire Paolo Crepet e al criminologo Francesco Bruno fa parte del trio ospite fisso nei dibattiti su Cogne, la strage di Erba, Garlasco e “via ammazzando” (copyright del ‘Giornale’). Tempo fa ha confessato a Barbara Palombelli, sua compagna di talk, di “soffrire fisicamente per il suo lavoro”. Anche fare da badante alla Carfagna non sarà una passeggiata.

Tre figli in due matrimoni, esperta in adozioni, un tempo vicedirettore del carcere di Firenze, ha lavorato già con Giuliano Vassalli, che l’ha voluta al suo fianco quand’era Guardasigilli, fine anni ‘80. Cattolica (ma ha criticato aspramente la legge sulla fecondazione), amica insospettabile di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, favorevole alla castrazione chimica dei pedofili, stanca di tv ha provato a tornare in politica dalla porta principale, ma alle ultime elezioni la sua candidatura nelle file dell’Udc è saltata dopo il divorzio tra Casini e Berlusconi.

Ora la nuova chance. La Matone non sarà sola: la Carfagna potrà contare anche sui consigli del capodipartimento Isabella Rauti, tosta moglie di Gianni Alemanno, e di Italo Bocchino, aennino doc che la segue da tempi non sospetti. Pare che lui abbia scelto personalmente la portavoce, Raffaela Viglione, giornalista prelevata da ‘L’Opinione’, e che il battibecco sulla candidatura di Mara come prossimo governatore della Campania (”Sono contrario, è troppo inesperta, la vogliono bruciare”, ha detto Italo) sia in realtà solo un gioco delle parti tra due vecchi amici.

5 Risposte a “Chi c’è dietro la Carfagna (e con chi si può trattare, forse)”


  1. 2 Paolo 14 Giugno 2008 alle 6:09 pm

    Scordati il matrimonio gay.

  2. 3 Andrew 15 Giugno 2008 alle 9:50 pm

    Io direi anche “scordati il gay”, cancellando in direttissima il “matrimonio”.

    Ma sbaglio o c’era un post che poi è sparito?

  3. 4 Paolo 16 Giugno 2008 alle 12:19 am

    @Andrew: non sbagli, è che non riuscivo a collegarci l’immagine e allora l’ho rimosso in attesa di rifarlo.

  4. 5 cooper 16 Giugno 2008 alle 9:51 am

    a me quella carfagna mi sta proprio qua, ne parlavamo ieri sera a cena. ciò che la rende insopportabile, se vogliamo, non è neanche il fatto che abbia delle idee arretrate e inconcepibili, perchè purtroppo quello capita – quanto che quando apre bocca per argomementarle fa veramente cadere le braccia. regolarmente dalla padella nella brace. Forse la Matone sarà d’aiuto, ma comunque finchè ad aprire bocca davanti ai microfoni sarà la bella Mara, secondo me stiamo freschi…


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