Pippe

Dice Imma Battaglia: il Gay Village costa 1,6 milioni di euro, 260 mila euro arrivano dagli sponsor, il resto sono le entrate della manifestazione, e noi ci rimettiamo in prima persona.

Ora, a fare due conti, rimangono da coprire 1,34 milioni di euro; ammettendo che l’entrata costi 10 euro, e che chi entra consumi 5 euro, occorrono meno di centomila presenze per tornarci in pari (assumo che dei 15 euro ci siano delle spese di produzione, come le materie prime dei cocktail). Considerando che la manifestazione dura dal 26 Giugno al 20 Settembre, sono 14 settimane, ovvero 7 mila persone a settimana, ovvero mille persone a giorno, in media, magari il Martedì ce ne saranno di meno del Sabato, ma mille persone le fa una piccola discoteca.

Allora, non ci prendiamo per il culo. Anzi, non ci prendete per il culo. Nessuno, dico nessuno, investe 1,34 milioni di euro di tasca sua se non è sicuro che gli rientrino almeno due volte. Nessuna, dico nessuna, banca anticipa dei soldi se non ha delle garanzie più che solide. Nessuno, dico nessuno, è costretto a rimetterci dei soldi per aiutare i poveri gay a ballare a culo di fuori all’Eur in modo da difendere l’identità gay, puoi anche fare una rassegna cinematografica in una sala di periferia, se stai a corto di quattrini. Nessuno, dico nessuno, fa una scenata al Gay Pride se non per accasarsi con la nuova amministrazione e non se perchè ballano tanti soldi.

Quindi, buon per voi, cari imprenditori gay, che avete trovato il modo di fottere i coglioni la gente. Buon per voi che fate la rassegna di cinema proiettando un film schifosamente sionista come “Camminando sull’acqua”, e poi la gente si stupisce della vostra virata a destra.

Ripeto, buon per voi, il mondo è dei furbi e non ne discuto. Ma per culo non ci prendete, perchè saremo gay ma non siamo coglioni.

16 Risposte a “Pippe”


  1. 1 sacherfire 18 Giugno 2008 alle 11:36 pm

    Arguisco che non ne sei un frequentatore assiduo ;-)
    Non essendo romano mi limito ad una piccola alternativa - e anche se non è gaia, chi se ne: che c’è un’ottima gelateria (e se lo dico io varrà pure qualcosa ;-P) in via Acaia che vale la scomodità del doversene stare sul marciapiede con tutto quel traffico: a me bastò rimanerci un’oretta in compagnia di quel gelato e di due splendide persone. Due ingredienti essenziali e sufficienti per una bella serata.

  2. 2 Paolo 19 Giugno 2008 alle 12:42 am

    Questa gelateria, sopratutto la via, l’ho già sentita da qualche altra parte, sarà da controllare prima o poi :)

  3. 3 Andrew 19 Giugno 2008 alle 1:17 am

    Due parole sull’ultimo periodo.
    Sei sicuro?

  4. 4 sexinthecity - Samantha 19 Giugno 2008 alle 2:04 am

    in effetti un po ruffianucci sono quelli del village.. ma credetemi, visto chi c’è dietro non c’è assolutamente da stupirsi!! ;-) e fatemi stare zitto altrimenti mi becco pure una denuncia!

  5. 5 Paolo 19 Giugno 2008 alle 8:33 am

    @Andrew: sul fatto che siamo gay ma non siamo coglioni? Beh per me, te e molti altri gay che conosco la frase vale di sicuro, poi certo io sono contrario alle generalizzazioni :)

  6. 6 Fabio 19 Giugno 2008 alle 9:36 am

    potrei aggiungere tanto di quel veleno a questo post che saresti costretto a cancellarlo, e allora non lo faccio :) sapessi come parla imma di questi ingrati froci romani quando è in privato (e lo dico perché lo ha fatto con me e non per sentito dire)…
    mi limito a dire che sono pienamente d’accordo con te, anche sulla tua risposta ad Andrea…
    allora io quelle poche volte che vado al village (la scorsa estate 3 in tutto) sarà rigorosamente prima delle 21:30 e sti ca***i…

  7. 7 Frà 19 Giugno 2008 alle 11:19 am

    Non sono stato spesso al village, ma quando ci andavo prima delle 9 per entrare gratis..
    Non sono poi sicuro che sia aperto tutta la settimana, credo solo 4 notti, dal giovedì alla domenica.

    Io sono contento che a Roma ci sia un village, forse il posto per gay con meno gay di Roma. E’ un’iniziativa che non ghettizza, ma che anzi, a torto o ragione, tanti giovani romani considerano “fescion” e quindi avvicina.

    Che le associazioni LGBT romane facciano soldi o profitti sul gay village o il mucca, mi sembra una buona cosa. Ottima. Questi soldi servono a finanziare l’allargamento dei circoli su base nazionale, o semplicemente, per finanziare attività di lobby. La politica purtroppo non si fa solo col cuore e gli ideali, ma anche coi soldi.
    Se questi soldi sono poi male adoperati, questo è un altro conto.

  8. 8 Fabio 19 Giugno 2008 alle 11:56 am

    partiamo da un punto fisso: il Village è una impresa commerciale i cui proventi vanno ai soci. il DGP che becca solo molta pubblicità e pochissimi danari.
    detto questo, chi mi fa un esempio di crescita a livello nazionale del DGP, oppure un esempio di una qualsiasi attività di lobby intrapresa dal DGP?

    dove voglio arrivare.
    semplice, vorrei solo far chiarezza sul fatto che il village non ha nulla - se non la presenza della battaglia nell’azionariato, a titolo personale comunque - con l’associazionismo GLBT.

    che poi il village sia comunque un bel posto, divertente, funzionale anche a discorsi di visibilità ed integrazione ne possiamo parlare quanto ne vogliamo, ma resta comunque una discoteca estiva a cielo aperto creata per far soldi da imprenditori froci.

  9. 9 Diabolicus 19 Giugno 2008 alle 12:10 pm

    Sarà aperto dal giovedi al sabato…il giovedi 7 euri, ven e sabato 13 (aumentando di un euro rispetto allo scorso anno) però comprensivo di consumazione (acqua zozza). Per il resto che dire…se non apriva non mi stracciavo le vesti e me ne facevo ampiamente una ragione….certo che ci sarebbe stato da consolare tutte le ballerine di prima fila, affrante dal dolore. Ne varrà la pena di andare per vedere Cinzia Leone.

  10. 10 Paolo 19 Giugno 2008 alle 7:21 pm

    @Frà: ma le lobby italiane non sono “noi al servizio dell’idea”, bensì “l’idea a nostro servizio”.

  11. 11 Dario 20 Giugno 2008 alle 9:19 am

    “Camminando sull’acqua” è un film secondo te “schifosamente sionista”? E da qui decduci la virata a dx? Scusa ma forse hai le idee un po’ confuse sul sionismo e su Israele.

    A parte che i film di Eytan Fox non mi sembrano così giustificatori nei confronti del sionismo, ti faccio anche notare che il sionismo non è né di destra né di sinistra. Dalla sua fondazione ad oggi il sionismo ha avuto correnti/fazioni di ispirazione socialista, di ispirazione religiosa (ebraica ortodossa), gruppi che si rifacevano al comunismo, altri ancora a ideologie conservatrici di derivazione europea. Parli del sionismo come di un’ideologia demoniaca. Ma ti assicuro che essere sionisti, in passato come oggi, per un ebreo significa semplicemente avere a cuore l’esistenza di uno Stato ebraico, lo Stato d’Israele, e credere nella possibilità per il popolo d’Israele di avere una propria terra, una propria cultura e una propria lingua indipendenti e in pace.

    Eytan Fox è uno dei personaggi che nell’ultimo decennio ha più contribuito a sdoganare l’omosessualità nei media e nel mondo della cultura israeliano, con risultati non sempre di alta cinematografia ma che comunque non meritano di essere presi per una mera propaganda nazionalista, come invece mi sembra tu voglia fare. E te lo dico a ragion veduta. Io vado in Israele quasi ogni anno, parlo ebraico (e anche un po’ di arabo), ho amici a Tel Aviv e Gerusalemme e conosco abbastanza bene la comunità glbtq israeliana, oltre che alla diaspora ebraica italiana. Insomma, prima di dare giudizi così categorici, magari proviamo a comprendere meglio il problema e ciò che vi sta dietro.

  12. 12 Fabio 20 Giugno 2008 alle 2:03 pm

    Paolo vai a mare questo weeken?
    Noi di solito andiamo di domenica al Mediterrane* (non ricordo mai se è ‘o’ oppure ‘a’) verso le 14:30 e spero di riuscire ad andarci anche questa…

  13. 13 Paolo 20 Giugno 2008 alle 5:37 pm

    @Dario: ma se tu, invece di fare la difesa d’ufficio, avessi seguito il link in cui c’era la critica a quello schifosissimo film, non avresti fatto meglio e prima?
    @Fabio: spero di andarci Domenica ma non lo so per certo, nel caso sono lì ti chiamo.

  14. 14 Dario 20 Giugno 2008 alle 6:34 pm

    Veramente avevo letto il link :-)

  15. 15 Italian psycho 21 Giugno 2008 alle 9:39 am

    Infatti adoro quando dicono quel “ci rimettiamo in prima persona”…e si, siamo tutti dei Babbo Natale? ;)

    D’accordissimo con te…

  16. 16 NICK 27 Giugno 2008 alle 10:08 pm

    Che poveracci. Forse la matematica non è il vostro forte. Avete idea di un biglietto di 13 euro quanto rimane????
    Togli l’IVA (20%) togli la SIAE (10%) siamo già a 9,70 togli il costo della consumazione che il botteghino deve corrispondere al bar e rimangono 6 euro e 70. Pensa al giovedì….di sette euro ne rimangono si e no 2,5 considerando che sono aperti giovedì venerdì e sabato significa che per coprire le spese servono almeno 5000 persone per sera…fate un po le vostre considerazioni.
    Bellissima, Imma Battaglia nell’azionariato del Gay Village…magari un errore l’ha commesso….I soci del Gay Village investono quella somma….tra questi Imma non c’è!!! I bilanci e i dati societari sono pubblici documentatevi prima di parlare…Lei è solo il presidente dell’Associazione DGP che magari senza fare propaganda fa molto di più di quanto pensate? Quanti di voi hanno letto il loro sito??? Imma, se lo fa, fa bene a parlare male dei froci, visto che pur non avendo mai guadagnato nulla da tutto ciò che ha fatto per il mondo gay deve anche essere tacciati di approfittarsene!!! E basta per favore!!! Voi dal vostro pulpito che additate e tacciate….cosa fate, cosa ci mettete di vostro?
    E poi cmq se il problema è il prezzo entrate prima delle 21 e 30.
    Ma poi non ho capito….Fiesta fa i soldi, castel sant’angelo fa i soldi etc etc. magari mentre stai li non puoi neanche tenere per mano il tuo compagno…..e se il village organizza qualcosa…..MASSACRO….perchè alcuni imprenditori cercano di trarre un profitto da una manifestazione estiva!!!
    POVERACCI!!!

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