Non penso che le dittature siano nate perchè c’era un dittatore che ha conculcato la democrazia, bensì è il dittatore ad essere figlio del sentimeno diffuso di una nazione. Non credo che le dittature nascano perchè alcuni si riuniscono e dicono “ok, facciamo un colpo di stato”, ma perchè alcuni si trovano al punto giusto al momento giusto.
Più seguo il Tg5, e più mi convinco che questo veleno sia in circolo in Italia, e che il Tg5 lo rappresenti, senza mediazioni, ben al di là degli interessi del suo editore.
Oggi, nell’edizione delle 13, ci sono state alcune notizie, anzi meglio alcuni incisi, che mi hanno fatto arricciare il naso.
Prima notizia: a Milano c’è stata una operazione contro degli spacciatori che avevano eletto un certo quartiere a base operativa. Ottimo per gli abitanti della zona, ma dire che questa operazione ha reso il quartiere un quartiere normale è quantomeno prematuro: circa metà della popolazione milanese ha fatto uso (o fa uso) di droghe, quindi gli spacciatori spariranno quando si metterà il metadone nell’acquedotto (o quando si legalizzerà l’uso di tutte le droghe, nessuna esclusa) non certo perchè sono spariti dei pusher. Pessimo modo, quindi, di diffondere l’idea di normalità.
Seconda notizia: a Venezia c’è stata una manifestazione contro l’inizio dei lavori per costruire una area attrezzata per la comunità sinti. Tutto il centrodestra unito contro lo spreco di denaro pubblico (come se invece avere un centro di accoglienza temporaneo fosse una attività in utile) e uno dei protestanti è morto, presumibilmente per il caldo. Una notizia infausta, ma riportare il pensiero degli esponenti leghisti locali, per cui costui è la prima vittima di questa battaglia, senza fare un minimo di analisi critica, significa proprio chiamare allo scontro.
Terza notizia, circa il 20% dei passeggeri dei mezzi di trasporto pubblico non paga il biglietto. Il presidente della associazione di categoria chiede al ministro dell’Interno di poter avere delle guardie giurate sugli autobus, o almeno degli steward come quelli che ci sono agli stadi, e nessuno gli fa notare che il problema del biglietto si risolve in modo tecnico, non con la gente armata a bordo. Poi, vengono riportate le statistiche da cui emerge che i disoccupati sono quelli che meno pagano i biglietti, poi che le donne pagano più degli uomini, e che gli stranieri pagano meno degli italiani. Le statistiche sono interessanti per due aspetti, per quello che manca e per quello che c’è. Manca, innanzitutto, l’analisi del fatto, conoscenza comune, che al Sud si evade più che al Nord, ma ora è importante sentirsi tutti italiani (per le iniziative di cui al punto uno e due precedenti). Secondo, nella mia lunga esperienza di mezzi pubblici, io ho sempre molto più spesso visto italiani che non pagano, piuttosto che stranieri. Per il semplice motivo, mi son detto, che gli stranieri che sono clandestini hanno tutta la convenienza a pagare, perchè in questo modo non si avvia una procedura di identificazione che per loro è molto pericolosa. Magari gli stranieri, intesi come turisti o come cittadini comunitari, avranno convenienza a non pagare, però era interessante che la statistica fosse così utilmente rozza.
D’altra parte ormai ci viviamo di non-notizie
E vedremo che cosa diranno del Pride
Sì e la sensazione più triste è che non abbiamo più forza di reagire. Io per primo. Ogni giorno viene spalata così tanta merda, e la prospettiva del governo Berlusconi è così lunga, che non ho più la forza di stare male.
Stiamo assistendo tutti in silenzio ad un lento affondare..e l’inversione di rotta non è in vista.
Del Pride forse diranno che s’è trattato di una festa patronale o della sagra della salsiccia così piazzano il servizio in mezzo a ‘Gusto’. Cmq i fischi di ieri al premier li abbiamo sentiti tutti nell’edizione delle 13 del tiggì! Perchè dobbiamo fare sempre i faziosi…
Io sono ancora per la Guerra Civile.
–cancellato su richiesta dell’autore–
Il tg delle 13 di ieri l’ho visto anch’io, e non mi è sembrato AFFATTO professionale: la frase d’apertura del servizio è stata “fischi, ma anche applausi per il Presidente Berlusconi bla bla che ha detto ble bla…”
Se ci fosse stato Prodi, avrebbero detto come minimo “applausi, ma anche fischi”. Come minimo.
pensa che quanto ho sentito che parlavano di fischi e contestazioni al tg4 per un momento ho controllato se avevo sbagliato canale…povera cronista, chissà come l’avrà insultata in seguito l’Emilio…