Siccome son stati due giorni intensi e assai divertenti, scompongo il resoconto in più parti.
Sono arrivato Venerdì sera, dopo un delizioso viaggio in un treno Eurostar in cui l’aria condizionata funzionava poco (perchè, secondo la capotreno “il treno è pieno”. Immagino quindi che l’aria condizionata sia tarata per un treno semi-vuoto, una grande prova di fiducia in sè stessi da parte delle nostre Ferrovie).
La cena è stata insieme a Falcon82, e se lo cito fin d’ora è perchè c’è stato da subito, uno splendido anfitrione che s’è diviso tra me e molti altri, trovando per ognuno di noi il tempo, sempre prodigo di indicazioni e consigli. La serata di Venerdì, prima davanti ad una pizza, poi a sentire i piacevoli vocalizzi di Gennaro Cosmo Parlato, infine andando in giro per le strade di Bologna, è stata splendida.
La mattina di Sabato l’ho dedicata a visitare la Pinacoteca, ingresso gratuito (così come per gli altri musei della città fino al 29 Giugno, giusto in tempo) anche se purtroppo la parte rinascimentale era chiusa per ristrutturazione. Ho apprezzato le opere di Guido Reni e del Guercino. C’era anche la mostra su tale Antonio Basoli, l’unica cosa bella erano le ultime opere del suo periodo fantastico, splendidi paesaggi fantascientifici estremamente moderni seppur risalenti a metà dell”800.
Pranzo a “Pane Vino e San Daniele”, suggerito (ovviamente) da Falcon, ho mangiato bene. Sabato è stato poi dedicato al Pride, di cui parlerò dopo. Alla fine del Pride, ho cenato da McDonald’s, ammetto che sia stata una mancanza di gusto ma pure di zuccheri nel sangue non ve ne erano molti, dovevo addentare qualcosa e subito. Tornato in albergo, sono crollato dal sonno.
Domenica mattina ho cominciato con la Torre degli Asinelli, una certa qual fatica ma il venticello che c’era in cima e la vista hanno ripagato. Quindi la discesa è stata per la chiesa metropolitana di S. Pietro e per la basilica di S. Petronio, di cui alla fine ho potuto ammirare solo la maestosità: essendo Domenica non era possibile visitarla compiutamente se non nei minuti di pausa tra una celebrazione e l’altra, così non ho potuto nemmeno dedicarmi a trovare il famoso dipinto con Maometto all’inferno. Però entrare e sentire l’organo, in quell’acustica, è stato bellissimo.
Quindi, sono andato alle Collezioni comunali, museo che seppure dentro Palazzo D’Accursio è di non immediata scoperta, e sono passato in mezzo a varie coppie fresche di matrimiono civile. A Bologna i gay sfilano, gli etero si sposano in comune, triste destino per la città che era la seconda dello stato pontificio
Le Collezioni non mi sono sembrate particolarmente notevoli (anche se andavo proprio di fretta), però ho trovato gradevoli le opere Donato Creti (di cui ignoravo bellamente l’esistenza) e la stanza che contiene tutti gli stemmi di tutti i legati pontifici, e più grandi dei legati divenuti poi papi. Non sapevo che Benedetto XIV fosse di Bologna (simpatica coincidenza della storia che il papa che ha ispirato Ratzinger nella scelta del suo nome fosse di quella città che è oggi una delle più tolleranti d’Italia).
Di gran carriera sono andato infine al museo civico archeologico, di cui ho visto solo la collezione egizia. Non sono affatto in grado di valutare la qualità dei reperti (invero molti) ma l’allestimento e il percorso mi sono sembrati molto ben fatti, senza che uno si perdesse nei nomi di tutti i faraoni e nei periodi di tutte le dinastie.
Così s’è fatto tardo pomeriggio, vado nuovamente a mangiare allo stesso posto (e mi danno lo stesso tavolo, si vede che mi avevano già cominciato a considerare un cliente abituale), poi raggiungo Falcon che mi accompagna in stazione.
Sono rimasto colpito dall’educazione dei bolognesi. Mentre ero a vedere le Collezioni comunali, una delle custodi è venuta a togliere un cordone che impediva l’accesso ad una piccola sala (e io mi sono così sentito obbligato a visitarla fingendo un interesse invero assai poco reale) e a rimettere il cordone dopo che me ne ero andato. Non oso pensare a cosa avrebbe fatto un dipendente del Comune di Roma al suo posto, e dove mi avrebbe nel caso suggerito di mettere il cordone
E’ solo un episodio, ma rende l’idea del clima che ho respirato.
Così come l’efficienza bolognese, ad un’ora dalla fine del Pride era già in corso la pulizia delle strade, e la mattina dopo nella piazza non c’era nemmeno una cartaccia. Un po’ come il modello Roma del sor Uolter.
“Cos’ha Bologna, che è così bella? L’inverno col sole e la neve, l’aria barbaricamente azzurra sul cotto. Dopo Venezia, Bologna è la più bella città d’Italia, questo spero sia noto.” (Pier Paolo Pasolini)
Non ho capito se la frase sulla pulizia e Roma era ironica.
Anche perchè l’anno scorso al RomaPride praticamente eravamo inseguiti dalle macchinine dell’AMA che hanno iniziato a ripulire la piazza quando neanche la manifestazione era finita.
Un pò come la vecchia zia che inizia a passare la scopa per dirti che ti devi levare dai coglioni…
Beh saprai dirmi tu se Roma è una città pulita…
oddio mi imbarazzo però dai