Stamattina sono andato in piscina. L’ultima volta che c’ero stato era circa il…1988, e questo tempo non è passato invano: non mi ricordo niente.
Sono arrivato, e l’istruttrice mi ha detto: dai, vediamo cosa ti ricordi, entra in vasca 2, indicandomi insistentemente la vasca 5. Io ho cominciato a spostare il mio sguardo dal blocco di partenza a lei, e lei che insisteva a dire “dai, entra in vasca 2″, alla fine le ho chiesto “ma la vasca 2 è questa?”, lei era tutta contenta che la scimmia l’allievo avesse capito che non mi pareva il caso di far notare questa leggerissima discrepanza.
Ora, appunto nel 1988 (quando c’era il Muro di Berlino, Saddam Hussein era alleato dell’America, Craxi governava l’Italia e Veltroni era un semplice cazzaro della FGCI) io frequentavo una piscina che aveva, nella sua parte alta, circa 4 metri d’acqua. Per cui ho pensato a quel ricordo lì, e sono entrato in acqua convinto che ci fosse chissà che slancio. Invece l’acqua era alta forse un metro e settanta. Allora ho realizzato che m’aveva fatto entrare nella vasca in cui si tocca. Con tutto che le avevo detto che all’epoca avevo preso i miei brevetti, una grande manifestazione di fiducia.
Allora mi dice “fai dorso”. Io faccio dorso e lei commenta “devi correggere qualcosa, ma non va male”. “Fai stile libero”. Io faccio stile libero, e lei commenta “dovresti prendere delle lezioni”. Allora: “Fai rana”, e l’invito è “Evita di fare delfino, ok?”.
Non è che pensassi niente di diverso, la tecnica si affina con l’esercizio e così come sollevare un peso richiede tutto tranne che solo la forza bruta, nuotare non richiede certo solo di galleggiare, sarebbe stato sorprendente che mi fossi ricordato di più di questo quasi niente.
Dopo la diagnosi c’è la terapia, mi propone un pacchetto di lezioni private o in alternativa un corso intensivo. A me servirebbe solo saper fare in modo passabile dorso e tiè, abbondiamo, stile libero, giusto per poter fare quel pò di esercizio fisico, non è che ora mi sono messo in capo di fare delfino, non lo sapevo fare all’epoca malgrado i milioni spesi dai miei perchè “nuotare è lo sport più completo” (seeee, come no), non ci arrivo oggi nei mesi estivi. Sopratutto, vorrei che la mia tecnica fosse tale da non farmi peggiorare nelle mie asimmetrie.
Poi l’istruttrice mi ha abbandonato ed è anzi sparita lasciando la piscina ad un’altra, io mi sono fatto forse 12 vasche, potevo fare di più ma mi ero pure scocciato, e per uno che finora ha fatto solo allenamento di intensità non è male.
Negli spogliatoi ho notato un istruttore maschio che meriterebbe, lui sì, delle lezioni private, come il culo dei nuotatori sia più piccolo di quello dei palestrati, e comunque mi sono beato del mio quadricipite, tiè!
Nella seguente figura:
è disegnato, in rosso, il percorso che ho seguito, va appena appena rivisto; con la A il gruppetto di pischelletti tanto caruccetti che facevano apnea, probabilmente perchè da grandi vogliono fare i ministri della Repubblica in un governo Berlusconi; con B il bonazzo che si è messo a nuotare e a cui avrei chiesto molti chiarimenti, anche se pure lui è andato storto e queste son soddisfazioni. Infine, a lato, l’istruttrice che si è presumibilmente impiccata. Non ho riportato il numero di capocciate che ho dato quando arrivavo alla fine della corsia senza accorgermene, immagino mi abituerò con il tempo o si svilupperà un callo osseo.

E io che pensavo ad un costume bianco in piscina… meno male, l’immagine funesta è svanita
Per le capocciate dovresti prendere l’abitudine di osservare il colore dei galleggianti che separano le corsie. Quando sei a 5 metri dal fondo vasca cambiano colore. Un bravo nuotatore sa quante bracciate gli restano da fare prima di scornarsi ;-P
Ma scegliersi un altro sport? Che so … il tennis? Il calcetto con gli amici? La barca a vela? Non c’è nemmeno il problema del costume da bagno!
@Titollo: la piscina è per me il miglior complemento della sala pesi (lavoro con la parte alta del corpo, quella dove sono carente), e poi prendo anche il sole
Insomma … ti vuoi fare il fisico da rimorchio
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Resterò io a presidiare la categoria “fisico impiegatizio”.