Le diagnosi, qui, si fanno a occhio

Mia sorella e mio zio hanno infatti provveduto a decidere, con un semplice esame ad occhio, che mio padre sta bene. Mia sorella, in particolare, è tornata a casa pure incazzata che le avessi fatto perdere del tempo, tanto nostro padre sta benissimo. Credo che le mie urla si siano sentite in strada, poi ero talmente incazzato che sono diventato quasi afono.

Mio zio è stato un attimo più ragionevole, o meglio alla fine l’ho fatto concordare che questi comportamenti di mio padre non si spiegano se non con un qualche disturbo, che sia un leggero esaurimento o qualcosa di più grave non lo possiamo dire, ma forse una visita specialistica sarebbe necessaria. Anche perchè oggi le suore erano pronte a mettere mio padre per strada, quindi confido che mio zio sia ben consapevole che una enorme patata bollente come questa gli finirebbe tra capo e collo e dovrebbe occuparsene lui.

Come dice G., certe parentele non si possono spiegare se non con lo scambio in culla. Io vivo in una famiglia di gente completamente diversa da me, che è convinta che le malattie si vedano ad occhio, che un disturbo della personalità passi da sè, e che invece di muoversi per tempo casomai essendo troppo prudenti, aspettano il guaio. Mia sorella oggi ha avuto la, come dire, eccentricità di dire “ma se sta meglio di noi”, a cui io reagisco pensando di vivere in una candid camera. A alla fine quello strano sembro io perchè insisto che, di fronte ad uno che apre la guerra con il mondo per una mela che è sparita (pare che questo sia stato il fattore scatenante) tendo a credere che sia una patologia e non una fisiologia, tipica delle fasi iniziali di molte malattie neurologiche, quando appunto non ci si ricorda dove si sono messe le cose.

Adesso aspetto e spero che questa visita specialistica ci sia.

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