“Sono molto avvilito per quello che e’ successo l’altro giorno a piazza Navona”. Lo ha detto Nanni Moretti nel corso dell’incontro con i giornalisti in occasione della consegna del ‘Premio Fiesole’. “Gli organizzatori – ha proseguito Moretti – sono stati degli irresponsabili. Mi dispiace che in questo disastro siano state coinvolte persone come Rita Borsellino, che ha fatto un bel discorso. Ma quando si organizzano queste cose bisogna distinguere. Mi dispiace che sia stato sporcato tutto. Mi dispiace che con gli interventi di Grillo e della Guzzanti siano stati oscurati gli obiettivi della manifestazione e forse sia stata sporcata anche la stagione dei movimenti del 2002 che, se mi permettete, era un’altra cosa rispetto alla manifestazione di martedi’. Di quei girotondi, movimenti ed associazioni al di fuori dei partiti, nati nel 2002, spesso e’ stata fatta una caricatura, non raccontando la verita’ di quei movimenti. Ora – ha proseguito il regista – purtroppo quella caricatura e’ diventata realta’ ed io sono molto avvilito. Non bisogna trovare scuse. Pretesti ed alibi nella non tempestivita’ con la quale in queste settimane si e’ mosso o non si e’ mosso il Pd. E’ stata una cosa da irresponsabili chiamare chiunque. Uno come Grillo, per esempio, che ha insultato tutto e tutti nello stesso modo. Sono avvilito – ha concluso Moretti -, frastornato”.
(Da Repubblica.it)
Questo risolve alla radice il problema su chi non c’ha capito un cazzo, e secondo me nemmeno serve riportare i link ai blog che stanno ancora celebrando la vittoria democratica, sono dei poveretti, e non bisogna dargli importanza. C’è bisogno, però, di fare politica, a sinistra.
http://raffrag.wordpress.com/2008/07/11/della-forma-e-della-sostanza/
Mi sfugge cosa c’entri, proprio.
Mi hanno sconcertato non poco i commenti che ti hanno lasciato nei post precedenti sullo stesso argomento.
Io fatico a capire questa cosa tanto cara ai vari “grillini”, ovvero che la politica deve essere fatta dai cittadini e non dalla politica. La politica è un ramo specialistico delle professioni intellettuali. E fino a questo momento non si conoscono società democratiche che hanno potuto fare diversamente. L’idea che si possa eliminare la politica come ramo specialistico per restituirla tout-court ai cittadini è un mito estremista che ha prodotto o dittature sanguinarie o Berlusconi e il Vaffa-day è un sottoprodotto rispetto a queste due tragedie. La politica professionale è esattamente quella struttura che consente ai cittadini di accedere alla politica, perché se manca quella struttura non vi accedono. A quel punto la politica la fanno solo le elite e chi ha i soldi per farla.
Pure io sono convinto che l’etica sia essenziale, ma l’etica può essere una guida per l’innovazione, o può essere invece la bandiera di una resistenza. C’è una passione per l’essere minoranza morale in un mondo cattivo in una certa sinistra che è una cattiva passione. Cattiva e corruttrice perché il narcisismo delle minoranze che pretendono di avere la moralità è un sentimento corruttore, che al massimo può farci sentire meglio fra i nostri compagni d’elite (intellettuali, scribacchini, ricercatori, blogger, …). Una classe dirigente è quella che sa farsi maggioranza e governare, che sa creare una sintesi fra ciò che emerge spontaneamente dalla società, che è capace di unificare i diversi interessi. Pure quelli dell’elite intellettuale (alcuni tuoi commentatori, quelli del Vaffa-Day, etc.) e quelli dell’Italia popolare (quella che – per varie ragioni – non si può permettere di fare la velleitaria in piazza a parlare dei presunti pompini di un ministro).
Un caro saluto,
Titollo
C’entra che qui c’è chi ancora parla della forma. Che lo facciano i media, va bene, è nel conto. Ma che lo facciano dei pensatori liberi da schemi preconfezionati è ahimé il sintomo di una malattia che serpeggia da sempre nella sinistra. C’è bisogno, davvero, di fare tanta politica a sinistra, soprattutto nell’ala sinistra del governo attuale. Leggi pure PD.