Ogni tanto mi capita che qualcuno, con cui ho lavorato magari anni fa, mi chiami perchè cerca una certa risorsa in ambito informatico. Un po’ perchè stando nell’università ho un certo numero di contatti, un po’ per una reciproca fiducia personale. Lavorare significa anche costruirsi una rete di relazioni e di contatti, quindi nei limiti del possibile mi attivo.
Oggi così mi hanno chiesto un docente, corso base di matematica, cliente istituzionale, per l’autunno, circa 2 settimane lavorative ad otto ore al giorno. La tariffa non sarà particolarmente robusta, perchè è un corso che alla fine ogni studente che fa ripetizioni può fare, ma per chi è agli inizi fa curriculum e comunque fa entrare in contatto con una azienda di informatica che può riservare sorprese in futuro. Io su questa cosa non ci guadagno niente in termini economici, è solo un favore che faccio ad ambo le parti.
Così, ho pensato appunto ad un neo laureato che lavora dove lavoro io, e che sempre si lamenta che lo pagano poco, che non c’è carriera e quanto è brutto e quanto è cattivo. Devo dire che ho sviluppato una sorta di leggera antipatia per questa persona, perchè i piagnistei non mi piacciono (quando gli ho detto che poteva trasferirsi all’estero per fare esperienza è partito con la difesa del patrio suolo: ok, allora sono cazzi tuoi, ma non mi chiedere più consigli sulla carriera, che qui di tempo libero ne ho poco) e mi pare che questa leggera antipatia sia ricambiata. Peraltro in questo gorgo di lamentele e recriminazioni in puro stile italiota sta trascinando un’altra persona, che prima mi pareva più focused sul lavoro e ora partecipa agli alti lai contro l’ingiustizia della vita.
Comunque, stiamo cercando un docente per un corso, non uno con cui fare l’amore, per cui ho pensato a questi due qui. Quello più affidabile è in ferie, spero richiami, l’altro invece l’ho trovato, e mi ha indispettito non poco. Perchè, dopo aver spiegato il tutto, ha detto che doveva prendersi alcuni giorni per decidere, lui non è che decide su due piedi.
Ma senti un po’. Ma ti sto dicendo che ti porti a casa un migliaio di euro netti per due settimane di lavoro (e forse di più), fai curriculum, entri in contatto con una azienda che fa informatica e che quindi può essere di più che una cosa occasionale, tutto questo senza vincoli lavorativi, che qui all’università non si timbra il cartellino, e invece di dirmi grazie con tono convinto lo dici come se ti avessi importunato, e mi dici che ci devi pensare? Pensare a che, a quanto sei cretino? Roba che gli ho detto che non è che lui doveva dire niente a me, volevo solo sapere se era disposto a sentire questa persona che ha contattato me per vedere se possono trovare un punto d’intesa, tra di loro. Perchè il tono era di chi pensava che sotto c’era la fregatura, probabilmente s’è convinto che io ci prendo la percentuale sopra. Essì, io in effetti sogno di lavorare come piazzatore di docenti di matematica di base.
Ma c’ha torto SacherFire quando dice che gli ingegneri sono disturbati? E che cazzo, io ho cominciato la mia carriera lavorativa senza essere figlio di, amico di, simpatizzante di, tutto quello che ho fatto l’ho fatto per i miei meriti, e magari avessi avuto uno che mi trovava un contatto, non dico un lavoro, dico un contatto, dico presentarsi da qualcuno senza dover dimostrare sempre tutto. Invece c’è gente che fa pure la schizzinosa, probabilmente convinta che siccome è laureata in ingegneria allora tutti fanno a gara ad offrirgli 5mila euro al mese di stipendio più benefits più segretaria porca, stupendosi del fatto che queste offerte non si materializzino, e quindi si prendono dei giorni per decidere (tipo quando il Presidente del Consiglio incaricato accetta l’incarico con riserva) fosse mai che in autunno non hanno più il tempo per venire all’università per lamentarsi e per dieci giorni devono lavorare per davvero.
Conclusione come il titolo, in Italia c’è gente che non ha alcuna voglia di lavorare e che cerca solo delle scuse. Io sono molte volte molto severo verso di me e la mia carriera, ma se poi vedo che razza di gente c’è in giro mi rivaluto. E mi possano cecare se la prossima volta penso a costui.
Ti offendi se ti dico che c’è una tonnellata di evidenza empirica che sostiene esattamente il contrario di ciò che tu dici? Ovvero che i neo-laureati italiani tendono ad offrirsi sul mercato del lavoro a condizioni peggiori e più velocemente rispetto ai loro colleghi europei perchè tendono a sottostimare la propria professionalità e le proprie competenze (tale spiegazione è complementare alle altre – mismatch qualitativo, eccesso di offerta, etc – e ha il pregio di fornire una chiave interpretativa ad alcuni curiosi fenomeni che si osservano).
Naturalmente poi ci sono quelli come me che si possono permettere di fare i fannulloni raffinati. Però siamo una esigua minoranza di cui – probabilmente – farà parte anche il tuo collega.
Saluti
Le considerazioni che questo ragazzo ha fatto sull’incarico che gli proponevi non sono del tutto fuori luogo. Molto dipende dal tono con cui vengono dette, ma chi legge il post ovviamente non può avere anche questo elemento per valutare. Se le poteva tenere per sé, chiedendoti cosa ne pensavi (ma questo implica avere fiducia in te) veramente. Se manca la fiducia allora non poteva che comportarsi così come ha fatto.
Informo che, essendo SacherFire antitetico all’espressione “avere torto”, la risposta alla domanda è ovviamente NO!
Quando ci sono di mezzo incarichi, soldi e quant’altro di accessorio fare da tramite può diventare difficile. Per cui se vuoi continuare a dare chiarezza nelle info che riporti, fallo solo per gente con la quale c’è fiducia reciproca. Altrimenti stai perdendo tempo e magari ci fai pure brutta figura col tuo contatto.
Per venire alla parte importante del post: adoro essere citato in queste occasioni
@Titollo: il collega non credo sia raffinato
Il discorso sui laureati italiani è molto lungo, ma credo che il loro problema sia il sistema produttivo, che è completamente andato a puttane.
la prossima volta mi sto zitto. Però, casomai mi capitasse di sentirlo ancora lamentarsi del mondo ingiusto, gli farà presente che uno la giustizia se la costruisce anche da sè.
@Sacherfire: hai ragione
Essi però te c’hai anche esperienza, un ventiseienne appena laureato dopo 5 anni di sgobbatura comincia a fare 1 po’ di conti con la realtà lavorativa e non sono mai rose e fiori. Finchè uno non diventa un professionista non uscirà mai dalla sindrome dello studente-calimero per cui l’intero corpo docente si è coalizzato contro, manco fossero gli zombie di thriller. Poi figurati, c’era pure antipatia reciproca, fossi stata io al suo posto la prima cosa che avrei pensato sarebbe stata ‘questo mi vuole pijà per culo’. A Napoli si dice ‘chi t’ sap’ t’arap’ (chi ti conosce ti fa entrare). Evidentemente non vi sapevate.