La spiaggia nudista e la spiaggia gay

Nella spiaggia naturista di Capocotta, ci sono delle famiglie che portano i loro bambini in spiaggia. Oggi uno si è messo sotto il mio ombrellone dicendo alla mamma che era intrappolato, perchè la sabbia scottava troppo e lui era senza scarpe. Non gli ha importato niente che io fossi nudo, perchè ha due genitori fantastici che gli hanno evitato dei falsi pudori e degli inutili complessi.

Nella spiaggia gay non ci sono bambini.

Nella spiaggia naturista, non è consentito spostarsi dietro le dune per fare i propri comodi, una volta ci sono finito per sbaglio (dovevo fare pipì e non sapevo dove andare) e sono stato bruscamente ripreso.

Nella spiaggia gay le dune sono un gigantesco battuage.

Nella spiaggia naturista, ci sono cartelli che dicono “Nudismo sì, esibizionismo no”. In effetti, non ci sono languide occhiate, veloci carezze, cazzi mezzi all’insù, ma solo gente che prende il sole nuda, senza che la nudità implichi una offerta di tipo sessuale.

Nella spiaggia gay c’è gente che si spippetta allegramente, ogni persona che passa viene radiografata per farsene una idea, spesso ci sono ammiccamenti per suggerire di spostarsi proprio dietro le dune; comportamenti questi non attuati da tutti coloro che stanno lì, ma da una buona parte, contro cui poi nessuno fa niente perchè bisogna essere falsamente tolleranti.

Una persona ha tutto il diritto di sentirsi in imbarazzo a stare nuda in pubblico (per me questo è avvenuto fin quando non ho scisso la nudità dalla sessualità) ma allora, se tanto non sopporta l’idea del nudismo, dovrebbe anche evitare di andare alla spiaggia gay, perchè quella è peggio. Dovrebbe andare alla spiaggia normale, che come ho scritto qui piace molto anche a me.

Molti gay reagirebbero molto male se un loro amico etero dicesse “io non vengo alla spiaggia gay”. A parte che il suddetto amico potrebbe non avere torto, dovrebbero anche pensare all’effetto che fa ad un nudista sentirsi dire “io non vengo alla spiaggia nudista”, con lo stesso tono di puzza sotto il naso e di malcelato disgusto perchè chissà che porcate fate lì.

Pubblicato il 3 agosto 2008, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Io, però, non ho capito che cosa hai voluto dire… Che la spiaggia nudista è genuina e quella gay no? Se è così, mi viene difficile pensarla come te. Razionalmente non trovo riprovevoli né il battuage dietro il mirto né le occhiate languide. Semplicemente, non ci faccio caso.

  2. Ci sono tanti bambini e relative famiglie anche al Settimo Cielo e soprattutto al Mediterranea. E’ giusto scindere la nudità dalla sessualità, ma è un concetto completamente sconosciuto in tutta l’area che va da CastelPorziano a Villaggio Tognazzi.

  3. @Spa: ho voluto dire che trovo ipocrita lamentarsi della spiaggia nudista, come luogo di chissà che perdizioni, quando invece la spiaggia gay si consente molto di più, perchè a vedere i fatti non c’è alcun lupanare da evitare, e posto che ci fosse non si evita stando al settimo culo :)

    Diabolicus: bentornato dalle ferie :) non sono d’accordo, nella spiaggia nudista la nudità è funzionale solo a prendere il sole, poi qualcuno che passa mettendosi in mostra c’è, ma molto di meno. Ci sarà un motivo per cui nella spiaggia nudista non vengo guardato, squadrato, radiografato e misurato ad occhio e in quella gay sì (e no, non è perchè ce l’ho piccolo :D)

  4. Ciao, come anche gay devo ammettere che Paolo hai ragione; nelle spiagge pseudonudiste > gay, c’è quasi sempre il fine che, oltre a quello di prendere il sole, si possa cogliere l’opportunità di fare conoscenze o, al limite, si può evitare di fare la conoscenza e passare a concretizzare l’incontro.
    Nelle spiagge nudiste, non lo sò; come dici te, certo non tutti sono immuni dal “richiamo” che il nudo comunque provoca spesso nella mente, comunque l’atmosfera sembra diversa.
    Tendente ad un nudo più genuino, e perlomeno non c’è quella sensazione di “clandestinità” che si coglie nei posti gay, già di solito locati in zone difficilmente raggiungibili.

    La maturità del “perfetto nudista” ritengo sia un traguardo non raggiungibile da tutti; certo più facile per i bambini (ancora innocenti); poi ognuno di noi scopre che il sesso di solito piace; beh!, credo comunque l’importante sia, di quà o di là che ci si trovi, o spesso in spiagge promisque, avere il rispetto della Persona che è attorno ad ognuno di noi! Ed il rispetto della Persone si esprime lì sul posto di turno, ogni volta pensando cosa e come.

    Ciao! Silvano

  5. Io frequento capocotta da tempo e da tempo mi metto nella spiaggia accanto l’oasi naturista (quella nudista) faccio notare che gran parte della clientela nudista dell’oasi è gay e non danno nessun spettacolo per il resto nella spiaggia subito accanto molti etero “nudisti” si spippettano allegramente mettendosi accanto a coppie etero nude o meno e spesso si allontanano tra le dune in gruppi per fare i loro comodi dietro. Quindi la realtà gay e quella etero è la stessa, c’è gente che vuole solo stare al mare per rilassarsi e chi invece punta a incontri lascivi. In quano alla spiaggia prettamente gay pseudonudista è vero che non si sta molto sereni, troppe cchiate sguardi languidi e piselli eretti pronti a varcare la duna ma la cosa piu scandalosa è che le dune “gay” sono ricoperte di spazzatura di ogni tipo, segno che gay non è certamente ambientalista e quindi naturista.

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