Mi hai regalato questo diario, dove annotare i miei pensieri di questo trentatresimo anno. Ho pensato di cominciare a riempirlo con le sensazioni e i ricordi di questa vacanza. Prima di farla, non sapevo quanto di me ci avrei trovato dentro.
7.VIII.08
Il mare di Ippocrate. Spero di immergermi in esso e che di me alcune cose emergano. Sono stato alla spiaggia della città di Kos, appena arrivato dall’aeroporto. Qui mi hanno chiesto tre euro per due lettini ed un ombrellone. Bei ragazzi. Ho fatto colpo su due ragazze conosciute all’aeroporto e con cui ho diviso il viaggio in taxi. Pane per chi non ha i denti. Le barche e i traghetti turistici che partono per le isole vicine sembrano tratti di peso da Monkey Island. Dal porto parte una serie di negozi che sono il sogno di ogni parvenu, imitazioni di prodotti griffati a cinque euro. Cenato all’Olympiada, il proprietario è proprio come ti immagineresti un greco. Involtini di spinaci, moussaka e baklavas. Molti gatti, non vedo cani.
8.VIII.08
Tigaki. Le donne più anziane portano i segni del tempo, vivere qui non deve essere stato semplice, e credo che gli inverni siano lunghi. Oggi c’è una ricchezza visibile ma recente, ma gli abitanti sono ancora operosi ed affabili. La spiaggia nudista di Tigaki è poco frequentata e per nulla attrezzata. Mi sono addormentato in spiaggia, svegliandomi sentendo un “tra un anno” in testa. Tra un anno! Sarà un tempo scandito da questo tuo regalo.
Come è fatto il paradiso? Mi sono chiesto anche questo, perchè sapere come è fatto aiuterebbe a capire quando ci si trova lì, e chi vogliamo che ne faccia parte insieme a noi.
La dominazione italiana sopravvive nei nomi di alcuni negozi.
9.VIII.08
Mrs. Dyonisias (Kefalos). Mi colpisce la dignità di queste persone. Sono stato a Kefalos, prendendo l’autobus che portava fino alla spiaggia. Ho trovato quella nudista troppo tardi, e mi sono così fermato in questo stabilimento. Molti italiani. Acqua fredda e fondale sabbioso. La signora che gestisce questo stabilimento (piccolo, come tutti quelli di Kos) avrà sessanta anni, portati non bene. Fa tutto lei, compreso spostare i lettini. I lettini sono pesanti per me, lei se ne è caricato uno sulle spalle, senza un cenno, solo con la determinazione. Da questi isolani puoi comprare un posto in spiaggia, un biglietto dell’autobus o la moussaka, ma questa è la loro terra, il loro mare e la loro lingua, lo sanno e questo li rende degni.
—
Angeli e demoni. Ieri è bastato un accenno, una domanda di mia sorella perchè mi sentissi agitato e trascinato in un gorgo nevrotico, dal quale sono uscito al solito modo e nel modo peggiore. Stamane mi sono svegliato e mi sono detto di andare avanti e di non essere troppo severo con me stesso. [...] Mi sono fatto il bagno, e ho ricordato come le ultime volte che l’avessi fatto era tanti anni fa, in un’altra famiglia, dove ognuno aveva il suo ruolo [...] Oggi mi è balzato alla mente, e mi sono divertito a farmi il bagno.
—
Ouzo hic (manebimus optime). I giovani greci devono fare qualche rituale, per essere così magri nonostante quanto di buono e quanto di questo buono si possa mangiare da queste parti.
10.VIII.08
Asclepieion. Mattinata culturale. Prima visita all’agorà, dove in pochi metri si trovano i templi di Afrodite, Ercole, la basilica cristiana del porto – tutti vittime di numerosi terremoti che hanno lasciato ben poco in piedi – la moschea e la sinagoga. Poi l’Asclepieion, dove in una lussureggiante pineta le cicale friniscono così forte da quasi stordirti. La natura qui reclama tutto il suo spazio. Invece di lasciarsi trasportare, alcuni turisti non hanno pensato di far altro che parlare più forte. Il silenzio fa paura, quando è un modo per arrivare a certe risposte. Pomeriggio in spiaggia a Kos città, molta gente, bello il fondale con ciottoli, fastidio per il locale che spara musica dance in spiaggia, quando è più bello il rumore delle onde. [...] Fatto il bagno dove non si tocca, mi ricordo quando mio padre me lo proibì.
11.VIII.08
Mastihari. L’odore di mare di questo piccolo villaggio di pescatori mi aveva già colpito quando ci sono passato, sulla via per Kefalos. Oggi ci sono andato, per viverlo tutto il giorno. Mare molto ventoso, spostandomi di qualche centinaio di metri ho potuto stare da solo, sulla lastricata di una scogliera altrimenti a picco sul mare. Varie spiagge con dietro complessi residenziali, in mano a tedeschi, olandesi e svizzeri. E’ bello girare nel piccolo dedalo di viuzze di Mastihari.
—
Cena da Barbas, il cui proprietario serve ai tavoli. Sembra Steve Ballmer, trasmette una grande allegria. Mi ha offerto un ouzo, oltre a quello che avevo già bevuto, ho accettato perchè seppur astemio ho pensato che quella persona, della vita, ne sa più di me. Nel loro modo di fare, si vede come costoro siano portatori di un alto lignaggio.
Sto diventando uno tzatziki-dipendente.
12.VIII.08
Nissyros. Partenza alle otto e mezza da Kos. All’andata molto vento, con uno sgradevole vicino sempre attaccato al telefono. E buttalo! Il vulcano non è particolarmente esaltante, e io avevo un po’ di nausea tra il viaggio di due ore in traghetto e l’odore di zolfo, ma il viaggio sull’autobus è stato emozionante, mi ha ricordato un viaggio analogo anni fa [...]. Il monastero non è nulla di che, il paelocastro vale la visita se non altro per la sua splendida vista. Una bella scarpinata resa più faticosa dalla sete e dalla fame. Mangiato alla taverna di Tony, bevuto e goduto la saumada, con oltre il parapetto del ristorante gli scogli e l’acqua che schiumava. Mandraki mi è piaciuta, con le sue minuscole vie, dove i bambini giocano sotto l’occhio di una zia o di una nonna, gli odori del pranzo si diffondono per strada, la musica esce dalle finestre, i colori bianco e blu acceso delle case. Qui tutti pensano che io sia greco, mi apostrofano in questa lingua, è un bel cambio rispetto a Kos e al classificarmi come italiano prima ancora che aprissi bocca. Al ritorno sul traghetto c’era talmente tanto vento che ho trovato gradevole sorreggermi, e sentivo le narici chiudersi. All’altezza di Capo Fokas il traghetto è circondato da windsurf, che a volte ci superano. C’è anche qualcuno che scivola in acqua con una specie di paracadute, e ogni tanto il vento è tale che questo si solleva e vola un attimo, causando gli applausi e le grida di ammirazione dei turisti. Ho chiuso gli occhi, respirando quest’aria così forte, sperando che questo vento facesse volare alto anche me.
13.VIII.08
Tigaki. Sarei voluto tornare a Kefalos, ma le vesciche ai piedi non mi avrebbero fatto andare lontano, e Mastihari è collegata poco, mentre qui almeno posso vedere il tramonto. I sorrisi più belli, più profondi e più sinceri li ho ricevuti da queste persone, e dalla bambina con il braccialetto giallo che si è seduta vicino a me sull’autobus. Da come ti sorridono, da come ti correggono quando sbagli un nome, io vedo come costoro siano dei discendenti di re. Sono venuto qui per il mare, o per trovare questi sorrisi?
14.VIII.08
Oggi è l’ultimo giorno a Kos. Mattinata al museo archeologico, comprato qualche souvenir, quindi in albergo ad aspettare il taxi. Cule milanesi. Uno dei due si agita e torna in camera perchè stava per andare in spiaggia con le ciabatte e non con le infradito. Poi conta tre volte quanti giorni passano da oggi al ventitre. Aereoporto. Ho ritrovato gli stessi con cui avevo condiviso il volo all’andata, ma loro sono stati segregati una settimana in un villaggio vacanze. Per vicini di volo ho avuto una coppia gay, uno dei due è molto carino. Ma quando ho visto che la sua lettura era La Signora in Giallo, ho avuto un senso di liberazione, perchè ho capito che la mia sensibilità è quello che devo cercare nell’altro, e non passa per un romanzetto giallo da quattro soldi. Arrivato a Roma. Caos, sporcizia, gente incazzata. L’Italia non è il più bel paese del mondo.
Ma che bello.
E’ stato rilassante leggere questo interessantissimo diario di viaggio, grazie. E stai attento, una volta che si diventa tzatziki-dipendente è difficile smettere! ^^
@Watkin: smettere? Non vedo l’ora di cucinarlo, altro che smettere
Bentornato!
Il racconto del tizio che torna in camera per cambiare le ciabatte è fantastico e istruttivo. Ora capisco perchè uno come me – che al mare abolisce ogni forma di calzare preferndo infliggersi lunghe camminate su terreni anche impervi completamente scalzo – passi quasi del tutto inosservato alle masse vacanziere.
@Titollo: grazie. Andiamo al mare insieme?
Non vorrei sfigurare
@Titollo: hai una immagine di me decisamente falsata
E’ quella che traspare da ciò che scrivi. A me, ad esempio, non capita mai di folgorare due ragazze conosciute in aeroporto
@Titollo: la disperazione delle due, che non avevano un posto dove dormire, può spiegare una buona parte della loro voglia di comunicare con il fortunato possessore della guida turistica
Ah, ora è tutto più chiaro
.