Sono le ventiiii…

La giornata di oggi è stata circa questa: sveglia alle sette e mezza, in modo tale che malgrado l’ennesima incazzatura quotidiana sono riuscito ad arrivare in spiaggia per le dieci (potevo in effetti arrivare un’ora prima); giornata in spiaggia in mezzo al vento che rendeva il mare mosso (magnifico) e alzava la sabbia (meno magnifico); contemplazione dei miei dolorini da palestra (non pensavo di prendere un inizio di tendinite, ma si vede che sto proprio fuori forma); rientro a casa; alle cinque e mezza del pomeriggio mi sono messo un attimo a letto che mi sentivo stanco; sveglia alle ore otto.

Questo ha impedito di uscire di pomeriggio per comprare qualcosa per organizzare le cibarie di domani, posto che domani volessi tornare al mare (la Bree van de Kamp che è in me non accetta l’idea di andare in spiaggia non completamente autosufficiente) meglio: posto che ne abbia le forze.

Non ho messo la crema, quindi nel caso mi spellerò ma non mi sono scottato: è confortante sapere che la mia abbronzatura ha raggiunto un livello funzionale in tempo per la fine della stagione.

Ho incrociato P., era con dei suoi amici,  da una battuta ho capito come il suo volersi comportare come quello più intelligente della compagnia sia un fatto a lui connaturato, non lo fa nemmeno apposta. Non mi sta antipatico, ma non provo un desiderio di alcuna reale vicinanza. Ho la sensazione che lui invece ci starebbe.

Il vento così forte livellava la spiaggia, che sembrava una tabula rasa. C’era qualche impronta qua e là, ma durava poco.

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