Ma, esattamente, perchè dovrei preoccuparmi o spiacermi della crisi dei mercati? Perchè dovrei abboccare al tono paternalistico e minaccioso dei vari commentatori di turno che stanno preparando il campo al giorno in cui lo Stato Italiano metterà mano al portafogli per aiutare queste povere banche, tanto care e tanto belle?
Perchè dovrebbe spiacermi che l’accesso al credito sarà più difficile? Già ora nessuna banca italiana mi finanzia l’acquisto di una casa o l’apertura di una attività commerciale, peggio di così cosa possono fare, gli scippi anche fuori dalle filiali, oltrechè quelli dentro?
Perchè dovrei preoccuparmi se il prezzo delle case crollasse? Sarebbe meglio per tutti quelli che una casa non ce l’hanno, e per chi ne ha una sola non cambia nulla, non è che se crolla il prezzo delle case crolla anche il tetto. Ci rimettono quelli che di case ne hanno molte se non proprio decine, ma sono dei parassiti di cui non riesco a preoccuparmi.
Perchè dovrebbe spiacermi se le multinazionali che hanno condizionato la politica e la mia stessa vita finiscono all’aria? Ci sarà qualcuno che non produrrà più i beni di cui abbiamo per davvero bisogno, oppure smetteremo di produrre ciò che è inutile?
Perchè dovrebbe angustiarmi che il mercato dei derivati venga raso al suolo? Dovrebbe colpirmi che una nave che trasporta banane dall’America Latina al mercato sotto casa mia non verrà più venduta decine se non centinaia di volte lungo il percorso che fa, sempre procurando un margine a chi compie queste operazioni (che loro le chiamano trading, eh) mentre il contadino che produce le banane vede un’elemosina per il suo lavoro?
Sul serio, dovrei spiacermi che tutti questi galletti di Wall Street saranno costretti a trovarsi un lavoro dove produrre qualcosa, piuttosto che guadagnare milioni sul lavoro degli altri? No, dico, sul serio?
La cosa brutta del piano di salvataggio presentato da quella lenza di Bush è che serviva non a dar vita ad improbabili regimi socialdemocratici (come qualcuno ha pure pensato) ma proprio a salvare il culo a questi finanzieri alla Gordon Gekko, fottendosene della gente comune che avrebbe avuto il problema di pagare le rate per casa (dico, per casa, non per la berlina fuoriserie o il viaggio di sei mesi in giro per il mondo) ma avrebbe dovuto aiutare i poveri banchieri con i soldi delle proprie tasse. Una ruberia camuffata da furto nascosto in un crimine.
Peccato solo che Wall Street rimanga adesso sopra quota 10.400, pare che se scendesse sotto ci sarebbe il melt down, cioè la vendita generalizzata a qualsiasi prezzo di realizzo. Che, questa gentucola che gestisce miliardi di dollari al secondo ricorre a questi sofisticati modelli matematici per capire cosa fare, roba che se un qualsiasi ingegnere (ingegneri buoni, gente che fa, finanzieri cattivi, gente che lucra, questo è un mondo difficile e io sono manicheo) ne adottasse di analoga complessità nel suo lavoro avremmo ponti che crollano, case che si afflosciano, macchine che esplodono. Ma loro sono finanzieri, hanno studiato l’analisi tecnica, e l’hanno studiata così bene che si sono messi ad incularsi l’un l’altro selvaggiamente, mettendo in piedi titoli di cui nessuno più sa cosa ci sia dentro e cosa abbiano a che fare con il mondo reale, per cui nel dubbio ora non si fidano più tra di loro, e vorrebbero i soldi pubblici perchè il momento è tanto difficile.
Il capitalismo ha fallito, clamorosamente. All’inizio del secolo scorso la differenza tra lo stipendio dell’amministratore delegato e quello del fattorino era circa un fattore venti, ora è arrivata a quanto, quattrocento? Mille? Nel frattempo l’ambiente è stato distrutto in modo quasi irreparabile e diversi miliardi di persone (non di finanzieri) muoiono di fame. Di fame. Nel frattempo le industrie farmaceutiche decidono quali malattie curare e quali no. Nel frattempo le industrie delle armi vendono a tutte le parti in causa. Nel frattempo l’informatica che doveva essere una cosa per liberare l’uomo dalla fatica è diventata una scienza stregonesca.Quanti frattempo dobbiamo scrivere per capire che ci siamo rotti i coglioni?
Purtroppo penso che non sarà questa la crisi definitiva, sono una di quelle che ciclicamente capitano perchè il sistema è tutto irrimediabilmente malato, di una malattia che è una psicosi dissociativa di quelle gravi. Però, per favore, non prendetemi per il culo dicendomi che è una cosa grave e che bisogna fare qualcosa, io voglio prendermi il popcorn e dire: mamma guarda, un coglione!
(A conferma di come la stampa si stia muovendo per salvare i propri padroni, ecco l’articolessa di Zambardino su Repubblica: pare che con questa crisi l’anno prossimo si venderanno meno iPhone, e immaginatevi se qualcuno finanzierà il nuovo Google. Eh, son problemi.)
Buongiorno!! Giustamente ti aspetterai un commento su quello che hai scritto ma uso questo spazio solo per dirti che leggo da moltissimo tempo il tuo blog e il tuo modo di raccontare le cose mi piace da morire!! Sei veramente forte e molto simpatico!!!Buona giornata
Sacrosanto.
Io mi auguro che se ne suicidino altri. Anche se così ci tolgono il piacere di impiccarli, come meriterebbero.
Che il capitalismo abbia fallito, è fuori discussione (da circa 150 anni, volendo).
Che il piano (a nome) di Bush fosse una porcheria, idem. Anche se il mio inveterato “statalismo” mi aveva fatto dubitare per un attimo, ovviamente prima di sapere di cosa si trattasse. Comunque sia, un piano per salvare invece quei poveracci che hanno perso e perderanno la casa e quant’altro, sarebbe doveroso. Costerebbe anche meno che comprarsi la “bad company” della finanza americana (stiamo facendo scuola… McCain c’ha pure la Carfagna d’America come vice…).
E certo la soddisfazione di veder crollare il colosso di merda, è enorme.
Però io non ce la faccio comunque a non considerarla una situazione grave.
mettici pure dentro tutto il miliardume speso per finanziare il calcio italiano. altro che mille volte lo stipendio di un operaio! il fatto è che questi di cui parli ci credono pure: a forza di imbrogliare gli si è spenta la capacità di essere realisti, e vedono solo il loro mondo piccino e i loro miliardi tutt’altro che piccini. e così facendo hanno imbambolato pure la gente che nemmeno sa di cosa si stia parlando, ma crolla il capo e si deprime. e deprimendosi accetta qualsiasi cosa, governi autoritari inclusi.
La crisi dei mercati è raccontata con toni allarmanti ed allarmistici: come tutto che deve passare…senza che a nessuno si possa addebitare una responsabilità concreta,una colpa…
La crisi finanziaria che stiamo vivindo fa parte dei normali cicli – marx pensava di aver trovato la chiusura del cerchio -
Sarà sempre cosi non esistono sistemi politici sicuri non esistono sistemi economici sicuri ,bisogna capire che si opera su prospettive future i cui risultati non possono dare certezza ,
quando qualcuno è riuscito a far credere che il metodo suo era quello giusto sono arrivate le guerre le persecuzioni politiche e quanto altro all’umanita potesse capitare.
Solo con il collaborare tra i popoli è possibile riparare ai problimi che via via si presentano;coloro che sanno solo istigare che sanno solo criticare ma che non producono mai nulla che oggi sono davvero tanti quelli sono la parte peggiore..