Una Chiesa senza Papa

Non si può sottacere il fatto che il sistema mondiale di occultamento degli abusi sessuali del clero rispondesse alle disposizioni della Congregazione romana per la Dottrina della Fede (guidata dal 1981 al 2005 dal cardinale Ratzinger), che fin dal pontificato di Giovanni Paolo II raccoglieva, nel più rigoroso segreto, la documentazione su questi casi. In data 18 maggio 2001 Joseph Ratzinger diramò a tutti i vescovi una lettera dai toni solenni sui delitti più gravi (Epistula de delictis gravioribus), imponendo in caso di abusi il “segretum pontificium”, la cui violazione è punita dalla Chiesa con severe sanzioni. E’ dunque a ragione che molti hanno chiesto un personale “mea culpa” al prefetto di allora, oggi papa Benedetto XVI. Il quale però non ha colto per farlo l’occasione della settimana santa, ma al contrario ha fatto attestare “urbi et orbi”, la domenica di Pasqua, la sua innocenza al cardinale decano.

Non è il punto nemmeno più importante della riflessione di Hans Kung pubblicata oggi da Repubblica. Di sicuro mi genera un estremo fastidio come il branco dei pecoroni sia tutto preso ad accreditare l’immagine dell’allora cardinale Ratzinger come il nemico numero uno della pedofilia, aderendo in modo acritico alle veline d’Oltretevere, oppure mescolando vicende che non c’entrano nulla (il commissariamento dei Legionari di Cristo che non è un evento neutrale nella lotta di potere in Curia). L’articolo è significativo perchè riconosce l’estrema serietà delle accuse rivolte alla Chiesa, e di come essa non sappia difendersi, perchè incapace di rinnovarsi, suggerendo ai vescovi di chiedere un Concilio straordinario.

E’ sicuro che Benedetto XVI è sempre stato un papa molto debole, sia per gli aspetti caratteriali (un “timido teologo”, per riportare le parole di una azzeccata opinione del NYT), sia perchè schiacciato dai confronti con il predecessore (che tutti ignorano quando si tratta di parlare di abusi sessuali avvenuti comunque durante il suo pontificato, con il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede che venne scelto esattamente da Giovanni Paolo II nella persona di Ratzinger), sia per l’età, eletto a 78 anni e oggi ne ha 83, con i sussurri dei Sacri Palazzi che lo raccontano come dedito alle cose di Chiesa per poche ore al giorno. e poi semplicemente stanco. Con un segretario personale, Georg Ganswein, che è impegnato a fare la celebrità e rilascia interviste in cui dice che lui seleziona le cose più importanti per il Papa e le altre le legge lui (e un segretario di cui Dagospia ha scritto il seguente trafiletto, cito a memoria: i lavoratori del teatro tal del tali, che si trova a Roma davanti alla salita di Monte Caprino, sono molto dispiaciuti di non vedere più don Georg che passa lì davanti la sera. Ognuno capisca come crede, anche di una grande passione per il teatro). Un Papa che sceglie di farsi difendere nella messa di Pasqua da parte del cardinale Sodano, uno legato a doppi filo con i Legionari di Cristo, un ordine così mal messo e intriso di corruzione e scandali sessuali che l’unica cosa che il Papa ha potuto fare è stato commissariarlo, considerandolo incapace di rigenerarsi (e il nipote del cardinal Sodano fa il costruttore, ed è tanto amico della cricca della Protezione Civile di Bertolaso, giusto per completare). Poi l’elenco proseguirebbe con il recupero della fraternità di San Pio IX, la messa tridentina con il prete che volge le spalle ai fedeli, le uscite sull’Islam e sugli ebrei.

La situazione vera e reale è che oggi la Chiesa è senza Papa, avendo un uomo debole, stanco e ricattato al suo capo. In questo, le analisi del cardinale Bertone sui rapporti tra omosessualità e pedofilia sono solo le ennesime scheggie impazzite di una Curia che ormai è in grado solo di dare spettacolo di sè ed organizza le proprie lotte di potere in attesa di eleggere il prossimo capo.

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Pubblicato il 15 aprile 2010, in Fatti nostri con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Grazie della segnalazione.

    Venendo al tuo post: e se il prossimo fosse ancora come questo?

    • Anche peggio, perchè no? Considerando che il papa viene eletto dal collegio dei cardinali, senza un rinnovamento forte della Chiesa non c’è motivo per pensare in un successore di Benedetto XVI più capace.

  2. Come ho già detto in un altro commento su questo blog, la mia infanzia/adolescenza è avvenuta sotto l’egida di Paolo VI che era circondato da un alone di grigiore e conservatorismo, vigorosa sterzata dopo Giovanni XXIII. Poi, a parte il felicissimo quanto breve interludio di Giovanni Paolo I, venne Giovanni Paolo II. Poi venne Benedetto XVI. Restodelmondo: hai dei dubbi che il prossimo possa anche essere peggio? Il trend in discesa sembra inarrestabile e vorticoso: non c’è limite al peggio, frase banale ma vera.

  3. Ruini sarebbe stato un papa coi controcazzi.
    E ci avrebbe dato molto più filo da torcere.

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