OGM: il tempo si fa sempre più galantuomo
Ogni tanto qui riprendiamo il tema degli OGM.
Sempre, scopriamo di avere ragione, contro i falsi scienziati, i falsi moderni, i falsi profeti del libero mercato, che con gli OGM creano fame, disperazione e sfruttamento.
Certo, combattere una battaglia per il progresso, quello vero, comporta di scontrarsi con i suoi falsi alfieri, più o meno interessati, ma noi sappiamo che il tempo è galantuomo.
C’era rimasto solo una cosuccia in sospeso, sul tema degli OGM, dopo che avevamo mostrato come l’uso degli OGM comporta la nascita di piante infestanti resistenti, di come impoverisca gli agricoltori che ci ricorrono e di come li riduca nei fatti a sub-fornitori senza indipendenza.
Il tema che era rimasto riguardava l’utilizzabilità dei semi degli OGM: ovvero, uno che compra una pianta OGM, può poi piantarne i semi e avere altre piante OGM, oppure deve ricomprare i semi dal produttore, anno dopo anno?
La domanda di suo è malposta, perché chi compra semi OGM comprerà anche i fertilizzanti, concimi e pesticidi che sono compatibili con quei semi, e quelli vengono prodotti dallo stesso che gli vende i semi: diciamo che chi si pone la domanda non sa come funzionano le cose in agricoltura, ma questo è tipico di chi è favore degli OGM.
Ciò detto, la risposta alla domanda è semplice: no, non può farlo. In USA, i produttori di OGM fanno causa a chi usa i semi di seconda generazione, il cosidetto replanting.
Quindi, c’abbiamo messo qualche anno, ma alla fine i fatti ci hanno dato ragione.
Ora, la curiosità è solo una: il signor Dario Bressanini, che parlava di questo blog come di un blog che “l’ha fatto incavolare” (povera stella) ha qualcosa da dire?
Pubblicato il 20 febbraio 2013, in Fatti nostri con tag che poi vorrei chiedermi di questi fari di scienza che titoli universitari c'hanno, dario bressanini, fortuna che i fari di scienza stanno tutti qua, ogm, pure in sudddafrica c'hanno i communisti, sarà un gomblotto dei comunisti USA che controllano il new York TImes. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 commento.
Ah, quindi c’è qualcun altro in Italia che ha una mezza idea di cosa stia accadendo alle cultivar resistenti al glifosato!
Per gli ultimi aggiornamenti un riassunto veloce:
http://www.stratusresearch.com/blog07.htm
Forse ci avviciniamo allo spettacolo conclusivo, ma per noi europei non è affatto una buona notizia. Perché quella roba la usiamo anche noi come mangime, e perché adesso alcune note multinazionali per sopravvivere alla perdita del mercato Usa saranno obbligate a colonizzarci……