Ottaviano del Turco è stato arrestato, per una storia di tangenti.
Ora uno dovrebbe essere serio, ci sono delle persone in galera, ma è molto difficile, dati i retroscena della vicenda.
Primo, del Turco stesso, uno che quando gli chiesero quale fosse il suo gioco d’azzardo preferito rispose la tombola, l’eccitazione di quando sta per essere estratto un numero per lui è impareggiabile. Giuro, non sono un estimatore del pensiero politico di del Turco, ma questa fregnaccia era così grossa che me la sono ricordata proprio oggi.
Secondo, che la spartizione delle tangenti pare sia avvenuta non in una stanza buia e fumosa, in un parcheggio poco frequentato o in un bar alla moda, bensì a cena mentre mangiavano un capretto. A me l’idea che questi si spartissero milioni mentre addentavano tale piatto tipico locale dà del pantagruelico. Se poi, dopo essersi spartiti le mazzette, si fossero anche messi a giocare a tombola, sarebbe fenomenale.
Terzo, sopratutto, il commento del procuratore capo (sì, in Italia i procuratori convocano conferenze stampa per spiegare cosa hanno fatto, evidentemente esprimersi tramite atti formali è demodè), quando ha detto che questa banda di personaggi, mentre si ingozzava di capretto, non stava solo rubando, bensì stava “distruggendo la sanità abruzzese”.
Ora, io capirei distruggere la sanità lombarda, quella svizzera, pure l’ospedale di E.R., ma la sanità abruzzese, ma che cazzarola ci sarebbe da distruggere?
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