Molti anni fa (decenni, ormai) lessi un libro di Massimo Piattelli Palmarini sui tunnel mentali, cioè su quei meccanismi per cui pensiamo di aver fatto una scelta razionale quando invece ci siamo basati sui pregiudizi. Uno degli esempi che portava era quello per cui se si chiede ad un primo gruppo di persone quanto faccia:
1*2*3*4*5*6*7*8*9*10
e ad un secondo gruppo quanto faccia:
10*9*8*7*6*5*4*3*2*1
si otterranno risposte che, in media, saranno molto diverse: il primo gruppo darà una stima assai minore del secondo (per la cronaca, viene circa 3,6 milioni). Questo perchè il primo gruppo vede che la sequenza comincia con cifre piccole, quindi fa una stima assai più bassa del secondo gruppo che vede subito le cifre grandi.
Questo meccanismo, di basarsi sui dati iniziali per fare una stima, è utilmente usabile per manipolare l’opinione pubblica. Nella prima guerra del Golfo, ogni giorno venivano annunciate poche decine di vittime tra i civili iracheni, così quando alla fine è stato dato un numero più realistico (centinaia di migliaia) ormai tutti si erano abituati alle cifre piccole.
In tempi più recenti, il 21 Settembre 2001 in Francia esplose una raffineria. Per molti giorni venne detto che era stato un incidente, e che le decine di morti erano per una fatalità. Solo dopo un mesetto emerse la notizia che una delle vittime indossava diverse paia di mutande, come sono usi i kamikaze integralisti islamici (nella loro fede, il kamikaze viene ricompensato nell’aldilà da decine di vergini, quindi si portano il cambio).
Francia, molti morti, cause inspiegabili. Esattamente come l’aereo che è precipitato in volo. Io non ho nessun elemento per dire che non sia stata una avaria, una tempesta di grandine o gli alieni, però osservo che questo incidente è capitato proprio in un punto in cui non c’è copertura radar, e in cui non si possono recuperare le scatole nere perchè sono finite in fondo all’oceano (e chissà dove, nemmeno a dire che si possa mandare un robot in un punto preciso). Se esiste un terrorismo che vuole condizionare l’opinione pubblica, ce ne è uno che preferisce trattare direttamente con i governi e i servizi segreti, e in questa seconda forma non c’è niente di meglio di una esplosione in mezzo all’oceano, che non lascia tracce e quindi consente al governo di venire a patti con i terroristi senza rischiare la faccia.
Ricordo che una decina buona di anni fa, analogo destino toccò ad un aereo americano, che si inabissò sempre nell’oceano. Lì si parlò di un missile sparato da una imbarcazione, poi non se ne seppe più nulla. Ci saranno stati rapporti ed analisi, forse anche conclusivi, ma il messaggio se c’era era diretto al governo americano.
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