Telecom Italia è una società di m.
Stamattina scopro che il telefono di casa è staccato, e la petulante vocina mi dice che posso chiamare il numero indicato nella bolletta per avere chiarimenti. Quale CAZZO di numero di quale CAZZO di bolletta, se la bolletta non è arrivata? Mi ricordo quindi che esiste il 187, e dopo aver girovagato nei loro menù, riesco a parlare con una operatrice.
La quale mi dice che, ohibò, Telecom Italia ha spedito la bolletta, ha spedito il sollecito, e mi ha anche chiamato due volte per dirmi di pagare. Qui non è arrivata nè la bolletta nè il sollecito, e tantomeno ci sono state le chiamate. Ora le bollette possono anche andare smarrite lungo la strada, ma è scandaloso, vergognoso ed indecente, degno di una società in mano a dei perfetti imbecilli, che Telecom Italia, che vende telefonate, non si ricordi e non sappia se mi ha chiamato o meno.
Bene, usciamo per andare a pagare, e qui altra odissea perchè i punti Lottomatica non funzionano. Alla fine riesco a pagare on-line.
Ma non è finita qui! Anche il cellulare si è scaricato, e dopo aver esaurito la ricarica di emergenza da due euro, decido di ricaricare il telefonino online.
Ohibò, c’è il sito di TIM, che ti permette di fare la ricarica. Ma, innanzitutto, devi fare il login, perchè se tu hai un milione di euro e vuoi ricaricare il telefono di un tuo amico, TIM te lo vieta, per fare il login sul sito TIM devi avere un cellulare TIM. Se, per disgrazia, non ti ricordi la password, puoi modificarla, mandando un SMS.
A questo punto diventa interessante, perchè: se hai il cellulare senza credito, come puoi inviare l’SMS per fare la ricarica? Tu ti immagineresti che il numero a cui inviare l’SMS sia un numero speciale, che puoi contattare anche se non hai più credito, e invece no, i perfidi ed astutissimi autori di questo geniale meccanismo di e-commerce lo hanno escluso. Quindi, devi andare a ritrovare la password, e fortuna che me la sono ricordata.
Ora, viene la parte succulenta, quella in cui tu vuoi dare dei soldi a TIM, e ti appare invece la pagina in cui ti chiede se vuoi iscriverti alla loro newsletter del cazzo (quella in cui diranno cose del tipo: oggi abbiamo imparato a fare le i e le o, oppure la maestra ci ha fatto fare il tema sull’estate e i bambini al mare, qualcosa al livello mentale degli autori di questa patetica scusa per un sito web). Sia che decidi di iscriverti alla newsletter sia che rifiuti, non puoi andare avanti. Allora provi a cambiare browser e sistema operativo, e niente.
Così, ti risolvi a chiamare il 119. Che, innanzitutto, ti chiede il numero di cellulare per cui chiedi assistenza, non penserai certo che TIM ti dica qualcosa gratis, già gli fai così schifo che nemmeno i soldi tuoi vogliono, figurati se stanno a parlare con te. Quando arrivi all’operatrice, questa innanzitutto ti chiede nuovamente il numero di cellulare, ovviamente per vedere se non cadi in contraddizione, poi ti chiede a chi è intestato, quindi si decide a contattare qualcun altro per dirti che, gli spiace tanto eh, ma il sito non funziona.
Ora, riassumendo i punti salienti:
- Telecom Italia stacca la linea telefonica senza preavviso;
- Telecom Italia non sa quali telefonate ha fatto e a chi;
- Telecom Italia, una volta che hai pagato sul loro sito con carta di credito, non riattiva la linea telefonica immediatamente, ma ci mette alcune ore, probabilmente dovranno portare le risme di carta stampate al centro meccanografico, visto che tutti i capoccioni sono alle prese con il sito di TIM che:
- Non ti consente di fare una ricarica con carta di credito se hai esaurito il credito, a meno che non ti ricordi la password, e questo sempre che:
- Il sito sembri funzionare, ma in realtà non funziona, astutamente, nel qual caso puoi:
- Chiamare il 119, che ti chiederà due volte dei dati inutili per dirti che ci sono problemi, visto che:
- Non puoi fare la ricarica dando il numero di credito all’operatrice, che ti invita a riprovare domani.
Ora, io sono un professore universitario di informatica, e posso dire che gli autori del sito di TIM sono dei poveri deficienti, che avrebbero bisogno di essere aiutati a reinserirsi nella società, piuttosto che messi a fare siti, i deficit intellettivi di cui soffrono sono talmente gravi che hanno bisogno dell’aiuto di uno specialista, altrochè l’e-commerce.
Non è pensabile una applicazione di e-commerce così macchinosa, perversa, inaffidabile (non è la prima volta che non riesco a fare la ricarica con carta di credito) sia stata messa in piedi, in tutto questo tempo avrei ordinato 25 libri da 25 siti diversi, mentre qui si schifano dei miei soldi.
Gli autori del sito sono certo dei poveretti, ma la colpa è dei dirigenti di Telecom, che hanno una azienda che va completamente a rotoli, che tratta i suoi clienti come delle pezze da piedi e cerca sempre e solo dei pretesti per rendere la vita difficile.
A me il telefono serve per telefonare, non per le cazzate. Io non ho la possibilità di staccarmi dalla rete fissa di Telecom Italia, ma TIM ha tentato la mia pazienza oltre ogni limite.
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