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L’Italia è un paese unito, per davvero

Ma insomma, ma come mai Bossi è tutto un periodo che è anche più volgare del solito contro l’Italia, l’inno, la bandiera, i terroni?

Pare che sia perchè il figlio sia stato bocciato, per la seconda volta, all’esame di maturità. Secondo il babbo, perchè la commissione ha rifiutato ideologicamente la tesina su Carlo Cattaneo che il pargolo ha presentato.

Umbè, noi ti si capisce. Come si dice, i figli so’ piezz’e core .

Ma non ti preoccupare, che se il pupo è ciuccio come sembra, un posticino nell’azienda di famiglia glielo si trova. Voglio dire, Borghezio avrà sempre bisogno di qualcuno che gli scriva i discorsi.

W la squola

Ho dedicato tutta la giornata a fare gli esami orali (e no, non sono stato nominato ministro).

Situazione degli studenti universitari del primo anno, usciti dal liceo e che si iscrivono ad una facoltà come Ingegneria che dovrebbe anche scoraggiare quelli che pensano sia una passeggiata di salute: dai due terzi ai tre quarti degli esaminati hanno difficoltà con la lingua italiana (si perdono i soggetti nelle frasi, inventano parole che non esistono nel vocabolario e taccio del congiuntivo, oggi non ho avuto il piacere di sentirlo mai) oppure hanno gravi carenze con la logica (domanda: “cosa è X?” risposta: “X non è Y”, definizioni che iniziano con “per esempio”, “sul libro ho letto che”). Questi sono circa un quarto degli studenti presenti in aula il primo giorno di lezione, gli altri non hanno avuto la sufficienza alla prova scritta.

Quindi, in conclusione, da tre sedicesimi ad un quarto degli studenti sono in grado di studiare un esame non particolarmente difficile, in cui le domande sono sostanzialmente annunciate a lezione (sempre en passant, io gli dico: vi invito a provare a fare questo esercizio a casa, poi l’esercizio c’è all’esame, ed è una strage, gente che scrive cose tra il surreale e il dadaista) gli altri non arrivano all’orale o quando ci arrivano non sono in grado di parlare in modo comprensibile, a meno che non abbiano studiato a memoria, nel qual caso è sufficiente una divagazione per mandarli nel pallone.

L’ottanta per cento dei ragazzi che finiscono la maturità quindi non sanno parlare in italiano o non sanno studiare, e temo che questa sia una selezione, perchè non tutti quelli che hanno fatto la maturità fanno l’università, e non tutti fanno ingegneria.

Io alla fine ho messo un 30 e due 18 come estremi (i due 18 erano agghiaccianti, li ho invitati a cambiare qualità dello studio oppure è meglio che lascino perdere), non ho bocciato nessuno ma ho espresso molte volte il mio disppunto (prendendo quindi il titolo di rompicoglioni assoluto, povere stelle che non vedono l’ora di andare a mare) mi domando se mai vorremo cominciare un dibattito sulla qualità dell’istruzione oppure ci siano delle cose più importanti, e nel caso quali.

La migliore dieta dell’estate

(Dalla conversazione nella redazione di Repubblica.it)

“Ao’, tocca scrive un articolo estivo…qualche cazzata…c’avete un’idea?”
“Se potrebbe fa’ n’articolo sulle diete…sur grasso…i chili de troppo”
“Me piace…spunti?”
“No mo’ nun c’ho fame”
“Intendevo, c’hai quarche idea da scrivece dentro o ce tocca riccopia’ uichipedia?”
“Ah, aspetta che cerco co gugle…lo sai che gugle è proprio fico, ce trovi tutto”
“Mo’ me raccomando pero’, nun fa come l’arta vorta, che hai copiato il primo articolo trovato, poi la gente se ne accorge e se incazza…”
“Ah, ecco, ce sta un articolo interessante…dice che la donna e l’omo devono da fa’ diete diverse, mica se magneno le stesse cose e dimagriscono”
“Fico…e poi c’ha senso…dice artro?”
“Sì, per esempio che la donna, quando è gravida, deve magnà in modo diverso”
“Ah, come se dice…mangiare per due…me pare una buona base…però ce vole l’esperto italiano…chi c’avemo?”
“Ah, d’estate de dietologi ce ne stanno quanti ne voi, è il periodo che fanno li sordi co’ li ciccioni che vanno tutto l’anno cor suvv e ora c’hanno er grasso che je cola…aspetta vedo in rubbrica…c’avevo Migliaccio”
“E’ affidabile?”
“Che scherzi? Ha messo a dieta Costanzo, poi come titolo c’ha quello de libbero docente, che la gente se pensa che l’artri docenti nun so libberi e quindi lui è più affidabile”
“Perhcè, nun è così?”
“No, è che i libberi docenti è gente che è entrata all’universita’ negli anni sessanta, non so’ mai diventati professori di ruolo, però se c’hai un titolo del genere in una facoltà come medicina sai quanta gente de più viene allo studio tuo?”
“Me cojoni…questo me pare un dritto…chiamelo un po’, chiedeje un parere”
“Ce metto pure qualcosa sulla dieta mediterranea?”
“Sì certo, le solite cazzate…è la dieta più buona, più salutare, che mantiene giovani, che gli altri ce invidieno…”
“Comunque so’ tutte cazzate…mica è vero…è quella che più fa ingrassare…è quella bona pe’ i sedentari che poi c’hanno appunto bisogno del libbbero docente pe’ perde il grasso al culo…”
“Senti, ma ce starebbe un problema politico”
“Quale problema?”
“E che se dimo che ommini e femmine c’hanno da magnà diverso, poi pare che siamo troppo ghei frendly”
“Ghei che?”
“Che semo pe’ li froci”
“Sarebbe un guaio…senti fai così, metti una foto de una co’ n’po de zinne, tipo che corre in spiaggia…magari una bella sorca nera che l’esotico va sempre bene, poi scrivi nell’articolo, pe’ conclude, che comunque è mejo magnà assieme, così stamo parati”
“Ammazza che articolo che avemo fatto”
“Semo proprio du’ giornalisti co’ li contro cojoni…se famo un panino ar mec?”

Il nodo alla cravatta

Oggi sono stato da P. a pranzo, una istituzione internazionale che ha sede a Roma. E’ un posto abbastanza formale, e non volevo certo fargli fare una figura meno che buona, quindi ho sfidato il caldo romano andando di tutto punto vestito, compresa la cravatta. Il nodo è riuscito relativamente bene, e c’era un alone dovuto alla macchia del profumo che ho messo (che a P. piace molto, io mi improfumo assai raramente, come l’inesperienza ha mostrato).

P. è stato gentile, premuroso, dolce, carino, in una parola splendido e bellissimo. Lui parla relativamente bene della struttura in cui sta, ma io d’ora in poi non potrò che associarci tutte le sensazioni positive che ho ricevuto.

Con lui mi riesce di non dover correre, di non dover pensare che le cose difficili di oggi saranno superate domani, perchè non ci sono cose difficili da superare, è bello l’attimo corrente. Siamo stati in spiaggia qualche sera fa, e quando ce ne siamo andati che era già passata l’ora di cena, vedendo il sole che tramontava e una barca con la luce da pesca accesa mi è tornato alla mente un ricordo, di tanti anni fa, quando bimbetto vidi la stessa scena con mio padre, e quello è uno dei pochi ricordi belli che ho del nostro rapporto, ed è un ricordo inatteso, come in genere sono le cose migliori che ci capitano.

Spero di migliorare nei nodi alla cravatta, e di togliere invece gli altri nodi che mi porto appresso, perchè quando qualcuno di quest’ultimi salta, il mondo che ho intorno cambia.

Riposizionamenti/Rocco Siffredi

Rocco Siffredi una volta diceva che no, orrore, che schifo fare sesso con un uomo, non gli piaceva e mai avrebbe voluto avere un figlio gay. Oggi dichiara (in una intervista a Chi, riportata da Dagospia):

C’erano 200 uomini intorno a me, molti sul genere Village People: tutti baffi, peli e muscoli. Hanno cominciato ad alzare la mano, alla fine mi si è piazzato davanti un barilotto con la barba ispida. Stavo svenendo, ho pensato: “E che gli dico a questo?”. Intanto, mi guardavo intorno. Alla fine ho visto un ragazzo al bar che rideva, un bel tipo, un gay così simpatico… Ho detto a un assistente di chiedergli se era disposto a baciarmi e, temendo dicesse di no, l’ho quasi corteggiato».

E come è stato quel bacio?
«È stato bellissimo. Sa che cosa penso riguardo alle inclinazioni sessuali? Che il mondo non si divide in gay ed etero, ma in quelli che scelgono fra la felicità e l’infelicità. Siamo tutti gay e latin lover, la questione è su ciò che uno preferisce. Io preferisco le donne».

E’ quindi probabile che si stia organizzando un futuro da opinionista, del resto se siamo un paese del cazzo, come non chiedere un parere sulla situazione politica ad uno che, al riguardo, ha molti centimetri più degli altri? (si chiamano competenze)

Pistorius non si è qualificato per Pechino

Ed è un peccato, ma almeno è un peccato giusto, non si qualifica perchè non ce l’ha fatta, non perchè un giudice sportivo ha valutato che, non avendo le gambe, nè Nikè nè Adidas nè Puma avevano da guadagnarci qualcosa con le sponsorizzazioni.

Una società di m: Telecom Italia

Telecom Italia è una società di m.

Stamattina scopro che il telefono di casa è staccato, e la petulante vocina mi dice che posso chiamare il numero indicato nella bolletta per avere chiarimenti. Quale CAZZO di numero di quale CAZZO di bolletta, se la bolletta non è arrivata? Mi ricordo quindi che esiste il 187, e dopo aver girovagato nei loro menù, riesco a parlare con una operatrice.

La quale mi dice che, ohibò, Telecom Italia ha spedito la bolletta, ha spedito il sollecito, e mi ha anche chiamato due volte per dirmi di pagare. Qui non è arrivata nè la bolletta nè il sollecito, e tantomeno ci sono state le chiamate. Ora le bollette possono anche andare smarrite lungo la strada, ma è scandaloso, vergognoso ed indecente, degno di una società in mano a dei perfetti imbecilli, che Telecom Italia, che vende telefonate, non si ricordi e non sappia se mi ha chiamato o meno.

Bene, usciamo per andare a pagare, e qui altra odissea perchè i punti Lottomatica non funzionano. Alla fine riesco a pagare on-line.

Ma non è finita qui! Anche il cellulare si è scaricato, e dopo aver esaurito la ricarica di emergenza da due euro, decido di ricaricare il telefonino online.

Ohibò, c’è il sito di TIM, che ti permette di fare la ricarica. Ma, innanzitutto, devi fare il login, perchè se tu hai un milione di euro e vuoi ricaricare il telefono di un tuo amico, TIM te lo vieta, per fare il login sul sito TIM devi avere un cellulare TIM. Se, per disgrazia, non ti ricordi la password, puoi modificarla, mandando un SMS.

A questo punto diventa interessante, perchè: se hai il cellulare senza credito, come puoi inviare l’SMS per fare la ricarica? Tu ti immagineresti che il numero a cui inviare l’SMS sia un numero speciale, che puoi contattare anche se non hai più credito, e invece no, i perfidi ed astutissimi autori di questo geniale meccanismo di e-commerce lo hanno escluso. Quindi, devi andare a ritrovare la password, e fortuna che me la sono ricordata.

Ora, viene la parte succulenta, quella in cui tu vuoi dare dei soldi a TIM, e ti appare invece la pagina in cui ti chiede se vuoi iscriverti alla loro newsletter del cazzo (quella in cui diranno cose del tipo: oggi abbiamo imparato a fare le i e le o, oppure la maestra ci ha fatto fare il tema sull’estate e i bambini al mare, qualcosa al livello mentale degli autori di questa patetica scusa per un sito web). Sia che decidi di iscriverti alla newsletter sia che rifiuti, non puoi andare avanti. Allora provi a cambiare browser e sistema operativo, e niente.

Così, ti risolvi a chiamare il 119. Che, innanzitutto, ti chiede il numero di cellulare per cui chiedi assistenza, non penserai certo che TIM ti dica qualcosa gratis, già gli fai così schifo che nemmeno i soldi tuoi vogliono, figurati se stanno a parlare con te. Quando arrivi all’operatrice, questa innanzitutto ti chiede nuovamente il numero di cellulare, ovviamente per vedere se non cadi in contraddizione, poi ti chiede a chi è intestato, quindi si decide a contattare qualcun altro per dirti che, gli spiace tanto eh, ma il sito non funziona.

Ora, riassumendo i punti salienti:

  1. Telecom Italia stacca la linea telefonica senza preavviso;
  2. Telecom Italia non sa quali telefonate ha fatto e a chi;
  3. Telecom Italia, una volta che hai pagato sul loro sito con carta di credito, non riattiva la linea telefonica immediatamente, ma ci mette alcune ore, probabilmente dovranno portare le risme di carta stampate al centro meccanografico, visto che tutti i capoccioni sono alle prese con il sito di TIM che:
  4. Non ti consente di fare una ricarica con carta di credito se hai esaurito il credito, a meno che non ti ricordi la password, e questo sempre che:
  5. Il sito sembri funzionare, ma in realtà non funziona, astutamente, nel qual caso puoi:
  6. Chiamare il 119, che ti chiederà due volte dei dati inutili per dirti che ci sono problemi, visto che:
  7. Non puoi fare la ricarica dando il numero di credito all’operatrice, che ti invita a riprovare domani.

Ora, io sono un professore universitario di informatica, e posso dire che gli autori del sito di TIM sono dei poveri deficienti, che avrebbero bisogno di essere aiutati a reinserirsi nella società, piuttosto che messi a fare siti, i deficit intellettivi di cui soffrono sono talmente gravi che hanno bisogno dell’aiuto di uno specialista, altrochè l’e-commerce.

Non è pensabile una applicazione di e-commerce così macchinosa, perversa, inaffidabile (non è la prima volta che non riesco a fare la ricarica con carta di credito) sia stata messa in piedi, in tutto questo tempo avrei ordinato 25 libri da 25 siti diversi, mentre qui si schifano dei miei soldi.

Gli autori del sito sono certo dei poveretti, ma la colpa è dei dirigenti di Telecom, che hanno una azienda che va completamente a rotoli, che tratta i suoi clienti come delle pezze da piedi e cerca sempre e solo dei pretesti per rendere la vita difficile.

A me il telefono serve per telefonare, non per le cazzate. Io non ho la possibilità di staccarmi dalla rete fissa di Telecom Italia, ma TIM ha tentato la mia pazienza oltre ogni limite.

Giganti della filosofia contemporanea

C’è una persona che è arrivata su questo blog cercando “l’altro nel pensiero di Furio Colombo“.

E dietro l’angolo, cosa c’è?

Certe volte non si può nemmeno dire che bastino le parole giuste, perchè “bastare” è un po’ come dire che ci si accontenta, piuttosto è da dire che le parole giuste sono uniche per te e qualcuno, malgrado tutto, le trova.

“Oggi sono arrivato tardi all’università, mi sono svegliato tardi, poi ho pranzato alle tre, e poi sono uscito di casa tardi, e poi e poi…”

Ora non devi correre più.”

La serata di ieri con P. è stata fantastica. C’è ora una parte di me che ha paura che lui non sia reale. Che dietro ci sia qualcosa tipo che è padre di sette figli, è ricercato dal governo americano, sta pensando di cambiare sesso, si sta per trasferire in Australia, ma nemmeno a Sydney, bensì nel centro del continente dove vuole studiare gli aborigeni, oppure tornerà con il suo ex o chissà cosa.

E per quanto io mi sforzi di vivere ed appagarmi del momento, giocoforza mi viene da pensare a e se come le cose proseguiranno, e un po’ di paura c’è.

Patetismi

Ma cosa c’è di più patetico di un ex che ti manda gli auguri del compleanno sbagliando la data, e che lo fa solo per avere un pretesto per scriverti che in questi giorni si trova in Italia, quindi perchè non vedersi e ricordare i vecchi tempi?

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