Tra le donne democratiche che hanno votato in Wisconsin, il 51% vota Obama, il 49% Clinton. E’ un pareggio che azzera le distanze che ci sono sul voto totale (dove Obama stacca Clinton di 18 punti percentuali) ma è una vittoria netta per Obama, che ha conquistato anche la parte di elettorato democratico che doveva essergli meno favorevole. In più, ha ottenuto due terzi dei voti (contro un terzo) tra l’elettorato che si definisce indipendente.
La campagna elettorale della Clinton deve riuscire a portare a casa almeno dieci punti di vantaggio, meglio quindici, in Ohio e in Texas, ed è una battaglia quindi quasi disperata. Uno degli spot che ha fatto, in cui si dice che anche lei ha lavorato nel turno di notte, è uno spot appunto disperato se non ridicolo, un tentativo di identificazione con la classe lavoratrice che in Ohio è particolarmente forte. Quando il suo portavoce, incalzato dalle domande, dice che sì la signora ha lavorato di notte, ma alla sua scrivania, secondo me non guadagna voti con chi di notte è non a una scrivania, anzi si rende aristocratica e distante, proprio quello che non le serve.
Il risultato è quindi che con Obama c’è una identificazione forte ormai di tutti i segmenti di voto democratici, una estrema adesione di quelli che non sono democratici ma indipendenti, e la Clinton si trova adesso in un angolo, è lei che deve apparire come la figlia del popolo, compito che le è oggettivamente difficile.
(Aggiornamento: alle Hawaii, sui primi seggi scrutinati, Obama ha il 77% dei voti. E’ ovvio che è il suo stato natale, ma è una percentuale umiliante, sopratutto considerando che la Clinton ha giocato la carta della figlia, che pare sia una delle sue armi migliori. Se l’arma migliore la porta al 20% dei voti è messa male)
Le uniche cose che possono far recuperare la Clinton, che è comunque ancora oggi percepita come una persona più competente, sono un drastico abbruttimento dell’economia (quindi, dati i tempi da qui al 4 di Marzo, uno scivolone di Borsa) o un attentato. Altrimenti la sua corsa per la Presidenza è finita.
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