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Per i posteri, direi

In mezzo a tutto questo io scrivo, come tanti, senza nessuna pretesa di fare lezioni di giornalismo. Non sono un giornalista: ma non è necessario essere calciatori professionisti per accorgersi che a centrocampo fanno melina. Non scrivo per farmi passare la rabbia (che non passa, anzi); piuttosto con una presunzione di testimonianza: chi verrà dopo di noi non dovrà pensare che eravamo tutti prostrati come Vespa, arresi come De Bortoli. C’era gente normale, con una famiglia e un lavoro più o meno normale, che in casa propria si faceva le domande che i giornalisti non volevano o non sapevano più fare. Non eravamo la maggioranza, non pretendevamo di esserla: ma esistevamo. Devono saperlo i posteri: non si sono bevuti il cervello in quindici anni, gli italiani. Non tutti.

(Da Leonardo)

Giganti della filosofia contemporanea

C’è una persona che è arrivata su questo blog cercando “l’altro nel pensiero di Furio Colombo“.

I pizzini

Se vi siete avete mai letto I pizzini, vi siete persi perle come questa.

Posta elettronica

Ho scoperto oggi che su Splinder avevo dei messaggi di posta (non avendo un blog su Splinder, pensavo che non ci fosse la possibilità fisica di inviarmi delle mail). Comunque ho risposto adesso. Il miglior classificato è Diabolicus, la cui mail del 22 Ottobre 2007 riceve risposta oggi, e non è stata nemmeno una risposta particolarmente meditata, alla fin fine. Potevo prendermi quindici giorni in più e replicare in modo molto brillante, tanto ormai non andavo di fretta.

Lo scherzo più brutto

Lo scherzo più  brutto che ti possano fare è quello di chiudere un blog il Primo Aprile e poi riaprirlo. Perchè, anche se quel certo blog non lo leggi, vieni comunque a saperlo e ti verrebbe da tirare un sospiro di sollievo per la migliorata qualità dell’aria della blogosfera (che non è un obiettivo centrale nella vita, ma ci si accontenta anche di piccole cose) e poi invece scopri che è stato solo uno scherzo.
Viene da dire: peccato, occasione persa. Ed aggiungere anche che solo persone profondamente narcisiste ed egocentriche possono pensare ad uno scherzo del genere, come se il mondo non potesse vivere senza un blog e senza il tuo blog.  E pensare poi che c’è magari un altro blog, come Titollo, che ha chiuso per davvero e questo invece ti spiace sì. Ma Titollo, che non conosco, di sicuro non è una finocchia. E’ la differenza centrale, disciamo.

Quando si dice: c’ho la blogosfera dentro

Stanotte ho sognato Titollo.

Giuro, io non so come Titollo sia fatto (anzi, come scrive Repubblica, “il Titollo”, intendendo che si tratti di una qualche razza specifica e non un cristiano qualunque), mai visto nè dal vivo nè in foto nè qualcuno me l’ha raccontato, però stanotte ho sognato che vedevo una sua foto su un giornale nell’ambito di una intervista e pensavo che era un ragazzo con l’aria simpatica.

Nello specifico, nel sogno era alto circa 1.70-1.75, moro con i capelli corti e un po’ stempiato, occhi neri, magrolino.

Credo fosse un sogno di rassicurazione, ieri con A. c’è stato un leggero scazzo.

C’è del Titollo in me

No no, ho deciso, io voglio fare un blog di politica, tipo Titollo. Perchè così il 13 di Gennaio 2008 posso scrivere che Romano Prodi “sta attraversando un periodo di grazia”, “Prodi si è rimesso in sella alla grandissima”, “persino il Senato potrebbe essere non così traballante” e infine “Insomma, il proverbiale culo-di-Prodi è tornato a funzionare a pieno regime.”, poi oggi cade il governo, al Senato, ma altro post e siamo tutti okkey. Poi dici perchè Veltroni è diventato segretario del PD, per dire.

Un blog che mi piace

Perchè adoro lo stile in cui scrive: London Preppy.
(e non saprei dire di più la mattina, all’alba)

Ora sono cazzi nostri, eh

Finchè il PD non vota le leggi contro l’omofobia e non riconosce i diritti civili ai gay, bhè rimane sempre un bel partito, ma appena tocca i diritti degli eterosessuali, oddio che schifo, è portatore di battaglie regressive, allora non lo voto. Come dire: innanzitutto i cazzi miei, poi se avanza qualcosa per questi froci vabbè, in fondo (in fondo) sono di sinistra pure io (link al blog di Titollo).

Il blog di River

Come tutti i gay che hanno un blog, sono finito sul blog di River, che è forse il blog “gay” più letto in Italia. Sicuramente, dietro a questo successo c’è una miscela sapiente di chi sceglie di parlare di cose anche molto popolari, non lesina le foto di bei maschietti e i video di ulteriori tocchi di ragazzo scarsamente vestiti. E’ insomma un po’ un blog nazional-popolare (nell’accezione positiva che io riservo al termine). Ma non l’avrei segnato nel blogroll qui a fianco (per il poco che vale) e forse non l’avrei più letto se non fosse stato per questo articolo, in cui River parla ad un gay di 33 anni vergine. Penso anzi che tutti gli altri articoli, al ritmo di 5 o 10 al giorno (ma come fa?), siano un po’ una cortina fumogena per la sua personalità, che ogni tanto emerge in questi cantucci più intimisti. E sinceramente mi emoziona.

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