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Il grande duello del PD

Il solito duello, in realtà, tra D’Alema e Veltroni, di cui avremmo proprio le palle piene.

(sul Corriere di oggi, un articolo di Paolo Franchi).

Quel silenzioso killer di nome D’Alema

Oggi la velina rossa ha pensato di cannoneggiare su Giuliano Amato, perchè accusato di applicare la legge in vigore sulla disposizione dei simboli sulle schede elettorali. Infatti, Amato non sta facendo altro che applicare la legge. Tale legge, anzi questo decreto del Presidente del Consiglio, stabilisce che i simboli di partiti della stessa coalizione siano affiancati, mentre tra coalizioni diverse ci sia un po’ di spazio.

Nel 2006, c’erano due coalizioni, ciascuna con otto o più partiti, quindi ogni coalizione occupava una singola ed intera riga. Gli altri partiti che si presentavano da soli erano appunto spaziati gli uni dagli altri.

Ora la preoccupazione che i due schieramenti più grandi hanno è che, quando l’elettore vede i simboli della coalizione affiancati, possa mettere una croce sull’assembramento e non su un singolo e specifico simbolo. Una simulazione fatta dalla Stampa di Torino porta le schede nulle al 3,6%, il doppio della precedente tornata dove invece furono, a dirla tutta, incredibilmente basse.

Amato è, per me, uno dei personaggi più autenticamente sgradevoli della politica italiana. Assolutamente ed infinitamente pieno di sè, convinto di essere un brillante intellettuale, è perfettamente descritto come l’uomo che al posto del cuore ha un buco. E’ stato anche un assai modesto ministro dell’Interno, imparagonabile a Pisanu.

Comunque, su questa cosa dei simboli ha ragione. Però, D’Alema non si ferma mai davanti alle ragioni quando ha un obiettivo in testa.

Io penso che lo scopo che Massimino abbia sia quello di far assumere al PD una connotazione socialista, liberandosi di alcuni personaggi che non saranno comunque e mai riformisti, manco del riformismo kennedyano-obamiamo che Veltroni crede di conoscere (e che non conosce, Obama è una persona seria e convinta delle sue ragioni, e non uno che va avanti a “ma anche”).

Invece, far diventare il PD un partito socialista significa poi aggregare quelle forze riformiste, e pensare a costruire una alternanza con un conservatorismo europeo.

Ora, come mi ha fatto osservare Titollo, D’Alema è uno che si perde sempre nella tattica, e sicuramente questo piano è quantomeno ambizioso, per cui è ben facile perdercisi dentro. Però io interpreto certi comportamenti suoi esattamente in questa direzione. Primo, il rifiuto di prendere i socialisti di Boselli nel PD. Poi appunto questo ingiustificato attacco ad Amato, che è l’unico o quasi socialista che ci sia nel PD, e sicuramente quello di maggior peso. Lo scopo mi pare quello di essere l’unico della classe e quindi il primo dei socialisti e quello che può incassare un dividendo politico se questa trasformazione del PD si compie.

E in tutta sincerità, spero che ci riesca. Di Veltroni non ne posso più, è tutto un elenco di cose da fare. Che cazzo, oggi Berlusconi ha detto che lo Stato, quando una minoranza blocca una ferrovia o un aeroporto, deve intervenire manu militari, perchè altrimenti non è uno Stato. Uno può essere d’accordo o no, ma certo che questo è un messaggio valoriale. Invece il PD non ha affatto un messaggio valoriale, ed il motivo per cui sono sempre più convinto che perderà le elezioni. Allora va pure bene perdere, ma non posso accettare che il riformismo italiano si fermi a Veltroni, tantomeno di perdere per i brillanti pensieri della Marianna di turno.

Pensierini sparsi sulla situazione politica

  • Se c’era Rosy Bindi a capo del PD, prendeva a morsi Mastella alla prima virgola che diceva, non questo cazzaro di Veltroni;
  • Lo spettacolo offerto da Pecoraro Scanio e Casini in televisione è molto più che sconfortante: io non mi sento di votare nessuno dei due, e credo che nessun italiano assennato se lo senta;
  • Il 75% degli italiani non ha fiducia nel Parlamento: l’ho già scritto, ma lo ripeto perchè mi pare chiaro cosa significhi;
  • Veltroni ha contribuito alla caduta del governo Prodi convinto che poi, con Berlusconi, si sarebbe messo d’accordo per un governo tecnico, che poteva durare anche solo qualche mese, il tempo sufficiente a fare il referendum del cui scontato esito positivo si avvantaggiano appunto i due più grandi partiti;
  • Berlusconi ha fregato Veltroni esattamente come ha fregato D’Alema anni fa: quando questi cosiddetti grandi leader del centrosinistra capiranno con chi hanno a che fare, cioè con uno assai più furbo, scaltro ed ingordo di loro, sarà tardi;
  • Mieli non si espone troppo a favore del governo Draghi, ma ovviamente fa parte dell’establishment finanziario-industriale che questo vuole;
  • Anzi, che questo otterrà. Berlusconi ha ragione quando dice che lui non è alleato di certi poteri forti, perchè quei poteri vogliono mettere le manone sul governo dei cosiddetti tecnici, mentre Berlusconi vuole la torta tutta per sè;
  • Quando Fini saprà mostrare di essere un leader lo considererò tale: è talmente succube di Berlusconi che a confronto Casini sembra un gigante della politica;
  • Pecorario Scanio: no, no dico, basta;
  • Prodi ha fatto uno splendido discorso alla Camera. Perchè sappia parlare bene solo quando è tardi, è un mistero che temo non sarà mai risolto;
  • Stando così le cose, l’unica cosa sensata che il centrosinistra deve fare è prendere atto della situazione, accettare la fine del governo Prodi, e provare a vedere cosa succede con questa offerta di dialogo: almeno a farci la bella figura;
  • In effetti, se Berlusconi è ingordo e se tiene Fini per le palle, mi sa che per il governo tecnico è anche d’accordo: ci guadagna che si fa il referendum;
  • Se qualcuno sa dirmi una buona cosa fatta da Veltroni da quando è segretario del PD gliene sono grato;
  • Anzi, qualcuno sa che fine ha fatto Veltroni? Ma è possibile che il grande Uolter non si veda e non si senta? ‘Ndo sta’, alla cerimonia di inaugurazione della nuova mensa dell’Atac?
  • L’errore più grande che il centrodestra potrebbe fare è quello di pensare che questa crisi sia una crisi di una parte politica e non una crisi di sistema. L’errore più grande che il centrosinistra potrebbe fare è quello di pensare che questa sia solo una crisi di sistema e non anche una crisi della maggioranza;
  • No, dico, adesso l’arbitro diventa un signore di più di 80 anni che era a favore dell’invasione sovietica dell’Ungheria: no, dico, basta. Questi personaggi vanno consegnati alla gioia del vedere i nipoti e pronipoti crescere, non a decidere delle sorti dell’Italia.

Pensavo: visti i tag di questo articolo, se staggo tutto e ci metto: compagnia di pagliacci, non viene meglio?

Io amo Bersani

Perchè è una persona seria, perchè le poche (ma in realtà tante) liberalizzazioni fatte in Italia le ha fatte lui, perchè quando parla ha quella concretezza da romagnolo che ne fa la regione più industrializzata d’Italia, perchè è l’unico che ha capito a cosa doveva servire il Partito Democratico, perchè se Veltroni è pingue Bersani ha le palle d’acciaio, e per questa sua intervista.

Dopo questa intervista a Repubblica, in cui mette in chiaro come dovrebbero essere spesi i fondi strutturali UE, ci sarà una reazione furiosa di tutti quelli che su quei fondi hanno ignobilmente mangiato, che non sono solo politici e gruppi di potere generici, ma anche e sopratutto la criminalità organizzata. Prodi ha fatto una cosa ottima a metterlo ministro, D’Alema mostra di avere ancora il senso della politica quando lo immagina segretario del PD al posto del mollaccione romano.

Se Bersani avesse concorso alla carica di segretario del PD, io sarei andato a votare, e conosco molti altri che l’avrebbero fatto.