La prima parte del pomeriggio è stata bella, come non poteva che essere perchè sono andato a trovare G. Per problemi di computer, in realtà per portargli un dolce tipico di queste parti (anzi tipicissimo, perchè basta spostarsi di 5 km e non lo conoscono più) che ero sicuro avrebbe gradito. Poi l’ho accompagnato al centro aveva un appuntamento con il suo ex. Dice G. che guido sciolto, molto meglio di come mi giudico io quando mi descrivo. Forse è vero, io sono sempre molto severo con me stesso.
Questa era la prima parte, la seconda parte era orientato al lato scopereccio (oh, c’avevo voglia), per cui ho variamente incrociato i seguenti tipi:
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A., ovvero l’uomo che cenava troppo. Appuntamento inizialmente previsto per le 19-19.30, lo chiamo alle 19.30 e gli dico che potrei essere da lui in una ventina di minuti, mi fa sapere che alle 20-2030 ha una cena a casa. Cioè la sua idea comunque era quella che io arrivassi alle 19, si scopa e poi alle 1930-1945 massimo mi congeda che stanno arrivando i suoi amici. Giudizio morale: Il servizio monta a domicilio non abita più qui.
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D., ovvero quello che ama provocare. Arrivo a casa allora di D., e subito finisco raggelato, sembra la casa di un terremotato. Comunque ok, ci mettiamo in camera da letto (o meglio, la camera con un letto, e null’altro) e lui da il via ad una serie di atteggiamenti di seduzione, fatti con una certa naturalezza ma ben orientati al bersaglio. Per cui ogni tanto si distende sul letto, poi si avvicina, poi si allontana, poi si infila appena la mano dentro i pantaloni della tuta, poi si scopre un po’ la maglietta, tutto interessato a vedere la mia reazione. Allora, dopo che è un po’ che parliamo, io ci provo e lui, orrore, si allontana, ma come ti è venuto in mente, ma che pensi, ma il tuo profilo diceva e faceva. Continuiamo a parlare un po’, poi sai poverino ha un problema al computer non è che puoi risolvermelo?, e nel frattempo riceve varie telefonate tra chi, come si premurrà di farmi sapere, se l’è scopato, se lo sta scopando o se lo scoperà. Io no però, gli piace tenermi sulla corda. Saluto, mi sa che è convinto che lo chiamo. Giudizio morale: il camorrista dei sentimenti.
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A., che dopo alcune settimane che non ci vediamo, dopo avermi proposto di andare a cinema con un suo amico, oggi mi dice che deve proprio andare all’Ikea. Tutto questo rispondendo con una evidente malagrazia ai miei messaggi. Giudizio morale (in collaborazione con G.): tornatene al paese tuo che la città a te fa male.
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M., che mi dice guarda sono a Napoli ma torno Martedì ma certo che ci vediamo ne sarei felicissimo un grande abbraccio. Non pensavo di suscitare un tale entusiasmo. Giudizio morale: parliamone.
La parte finale della serata è stata in sauna. Da una parte volevo sfogarmi, ma c’era anche un desiderio di andarci in macchina come atto di scelta, cioè ci vado agli orari che dico io e quando voglio io, senza dover cercare improbabili coincidenze con i mezzi di trasporto pubblico. Lì ho incrociato A.: ci vedemmo anni fa, lui sempre molto carino mi manda gli auguri ad ogni Natale, e non sono mai auguri scontati, mi sarebbe piaciuto frequentarlo in termini amicali se non fosse che lui è pazzo per me e io non lo sono per lui. Ma mi ha fatto piacere che mi abbia chiesto, tra l’altro, come sta mia madre, è una persona educata e gentile, non come questi pazzi che sono preda di nevrosi sempre più forti, dei maelstrom del delirio auto rereferenziale.
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