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La cordata per Alitalia

Dunque, nella cordata che oggi Berlusconi ha graziosamente annunciato, ci sarebbero:

  • Salvatore Ligresti, condannato con sentenza definitiva per corruzione ai tempi di Tangentopoli;
  • Mediobanca, il cui presidente del consiglio di sorveglianza, Cesare Geronzi, è stato condannato per reati connessi all’esercizio della sua funzione di banchiere, senza che la Banca d’Italia si sia mai degnata di chiederne la sollevazione dall’incarico (è che tra massoni, lui e Draghi, si capiscono);
  • il gruppo Benetton, che ha il monopolio del traffico sulle autostrade, ma che con tutto che le tariffe autostradali aumentano, si è dimenticato di fare gli investimenti dovuti, per alcuni miliardi di euro: sarà interessante vedere cosa succederà al gruppo se un giorno lo Stato italiano decidesse di chiedere al concessionario di adempiere ai suoi obblighi;
  • il gruppo Eni, il cui amministratore delegato, Scaroni, è stato messo lì per meriti politici (AN): dei rapporti dell’ENI con la Russia di Putin ha già parlato Report;
Se questi sono i candidati, io voglio che Alitalia sia venduta non ad Air France, ma alla Qatar Airlines, con obbligo per le hostess di mettere il velo a bordo e separazione dei posti tra uomini e donne. Mi sentirei più al sicuro.

Mi è semblato di vedele un drago. Anzi due.

Berlusconi comincia a pensare a Mario Draghi come prossimo premier. Sia confermando quello che ho detto poco tempo fa (che Berlusconi non ha alcun interesse a fare il premier) sia confermando i pensieri peggiori che si sono sedimentati per mesi, quelli del governo autoritario tecnico-massone.

Per la precisione, è questo articolo del 17 Agosto in cui dico che mi sento di scommettere su chi sarà il prossimo premier. E, per essere chiari, tra un governo Berlusconi e un governo Draghi, preferisco mille milioni di volte il governo del PDL.

Pensierini sparsi sulla situazione politica

  • Se c’era Rosy Bindi a capo del PD, prendeva a morsi Mastella alla prima virgola che diceva, non questo cazzaro di Veltroni;
  • Lo spettacolo offerto da Pecoraro Scanio e Casini in televisione è molto più che sconfortante: io non mi sento di votare nessuno dei due, e credo che nessun italiano assennato se lo senta;
  • Il 75% degli italiani non ha fiducia nel Parlamento: l’ho già scritto, ma lo ripeto perchè mi pare chiaro cosa significhi;
  • Veltroni ha contribuito alla caduta del governo Prodi convinto che poi, con Berlusconi, si sarebbe messo d’accordo per un governo tecnico, che poteva durare anche solo qualche mese, il tempo sufficiente a fare il referendum del cui scontato esito positivo si avvantaggiano appunto i due più grandi partiti;
  • Berlusconi ha fregato Veltroni esattamente come ha fregato D’Alema anni fa: quando questi cosiddetti grandi leader del centrosinistra capiranno con chi hanno a che fare, cioè con uno assai più furbo, scaltro ed ingordo di loro, sarà tardi;
  • Mieli non si espone troppo a favore del governo Draghi, ma ovviamente fa parte dell’establishment finanziario-industriale che questo vuole;
  • Anzi, che questo otterrà. Berlusconi ha ragione quando dice che lui non è alleato di certi poteri forti, perchè quei poteri vogliono mettere le manone sul governo dei cosiddetti tecnici, mentre Berlusconi vuole la torta tutta per sè;
  • Quando Fini saprà mostrare di essere un leader lo considererò tale: è talmente succube di Berlusconi che a confronto Casini sembra un gigante della politica;
  • Pecorario Scanio: no, no dico, basta;
  • Prodi ha fatto uno splendido discorso alla Camera. Perchè sappia parlare bene solo quando è tardi, è un mistero che temo non sarà mai risolto;
  • Stando così le cose, l’unica cosa sensata che il centrosinistra deve fare è prendere atto della situazione, accettare la fine del governo Prodi, e provare a vedere cosa succede con questa offerta di dialogo: almeno a farci la bella figura;
  • In effetti, se Berlusconi è ingordo e se tiene Fini per le palle, mi sa che per il governo tecnico è anche d’accordo: ci guadagna che si fa il referendum;
  • Se qualcuno sa dirmi una buona cosa fatta da Veltroni da quando è segretario del PD gliene sono grato;
  • Anzi, qualcuno sa che fine ha fatto Veltroni? Ma è possibile che il grande Uolter non si veda e non si senta? ‘Ndo sta’, alla cerimonia di inaugurazione della nuova mensa dell’Atac?
  • L’errore più grande che il centrodestra potrebbe fare è quello di pensare che questa crisi sia una crisi di una parte politica e non una crisi di sistema. L’errore più grande che il centrosinistra potrebbe fare è quello di pensare che questa sia solo una crisi di sistema e non anche una crisi della maggioranza;
  • No, dico, adesso l’arbitro diventa un signore di più di 80 anni che era a favore dell’invasione sovietica dell’Ungheria: no, dico, basta. Questi personaggi vanno consegnati alla gioia del vedere i nipoti e pronipoti crescere, non a decidere delle sorti dell’Italia.

Pensavo: visti i tag di questo articolo, se staggo tutto e ci metto: compagnia di pagliacci, non viene meglio?

Parlando di corda (in casa dell’impiccato)

La crisi dei mutui subprime ha tutte le caratteristiche per diventare l’argomento preferito di questa Estate, in cui non ci sono stati ammazzamenti particolarmente cruenti da poter consentire ai giornalisti di titolare sull’Estate di sangue, con interviste allo psicologo di turno che può spiegare come mai di Estate si uccida di più, povero Freud se vedesse cosa sono diventati certi suoi emuli.

C’è un bell’articolo di Federico Rampini che spiega alcune cose, ma mi colpisce come l’autore abbia fatto i salti mortali per evitare che, tra tutti quelli che qualcosa c’entrano al riguardo, venisse anche solo fatto il nome di Mario Draghi, come governatore di Bankitalia. Eppure Draghi al sistema delle banche d’affari privati non è estraneo, c’è stato dentro fin prima di entrare in Bankitalia, con un evidente problema di opportunità che nessuno ha sollevato.

Contemporaneamente, e non certo casualmente, su Panorama la Denise Pardo ha pubblicato un elogio sperticato sempre di Draghi, dipinto come l’animatore di un cenacolo di professori ed intellettuali d’economia di cui fa parte la crema della crema.

Considerando che Montezemolo è un ottimo amico di Draghi, e che è evidente che Montezemolo non pensa a far politica direttamente ma si preoccupa di preparare il terreno, sento di poter scommettere su chi sarà il prossimo premier.