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Dai che se ci stringiamo c’è posto

Marrazzo e i suoi scagnozzi hanno deciso la chiusura dell’aeroporto di Ciampino, perchè è diventato troppo trafficato e quindi dà fastidio alle case che sorgono nelle vicinanze dell’aeroporto. Le case sono spesso case ex abusive ora condonate, ma questo è un particolare su cui Marrazzo glissa (non elegantemente).

L’aeroporto di Ciampino svolge una funzione essenziale per il turismo di Roma, consentendo di raggiungerla tramite dei voli low cost; parimenti, consente a molti romani di prendere l’aereo e liberarsi, almeno per alcuni giorni, dalla presenza di Marrazzo e di quella che l’Espresso definì, titolo in prima pagina, “La cupola delle tangenti”.

Ovviamente Marrazzo ha trovato – luì sì che si sa muovere – l’aeroporto alternativo a Ciampino, quello di Viterbo, che a Roma è collegata con la ferrovia. E’ sufficiente la lettura di questo articolo del Corriere sulle condizioni di quella ferrovia, dove già adesso il 100% dei treni arriva in ritardo, lo 0% dei bagni funziona, molti vagoni non hanno l’aria condizionata, pensare quindi a cosa può diventare quella linea se ci si aggiungono ulteriori viaggiatori, per concludere sulla competenza logistica di Marrazzo e dei suoi scagnozzi, che ci faranno perdere più tempo per arrivare in aeroporto, viaggiando in mezzo al piscio, che per volare.

Opel: Fiat non Magna tu che magno pure io

Si potrebbe discutere molto a lungo sul perchè la trattativa per la vendita di Opel abbia visto vincenti gli austro-canadesi di Magna, quanto questa sia una brutta notizia per Fiat (il cui accordo con Chrysler richiede una capacità produttiva assai maggiore di quella attuale per essere conveniente) e per i lavoratori Fiat (che non sono in una azienda globale ma in una fabbrica italiana che è stata nuovamente messa fuori dalla competizione internazionale). Mi limito ad osservare alcune cose:

  1. Fiat ha potuto mettere in piedi questa operazione solo perchè negli ultimi anni ha ricevuto una valanga di soldi pubblici, sia sotto codicilli di legge finanziaria, sia per i guadagni sull’alta velocità: l’acquisto di Opel sarebbe stato pagato da Pantalone, non certo dagli azionisti Fiat. Anzi, gli Agnelli non vedono l’ora di fregarsene dell’auto, che richiede investimenti enormi e manager con le palle per essere profittevole, per potersi concentrare su turismo, finanza, arte e tutte queste attività ad impatto industriale minore;
  2. Nella migliore tradizione italiana, ogni amministratore delegato di Fiat è un genio, un essere superiore, un gigante sceso dal cielo; salvo che nel resto del mondo se ne strafottono e lo considerano in tutt’altra prospettiva;
  3. Fiat ha pagato il prezzo di essere italiana, non è che ci sono solo i guadagni di cui al punto 1. La Merkel ha chiamato Obama nel cuore della notte e i due, che sono i due veri azionisti di Opel e di General Motors, si sono messi d’accordo;
  4. L’accordo s’è fatto per molte cose, Obama non ha un grande interesse che la Fiat diventi troppo forte in America. I giornali italiani, per quanto del punto 2 sopra, parlano di una amministrazione presidenziale “entusiasta”, “stupita” ed “impressionata” dalla qualità di Fiat, ma pare che non sia così. Mi sa tanto che uno dei due ha venduto un bidone all’altro;
  5. Nell’accordo tedesco-americano entrano altre valutazioni di politica e di geopolitica, per esempio gli austro-canadesi sono ben visti da Mosca, che riempie i tedeschi e l’Europa di gas naturale;

In tutto questo spicca come al solito la mancanza dell’Italia, della sua politica estera e del suo Presidente del Consiglio. La stampa e la televisione amica lo dipingono come un Gigante della Storia, che media tra russi ed americani, mentre la verità è che nelle cancellerie occidentali lo considerano un puttaniere ultrasettantenne, utile per farsi due risate e spezzare l’atmosfera nei meeting internazionali, ma inutile a qualsiasi fine e per qualsiasi discussione, tanto da non avere nemmeno la cortesia di chiamarlo per dirgli che quel matrimonio non s’aveva da fare. Anzi, quanto al ruolo di mediatore, l’attuale amministrazione americana ha fatto ben presente che non vuole che ci sia qualcuno nella linea di dialogo con Mosca, e questa è stata anche l’occasione per metterlo ulteriormente in chiaro.

Ora, se Fiat non trova qualcuno con cui maritarsi è in una situazione molto difficile. La domanda quindi è se parleremo di questo nei prossimi mesi o di Noemi, con l’agevole parentesi delle elezioni europee in cui questa maggioranza prenderà una valanga di voti, con relative feste dei cortigiani tutti, tanto anche sul Titanic mentre affondava c’era l’orchestra che suonava.

Canti e controcanti, con un nesso

Da Repubblica.it, sulla vita nelle tendopoli dopo il terremoto:

Il regime di vita, totalmente assistito, prevede in cambio però silenzio e ridotta capacità visiva. La nota della signora N. F., che il timore di rappresaglie induce a negare la propria identità, dimorante al campo base Italtel 1: “Capisco la sicurezza, ma con questa necessità si annienta ogni libertà di espressione. Al mio campo si entra e si esce solo con un badge di identificazione. Una sera iniziai a discutere con amici della necessità di fare qualcosa, muoverci, capire. Si forma un crocchio di una decina di persone e io inizio a interrogarmi ad alta voce. Passa qualche minuto e si fa vivo il muso di una camionetta dei carabinieri. Ci spiegano che ogni assembramento avente natura politica dev’essere autorizzato e che loro, finché non fosse terminato il nostro conciliabolo, sarebbero rimasti lì ad ascoltare”.

Articolo 17 della Costituzione della Repubblica Italiana:

I cittadini hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

Urania Collezione è una collana di fantascienza, figlia della celeberrima Urania, nata con lo scopo di pubblicare il meglio che si è visto nei cinquanta e più anni della collana maggiore. Le scelte finora non sono state esaltanti, molti autori sono assenti e altri inutilmente troppo presenti. Un po’ di tempo fa, hanno pubblicato un altro libro di Ron Hubbard, il fondatore di Scientology. Questa cosa ha dato fastidio a molti, me compreso, perchè il livello letterario dell’autore è bene messo in ombra da ciò che Scientology oggi fa nel mondo, per cui insieme ad altri abbiamo protestato. Altri hanno protestato ben più fortemente, riempiendo il blog di incazzature (magari non sane, nel senso che non ne vale la pena). La vicenda è stata così descritta sullo stesso blog di Urania:

Dopo la campagna anti-hubbardiana alimentata da un sentimento di intolleranza del tutto fuori luogo rispetto alle offerte proposte da “Urania”, ci siamo così trovati alle prese con il primo significativo caso di attacco sistematico al nostro blog. A dimostrazione che la spazzatura elettronica non viaggia attraverso la rete informatica solo sulle ali dei bot, ma si serve anche di ignari ospiti umani.

Cioè, la protesta (civilissima) di chi osserva che Scientology è una setta e quindi fargli pubblicità anche se indirettamente non è una buona cosa, viene messa allo stesso livello di chi trascende e si scatena in uno scazzo più forte. Un po’ come Brunetta che dice che gli studenti che protestano sono dei guerriglieri, o Berlusconi che dice che chi lo contesta è un delinquente rosso, nemico della democrazia.

Chi protesta, è “spazzatura”. Chi è contro, è un esempio di intolleranza.

Castma setisfescion

Quando ero a Valencia, dovevo trovare un sistema per trasportare una bottiglia di vino nella valigia.

Da Lisbona avevo portato indietro quattro bottiglie di Porto, due piatti di ceramica e due azulejos. Mi era andata piuttosto bene, le azulejos s’erano frantumate, ma il vino aveva resistito: e all’idea di cosa potessero combinare quattro bottiglie di vino rosso vicino a dei vestiti avevo passato un viaggio di ritorno un po’ in tensione, così stavolta avevo escogitato di mettere la bottiglia in qualche scatola.

Sono andato al Corte Ingles, sperando che al supermercato interno vendessero anche quelle scatole di compensato dove mettere le bottiglie, ma non c’erano. Salito di quattro piani, sono arrivato al reparto cartoleria e ufficio, dove ho avuto l’idea di usare una scatola di plastica trasparente, appunto da ufficio, allo scopo. Solo che non ero sicuro che fosse adatta, così ho chiesto aiuto al commesso, un signore di cinquant’anni che come tutti i commessi di questa catena serve i clienti in giacca e cravatta.

Il commesso ha preso la scatola e mi ha chiesto di aspettare. Dopo circa cinque minuti, è tornato: era sceso di quattro piani e aveva provato varie bottiglie di vino per vedere se entravano nella scatola, concludendo che i rossi andavano bene, i rosati pure ma i bianchi non sempre.

Costo della scatola: euro tre, centesimi trenta.

A Roma, ho comprato l’abbonamento settimanale alla metro (costo, euro ventitrè). Il dialogo è stato un monologo, l’addetto non mi ha rivolto parola, non ha ricambiato il mio saluto, quando gli ho chiesto una penna per scrivere sull’abbonamento me l’ha quasi tirata contro.

In effetti, mi domando come mai in Italia ancora vengano dei turisti.

29 a 2

A New York, quando inserisci il biglietto della metropolitana, se tutto va bene ti appare la scritta “Ok”.

A Roma, ti appare la scritta “Titolo di viaggio convalidato”.

Rio boohhhhhh

Il nostro premier oggi ha visitato una scuola temporanea. Da sottolineare come i telegiornali sottolineino che si tratta di una cosa temporanea, che è per un lento-ritorno-alla-normalità, scritto con il trattino perchè è una unica parola, svuotata di ogni significato e del tutto falsa, dillo a chi non ha più niente che il fatto di potersi fare una doccia è il rientro alla normalità e poi ne riparliamo.

In questa scuola, ha anche declamato una poesia, Rio Bo. E’ la stessa poesia che declamò più di dieci anni fa, all’epoca intervistato da Zanetti al giornale radio, quando l’intervistatore gli chiese come avesse passato la serata in famiglia. I figli più piccoli di Berlusconi, infatti, sono andati in una scuola steineriana, in cui il principio educativo fondamentale è che la televisione è il diavolo, per cui la serata in famiglia va organizzata facendone a meno.

Insomma, sono passati dieci e più anni, e stiamo ancora a Rio Bo.

Ma il ritorno della storia non finisce qui, questa sarebbe una cosa da vedere  e giustiificare nell’ottica di un uomo anziano che ha ricordi più buoni delle cose successe tempo fa.

L’altra parte riguarda l’indegna idea di fare il referendum il 21 di Giugno, perchè altrimenti la Lega avrebbe fatto cadere il governo.

Ci sono considerazioni spicciole da fare del tipo: ma il PdL non doveva essere un partito che forte della sua maggioranza quasi assoluta cambiava l’Italia? E’ così forte che subisce il ricatto di un partito regionale? Oppure, sarebbe stato veramente interessante vedere la Lega che faceva cadere il governo durante una crisi economica e con gli sfollati da aiutare, Bossi è un cinico ma non un pazzo.

Ma a sentire questa cosa del senso di responsabilità del nostro premier, mi è venuto in mente come, durante la prima guerra in Iraq, il Partito Liberale avesse minacciato di far cadere il governo Andreotti in carica, e aveva rinunciato solo per il senso di responsabilità.

Una volta, di fronte a queste sparate, pur si sarebbe trovato un giornalista che avrebbe chiesto ai leghisti se sul serio sono così stronzi (o se invece sono solo quei simpatici razzisti, xenofobi ed omofobi che conosciamo) e nel caso avrebbe stigmatizzato il loro comportamento. Invece oggi i giornalisti si limitano a registrare il parere del premier, che lo ripete e tracima lui stesso da ogni telegiornale (Rio Bo). Nei vari servizietti,  lasciano intendere che la caduta del Governo (di questo Governo) sarebbe un tale male che è meglio evitare. Gli stessi giornalisti che, quando dovevano raccontare delle difficoltà del governo Prodi (governo qui minuscolo) non si capacitavano del perchè stesse ancora in piedi, mentre ha del tutto senso che stia in piedi un governo in cui uno dei due dice all’altro di speculare sui morti.

Mi pare come quelle serate al night, quando i clienti sono sbronzi o stanno già con le puttane, il capocomico ripete il numero di inizio serata e nessuno se ne accorge, tanto tra un poco si fa giorno.

Lotta a due

Pensavo che l’articolo di Panebianco fosse stato il trionfo dell’ignoranza, ma c’ha pensato Giavazzi (quello che un anno fa scriveva pensosi saggi sulla bellezza del mercato, ed è andato avanti così fin verso l’autunno) a superarlo nello scontro tra titani.

Alla fine del solito articolo da Corriere che si potrebbe riassumere in: Obama è negro quindi non capisce niente di economia, dopo aver citato l’Unione Sovietica (perchè secondo questi illuminati autori stiamo prendendo quella piega),  ha scritto infatti queste parole:

Come già ho ricordato, secondo alcuni storici dell’economia la depressione degli anni Trenta durò così a lungo anche perché il New Deal di Franklin D. Roosevelt diffuse dubbi sul futuro dell’economia di mercato e soffocò gli investimenti privati.

Che dire? A parte citare Leopardi, che diceva che i giornali sono la colpa dell’imbarbarimento della cultura?

Avanguardismo (paraculismo)

Il sindaco di Pescara viene arrestato ai domiciliari per una storia di tangenti, e si dimette. Il GIP revoca la misura degli arresti domiciliari, che aveva emesso lui stesso la settimana prima, perchè il sindaco dimettendosi ha perso la capacità di inquinare le prove. Lacrime del sindaco al tiggiuno, oggi il sindaco ha ritirato la lettera di dimissioni, però ha consegnato un certificato medico in cui risulta non in grado di amministrare la città, per cui il vice sindaco esercita il ruolo di sindaco, fino alle prossime elezioni.

Come ha detto Gore Vidal, l’Italia è un interessante esempio di avanguardia teatrale.

Maroni e l’IP unico: l’ignoranza beata al potere

Un giorno a Roberto Maroni hanno detto: che vuoi fare il ministro dell’Interno? E lui tutto gasato, la Lega, il federalismo, i prefetti, insomma gli è parso brutto dire di no. Solo che ogni tanto non ha ben chiaro di che cosa si dovrebbe occupare e, sopratutto, di cosa non si dovrebbe occupare.

Ieri ha proposto, con la allegra leggerezza dei politici italiani quando parlano di cose tecniche (cioè, senza saperne una beata fava) che ad ogni utente di Internet sia associato un singolo indirizzo IP,  in modo da rendere più semplice la determinazione di chi ci sia dietro un indirizzo, allo scopo di evitare l’uso della Rete per scopi eversivi.

Ora, proverò a fare l’elenco dei motivi per cui quello che ha detto il signor ministro sia una fregnaccia, ma non garantisco che l’elenco sia completo:

  1. Già oggi è possibile associare ad un indirizzo IP pubblico una persona che ne abbia la responsabilità per i contenuti immessi in rete tramite quell’indirizzo: questo strumento viene utilizzato quotidianamente, non è che per dire i pedofili che usano la Rete sono scoperti perchè organizzano dei meeting a Piazza Navona e arriva la polizia che fa una retata;
  2. Ad un indirizzo IP possono corrispondere più persone, è il caso di una qualsiasi azienda che, per usare un termine tecnico, natta (dall’apparecchio che lo fa, il NAT) i suoi utenti. In quei casi l’identificazione del reale utente è più complessa ma comunque, ovviamente, possibile, altrimenti i pedofili di cui sopra compirebbero i loro crimini dall’ufficio per contare sulla non rintracciabilità;
  3. La legge che impone un certo controllo, il cosidetto decreto Pisanu contro il terrorismo, è pienamente operativo e funzionante, e le soluzioni tecniche adottate per aderire alla legge sono quelle corrette, non occorrono cose basate su assurdità tecniche come l’indirizzo IP unico;
  4. Dubito che ci siano sufficienti indirizzi IP per tutti gli italiani e tutte le apparecchiature informatiche che ci sono in Italia;
  5. Ad un indirizzo IP possono corrispondere anche dispositivi automatici (un web server è un dispositivo automatico) che possono essere compromessi per inviare contenuti sovversivi. E’ anzi una modalità abbastanza tipica, e anche se gli amministratori di tali server sono responsabili di almeno mancata diligenza professionale, non arriviamo comunque ad identificare i colpevoli, che è la finalità di cui il signor ministro si preoccupa;
  6. Chi conosce la Rete e i suoi meccanismi conosce tanti, ma tanti, sistemi diversi per fare qualsiasi cosa in modo anonimo. Alcuni sono proprio popolari (usare un anonimizzatore) altri richiedono di sapere dove mettere mani. Io, che mi occupo di informatica ma non faccio certo il retarolo (espressione gergale per dire chi si occupa di reti) ne conosco alcuni, chi si occupa di rete professionalmente credo abbia intere bibliografie sull’argomento;
  7. In Cina, stato comunista (Maroni non era contrario ai comunisti?) non riescono a bloccare completamente il traffico “illegale” (secondo la definizione del governo cinese di illegalità), dubito che possano comunque riuscirci in Italia che rimane uno stato di diritto;
  8. Qualsiasi sia il sistema di autenticazione adottato, questo è sempre violabile da chi ha sufficiente interesse a farlo. Le carte di identità sono un sistema di autenticazione su cui tutti concordiamo, ma non pare riescano a fermare i mafiosi o i pedofili (peraltro, le carte italiane sono tra le più facilmente falsificabili al mondo);
  9. Anche ammesso che i punti precedenti siano aggirabili (e non lo sono) rimane che non è il ministro della Polizia che si deve occupare di come i cittadini esprimono il loro parere, casomai sarà il ministro delle Comunicazioni.

Quindi, le norme che consentono il contrasto ai delitti sociali commessi con la Rete esistono già, funzionano e consentono di perseguire i colpevoli. Non esiste un caso di un terrorista che abbia usato la Rete per i suoi proclami partendo dall’Italia (nè si vede perchè dovrebbe usarla, ci sono sistemi più semplici e più sicuri per il terrorista stesso, a meno che uno non si immagini un alqaedista che viene in Piazza San Pietro per collegarsi via wi-fi ad un computer del Vaticano, tiè giusto per sfregio)  quindi il motivo principe per cui Maroni pensa di mettere in piedi questo accrocco che peraltro non funzionerà mai non ha aderenza con la realtà.

Alla fine, i nostri politici parlano così tanto di questioni come la commissione di vigilanza Rai per un semplice motivo: è l’unica cosa di cui sanno parlare, appena affrontano queste meraviglie della tecnologia moderna, sparano cavolate a 360 gradi.

Sky continua, oltre il senso del ridicolo

E’ arrivato un altro messaggio di Sky. Ho fatto la foto al televisore che lo mostra, perchè credo che una immagine valga più di mille parole:

skymessaggio

Giuro che se mi chiamano da Sky dicendomi se mi immagino le mie tristi future serate a vedere la tv, io gli rispondo che la sera scopo.

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