Mia sorella in questi giorni ha fatto 28 anni. Se ci penso mi sembra un numero gigantesco, perchè era poco tempo fa che io avevo 28 anni, ma ero già grande, quindi lei è grande e io di più. Ciò non attenua però alcuni miei pensieri su di lei e sulla sua vita. Dopo la rottura che s’era consumata con il suo fidanzato ad Agosto (quando lui la lasciò, sic et simpliciter, durante la vacanza), dopo i suoi molti pianti ha conosciuto un altro ragazzo, un tipo opposto al primo, e anzi fin troppo opposto.
Il primo, però, è tornato alla carica, e ora inonda casa di fiori per supplicarla di tornare con lui, e mia sorella non si decide, vede l’uno, vede l’altro, ma nessuno in realtà è l’uomo per lei.
Fin qui, sarebbero le vicende d’amore di una qualsiasi giovane donna italiana, ma dentro questa casa il qualsiasi è una parola che non esiste. Infatti, mia madre ha deciso che ora ci pensa lei, visto che il primo fidanzato è una personcina perbene (parole sue, non persona, proprio personcina) e sopratutto è pieno di soldi. Quindi, mia sorella deve sposarselo, farci un figlio assieme, poi rilassarsi perchè avrà più case in cui vivere, e fare una vita da ricca signora. Mia sorella non ne vuole sapere, perchè quest’uomo è peraltro piuttosto tirchio, quindi nemmeno a dire che vedrà mai questa fortuna. In tre anni che sono stati insieme, l’ha portata al cinema una volta, e forse due al ristorante, pardon, in pizzeria.
Quest’uomo, che tanto piace a mia madre, è esattamente la copia di mio padre, ovvero un mammone di buona famiglia che non sa spendere quello che non si guadagna (mio padre distruggendo tutto, questo qui facendo il tirchio assoluto), e i tratti caratteriali in comune vanno ben oltre questo, con delle somiglianze a tratti inquietanti. Mio padre era sempre convinto di avere qualche problema al fegato, e anche questo qui per un periodo ha detto che poteva addirittura avere un male incurabile al fegato. Mio padre non ha avuto niente al fegato, e anche questo qui non ha niente.
Se mia madre avesse un equilibrio psichico normale, se ne renderebbe conto, e capirebbe che deve essere mia sorella a fare le scelte che vuole nella sua vita. Ma mia madre è pazza, e non per modo di dire o come espressione leggera, le cure che fa impediscono solo a questa sua malattia mentale di esplodere, ma in questi giorni la vedo chiaramente che è lì lì per tracimare. Sto valutando se non sia il caso di parlare con il suo neurologo e di chiedere una nuova visita, perchè i comportamenti che ha sono del tutto squilibrati.
Ogni volta che arrivano dei fiori, fa dei grandi commenti su quanto sono belli. Quando mia sorella è al telefono, si mette ad origliare. Quando mia sorella esce, vuole sapere con chi come e dove. Così il rapporto tra le due è diventato pessimo, è un continuo battibeccare, e a nulla vale il fatto che io le dica che se continua così perderà la figlia, che si allontanerà sempre di più. Due giorni fa l’ho sentita al telefono dire a mia sorella che se non avesse chiamato quello lì per dirgli che stavano insieme e che lei lo perdonava, mia madre non le avrebbe più parlato in vita sua. Allora io ho cominciato a dare in escandescenze, tanto era folle la cosa: le ho detto che è casomai mia sorella a non parlarle più, se continua così.
A me lo schema che c’è in piedi è piuttosto chiaro, e mia madre non lo dice ma lo lascia intendere: pazienza se c’ho un figlio frocio, ma tua sorella deve sposarsi e come dico io; pazienza se io ho sposato un uomo benestante ma incapace, tua sorella deve sposare di nuovo un benestante perchè non potrà andare male di nuovo, è la mia restituzione di quanto non ho avuto. Tutto questo è del tutto insopportabile, certi giorni vorrei urlarle contro che è inutile che si preoccupi della figlia, visto che tanto c’ha un figlio frocio. Perchè, poco ma sicuro, mia madre non ha quel tipo di presa su di me, non controlla la mia vita e questo perchè, anni ed anni fa, ho deciso di tenerla fuori da molte cose. Non per altro che per evitare appunto che si mettesse in mezzo, come è sempre solita fare, e come aveva già fatto in passato mettendomi contro i miei “amici” dell’epoca.
Io ho faticato molto per affrancarmi da un certo modo di comportarmi e da un certo carattere che ho preso da mia madre, perchè mia madre ha rappresentato sempre la parte più seria, onesta, lavoratrice della famiglia, essendo nel contempo introversa, taciturna, ansiosa e melanconica, e questo quando stava bene. Mio padre, all’opposto, era l’estroverso, ozioso, poco amante del lavoro. Due estremi che non sono riusciti ad amalgamarsi. E io, come figlio, poichè consideravo giusto essere lavoratore e serio, al contempo pensavo che per esserlo dovessi essere anche più introverso, con pochi amici, chiuso in me stesso. Gli anni, il dolore sperimentato sulla mia pelle, la capacità di vedere un po’ le cose da fuori, alla fine mi hanno portato ad avere degli strumenti per cui almeno me ne rendo conto di questo, e cerco di affrancarmene per la parte per cui posso.
Ma non penso che mia sorella sia così, ha un carattere molto diverso dal mio e che molto subisce il giudizio altrui. A me dà fastidio vedere che lei, che oggettivamente è una bella donna, stia a preoccuparsi tra chi scegliere dei due, quando potrebbe averne duemila. E che non possa divertirsi come crede, ma debba rendere conto nei fatti a mammà che l’aspetta, quando torna a casa, per l’interrogatorio da ufficiale della buon costume.
Così ho cercato un sentiero e un terreno con cui parlare con mia sorella, provando a fare quello che la mia terapeuta mi ha detto, considerandola una donna adulta e non una sorella. Le ho regalato per il suo compleanno anche un libro, Donne che Amano Troppo, suggerito all’epoca (oddio: all’epoca! Era pochi giorni fa) da A. Non so se è il libro che meglio descrive o dà risposte ai suoi dubbi, ma forse nemmeno vuole esserlo, è un modo per dirle che non è sola e non è strana lei, è che abbiamo una madre che ha tutte le sue infinite debolezze, e quando ne chiudi una se ne apre un’altra. Così poi, abbiamo anche parlato un attimo, lei mi ha detto che si sente a disagio a vedere sia l’uno che l’altro, perchè certo ci sta bene insieme ma poi finisce lì. E io le ho detto, vuol dire che non ami nessuno dei due, e che entrambi sono destinati a sparire. Mia sorella ha preso questa notizia con, credo di poter dire, sollievo.
E’ facile dire di dichiararsi in famiglia, ufficialmente (perchè nei fatti questo mio è il segreto di Pulcinella). Ma io non ci riesco, mi trovo ad andare contro una massa di dolori distinti e diversi che si sono stratificati nel corso dei decenni, di promesse di felicità non mantenute, di persone che non hanno avuto il ruolo che dovevano avere, e mi sembra tutto un nodo irrisolubile.
Nel tempo che scrivevo questo, di nuovo mia madre s’è fatta sotto, perchè mia sorella l’è figlia, quindi ha il diritto di sapere e di giudicare. Io le ho sbraitato contro, dicendole che perchè mia sorella sia figlia, lei deve essere madre, cosa che non è, è solo una vecchia rompicoglioni che giudica tutto.
Devo, assolutamente, aiutare mia sorella ad ignorare mia madre, per il bene di tutti.
Aggiunta: ma, non ci sono riuscito. Mia madre s’è messa in mezzo alla conversazione che avevo con mia sorella, e quando ha sentito che stavamo facendo lega, ha fatto di tutto per bloccare la cosa. E ha avuto la vergogna e l’indecenza di dire che questo qui, il primo fidanzato di mia sorella, è il figlio che lei voleva, mica uno come me, perchè illo se ne mangia cento di quelli come me. Bene, le ho fatto presente che finchè non mi chiederà scusa, potrà evitare di parlarmi, visto che le sono di così grave disturbo.
Aggiunta/2: ha detto che a questo punto pensa di riprendersi il suo ex-marito (cioè mio padre) in casa, e che io a quel punto posso anche andarmene. Beh, di sicuro se ci fosse tale gioiosa presenza in casa non potrei rimanerci, ho diritto alla mia tranquillità che mi sono faticosamente guadagnato malgrado loro e le tonnellate che mi hanno messo sulle spalle. Peccato che ora ho una tesi di dottorato da dover finire in pochissimo tempo, altrimenti toglierei subito il disturbo, la convivenza s’è fatta impossibile.
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