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Le diagnosi, qui, si fanno a occhio

Mia sorella e mio zio hanno infatti provveduto a decidere, con un semplice esame ad occhio, che mio padre sta bene. Mia sorella, in particolare, è tornata a casa pure incazzata che le avessi fatto perdere del tempo, tanto nostro padre sta benissimo. Credo che le mie urla si siano sentite in strada, poi ero talmente incazzato che sono diventato quasi afono.

Mio zio è stato un attimo più ragionevole, o meglio alla fine l’ho fatto concordare che questi comportamenti di mio padre non si spiegano se non con un qualche disturbo, che sia un leggero esaurimento o qualcosa di più grave non lo possiamo dire, ma forse una visita specialistica sarebbe necessaria. Anche perchè oggi le suore erano pronte a mettere mio padre per strada, quindi confido che mio zio sia ben consapevole che una enorme patata bollente come questa gli finirebbe tra capo e collo e dovrebbe occuparsene lui.

Come dice G., certe parentele non si possono spiegare se non con lo scambio in culla. Io vivo in una famiglia di gente completamente diversa da me, che è convinta che le malattie si vedano ad occhio, che un disturbo della personalità passi da sè, e che invece di muoversi per tempo casomai essendo troppo prudenti, aspettano il guaio. Mia sorella oggi ha avuto la, come dire, eccentricità di dire “ma se sta meglio di noi”, a cui io reagisco pensando di vivere in una candid camera. A alla fine quello strano sembro io perchè insisto che, di fronte ad uno che apre la guerra con il mondo per una mela che è sparita (pare che questo sia stato il fattore scatenante) tendo a credere che sia una patologia e non una fisiologia, tipica delle fasi iniziali di molte malattie neurologiche, quando appunto non ci si ricorda dove si sono messe le cose.

Adesso aspetto e spero che questa visita specialistica ci sia.

Due giorni vissuti pericolosamente

Domenica notte siamo andati tanto, tanto vicini alla tragedia. Mia madre camminava per casa, ha perso le forze, è caduta per terra e si è fatta un taglio in testa. Non grave, ma aprire la porta e vederla per terra in una pozza di sangue è stato drammatico. Sono stato lucido, ho fatto quello che si doveva fare, e l’abbiamo portata al pronto soccorso. La ferita alla testa non era grave, fortuna che mia madre pesa oggi 30 kg meno di due anni fa, sennò erano altri e più gravi guai, ma questo è accaduto perchè ha ingerito una dose eccessiva di ansiolitico. Lei ha detto che l’ha fatto per morire, ora se uno si vuole ammazzare non usa l’ansiolitico, è stato un modo di richiamare l’attenzione.

Allora dall’ospedale di qui siamo andati, nella notte, ad uno vicino, per un consulto psichiatrico. La dottoressa si è detta molto preoccupata, ma ha stabilito che mia madre non dovesse rimanere lì, bensì tornare qui, dove psichiatria non c’è, raccomandandoci di controllarla a vista, perchè se era un tentativo di suicidio poteva riprovarci.

Mia madre non ha mai avuto tendenze autolesioniste, e non credo che abbia cominciato ieri. Ma è grave che uno psichiatra non adotti quello che la legge impone in questi casi, cioè assicurare il paziente al letto (legarlo) se serve e imporre la terapia farmacologica necessaria tramite un trattamento obbligatorio.

Quando siamo tornati qui, è cominciata l’odissea per trovare un reparto psichiatrico. Telefonate su telefonate da parte dell’ospedale, e tutto questo fatto nella più totale disorganizzazione, alla quale io e mia sorella abbiamo provato a rispondere, contattando chiunque pensassimo potesse aiutarci.

Nonostante questo, con tutto che siamo arrivati fino all’assessore regionale, non c’è stato verso, il posto letto non usciva fuori. Mia madre continuava a stare in osservazione, senza che uno psichiatra la visitasse, e senza che un neurologo la visitasse per valutare se la caduta avesse avuto effetti o fosse stata causata da problemi psicologici.

Dopo tutto questo, alla fine l’ospedale è spuntato fuori, a circa 100 km da qui. Abbiamo pensato se, allora, non potessimo riportare mamma a casa, e farla seguire da uno psichiatra privato, insieme a una o due infermiere che la sorvegliassero a vista. Ma nessuno, degli psichiatri contattati, si è assunto la responsabilità.

Così, dopo sedici ore di attesa, è arrivata l’ambulanza che l’ha trasportata. Sì, ci sono volute sedici ore perchè l’ospedale trovasse una autoambulanza.

Siamo arrivati all’ospedale di destinazione, io e mia sorella abbiamo preso una camera in un albergo per passare la notte scorsa (non dormivamo dalla mattina di domenica e non potevamo tornare indietro), e lì abbiamo trovato una psichiatra brava, capace, competente, molto rigorosa e molto umana.

La quale si è molto turbata non per le condizioni di mia madre, ma per come l’avevano gestita fino a quel momento, dicendoci che ora le nostre energie vanno destinate ad altro, ma poi ci dovremmo far sentire. Perchè, ad esempio, quando l’ospedale di qui ha avanzato la richiesta di ricovero, non ha specificato che mia madre aveva avuto un trauma cranico, perchè se l’avesse specificato allora all’ospedale di lì non l’avrebbero accettata, visto che non hanno neurologia: se, mentre era in viaggio sull’autoambulanza o quando era lì, mia madre avesse avuto una emorragia interna, non avrebbero saputo intervenire. L’ospedale di qui ha, quindi e tra l’altro, compiuto un abuso medico, e ha redatto un falso in atto pubblico. E con loro non finisce qui.

Stamattina ci siamo svegliati lì, dopo un sonno ristoratore, io sono tornato a casa perchè avevo alcune cose da fare (notabilmente la psicoterapia, oggi seduta fiume che è stata essenziale), mia sorella torna stasera, e domani andiamo a trovarla di pomeriggio. La dottoressa che ora l’ha in cura ci ha suggerito di non andarla a trovare spesso, un po’ per evitare che noi ci stanchiamo (quando mia madre tornerà qui dovremo seguirla) e un po’ perchè dobbiamo evitare di lanciare il messaggio per cui, se lei ci manipola, noi ci facciamo manipolare.

Sempre lì, la psichiatra si è posta la domanda se mia madre non avesse avuto anche, o solo, una ischemia cerebrale che poteva causarle certi sintomi, come un intorpidimento diffuso e una certa asimmetria nei movimenti, è gravissimo che l’ospedale di qui non abbia nemmeno contemplato l’ipotesi. Io penso che mia madre abbia avuto le sue crescenti crisi maniacali-depressive, e questo le abbia causato una alterazione psicofisica che avrebbe potuto favorire un episodio ischemico, considerato che mia madre in passato ne ha sofferto, e sempre con la stessa eziologia.

In questi due giorni ho pianto molto. Ieri mattina ero sconvolto, e alcune persone con cui ho parlato hanno saputo aiutarmi. Anche e sopratutto la mia psicoterapeuta, che si è resa conto del mio terrore e ha saputo smontarlo. Non solo lei, ma anche i miei amici e in generale la mia rete relazionale, che se non ci fosse stata io sarei stato ricacciato nel consueto ruolo del bambino che non sa cosa fare di fronte alla malattia della madre.

Io penso sempre che da un male possa nascere, e nasca, un bene. Alla fine, nonostante tutto, ce la siamo cavata con poco. Mia madre credo abbia ben capito che non può scherzare con il suo stato di salute. Ora dovrà essere seguita in un certo modo, sia in termini di terapia farmacologica, che in termini di colloqui di aiuto e sostegno per identificare le componenti del suo malessere ed aiutarla a gestirli, almeno un po’ e per quanto si possa. Mia sorella è stata costretta a crescere e ad assumersi delle responsabilità, ha compiuto degli errori ma ieri sono riuscito a parlarle in modo dolce ma incisivo, grazie pure alla psichiatra che, quando stavamo parlando di nostra madre con lei, ci ha fatto parlare un po’ di noi e ha quindi aperto un ponte verso mia sorella. Io ho scoperto di poter essere lucido, anche nel momento drammatico della scoperta dell’incidente, ho avuto una crisi di panico che ho superato, e ho gestito quel maiale di mio padre, che quando ha scoperto la situazione, ha pensato di presentarsi come il salvatore della patria, perchè il suo sogno è quello di sfruttare l’occasione di debolezza di mia madre per tornare qui ed essere quello che la segue e l’aiuta a guarire, quando invece è stato lui l’origine dei mali di mia madre.

Per cui ieri ha anche fatto la scenata al pronto soccorso, prima con me che l’ho sfanculato rapidamente dicendogli che non ho tempo da perdere con lui, e a seguire con i medici di guardia, che quando hanno poi saputo che era l’ex marito (lui si presenta come il marito), si son solo lamentati di esserlo venuti a sapere tardi, altrimenti l’avrebbero fatto arrestare (e io avrei regalato loro qualcosa, in segno di gratitudine). E’ ovvio che siccome questa volta mio padre si gioca l’opportunità di tornare a casa, non può che andare in escandescenze. E’ stridente la differenza tra le persone che mi vogliono bene, e che mi hanno offerto un aiuto senza alcun atteggiamento prescrittivo, e questo personaggio qui (che ai medici del pronto soccorso ho descritto come il padre biologico, manteniamo le distanze).

Concludo questo resoconto con questo mio pensiero: in Occidente è diffuso un certo senso di superiorità verso l’Islam, e invece dovremmo capire che loro sono in molte cose assai più progrediti di noi. Per esempio, loro sanno che il maiale è maiale e che non c’è niente da fare per cavarne qualcosa di buono, per cui nemmeno lo toccano.

Spero sia la resa dei conti

Oggi mia sorella ha litigato con mia madre. Mia madre, non paga di aver inviato una lettera a NuovoFidanzato di mia sorella in cui gli diceva che VecchioFidanzato era ancora in ballo, ora l’ha direttamente chiamato al telefono, parlando con il padre di lui, dicendogli che questa relazione è solo una scusa perchè mia sorella è innamorata di VecchioFidanzato.

Questo ieri sera, oggi mia sorella ha presentato il conto a mia madre. Strilli, urla, mia sorella in lacrime, tremante come quando è morta nonna, con le mani nei capelli, riempiendo mia madre di insulti. Io ho parlato con mia sorella, l’ho abbracciata e consolata. Mi ha detto che non ce la fa più, che non capisce perchè le è toccata in sorte una madre snaturata come questa, che passa interi giorni a piangere da sola, che vorrebbe confidarsi con me ma si vergogna, che lei non è forte come me.

Io non posso accettare una cosa del genere, questa è una richiesta di aiuto. Ho detto a mia sorella alcune cose essenziali, ovvero che deve imparare a non dire niente di niente della sua vita personale a mia madre. Mentre lei casca sempre nello stesso errore, anche l’altra volta dopo la storia della lettera, sono passati un giorno forse due e già avevano fatto pace, cosa che autorizza mia madre a proseguire in questo suo modo disturbato di comportarsi. Che deve dire alle persone con cui entra in contatto che sua madre soffre di questi gravi disturbi della personalità, e che quindi devono imparare a fregarsene.

Sopratutto, le ho suggerito di andare via di casa, perchè non è possibile per lei rimanere qui. Allora, forse le ho trovato una sistemazione per i prossimi giorni, perchè lei è in ferie e non può certo rimanere in casa. Sopratutto, se ci rimane, deve essere consapevole che NuovoFidanzato la scarica, perchè se di fronte ad una madre che fa queste cose tu rimani a vivere con lei, allora vuol dire che le cose stanno come dice, e quindi è meglio farsi da parte. Mi ha commosso che mia sorella, mentre andavamo a vedere questa sistemazione temporanea, mi abbia mostrato la foto di NuovoFidanzato e mi abbia detto che è tanto carino. Mia sorella ha il diritto di amare qualcuno e di non viceversa perpetrare il modo in cui mia madre si è sposata, un matrimonio quasi imposto che l’ha resa infelice.

Poi, passati questi giorni, poichè dubito che mia madre rinsavisca, perchè il disturbo qui è di natura psicologica e si è sedimentato negli ultimi decenni, deve trovarsi una sua sistemazione fuori da questa casa, ha la sufficiente indipendenza economica per farlo.

Mia sorella è combattuta, da una parte vuole e da una parte ha paura del passo, io però credo che da una parte le devo prospettare le alternative e le conseguenze che avranno, dall’altro devo spingerla un po’ a fare questo passo, perchè altrimenti qui la situazione si fa drammatica, oggi ho visto quello che si sono dette e fatte e non è cosa da sentire su questa terra. E dopo tutto questo, mentre mia sorella parlava con me, mia madre che continuava a dire: ora torna con VecchioFidanzato, che è meglio, e poi con NuovoFidanzato ora hai rotto, come se stessimo parlando di quale scarpe indossare.

Poi è ovviamente venuto il turno tra me e mamma’, turno che si è esaurito in varie e reciproche mostruosità, e che mi dice che ormai non c’è più niente da fare, via da questa casa appena possibile. Io posso suggerire a mia sorella cosa fare, ma poi se la deve vedere lei, e io devo nel contempo tutelare me. E nel contempo, io non posso più vivere in un ambiente del genere. Come ha detto E., tanti cari saluti e tua madre ti chiamerà il giorno che sta per morire, e se ti va di andarla a trovare ci vai, ma mettiti in capo che non solo è pazza, ma che più le stai vicino e più farà la pazza.

Mia madre sta peggiorando

Ieri mia sorella è uscita con questo A. con cui da un po’ si vede. A. le ha mostrato una lettera in cui qualcuno gli dice che mia sorella non solo esce con lui, ma anche con quello di prima. La grafia della lettera è quella di mia madre, che ha scoperto quindi il nome il cognome di questo A. qui, l’indirizzo, e gli ha scritto la lettera. Mia madre ha detto a mia sorella che l’ha fatto per facilitarle il compito di lasciare A. e rimettersi con quello di prima.

Queta è la malattia mentale di mia madre. Questo è uno degli episodi che lei riesce a mettere in piedi quando sta male, e ne mette in piedi parecchi. Come abbia fatto a scoprire queste cose non lo so, ma mia sorella stamattina era in lacrime, mia madre ha ormai preso la fisionomia che ha quando la malattia comincia a devastarla. Astrattamente, dovrebbe farsi la sua puntura di aloperidolo di corsa, ma suppongo che non se la farà, o che seppure la farà non avrà l’effetto dovuto. Nel frattempo, io devo scrivere la mia tesi di dottorato.

Certo che è facile dire di dichiararsi in famiglia, se uno non conosce il contesto della mia. Io sempre più so che è meglio non averci più niente a che fare.

Mia sorella ha fatto gli anni

Mia sorella in questi giorni ha fatto 28 anni. Se ci penso mi sembra un numero gigantesco, perchè era poco tempo fa che io avevo 28 anni, ma ero già grande, quindi lei è grande e io di più. Ciò non attenua però alcuni miei pensieri su di lei e sulla sua vita. Dopo la rottura che s’era consumata con il suo fidanzato ad Agosto (quando lui la lasciò, sic et simpliciter, durante la vacanza), dopo i suoi molti pianti ha conosciuto un altro ragazzo, un tipo opposto al primo, e anzi fin troppo opposto.

Il primo, però, è tornato alla carica, e ora inonda casa di fiori per supplicarla di tornare con lui, e mia sorella non si decide, vede l’uno, vede l’altro, ma nessuno in realtà è l’uomo per lei.

Fin qui, sarebbero le vicende d’amore di una qualsiasi giovane donna italiana, ma dentro questa casa il qualsiasi è una parola che non esiste. Infatti, mia madre ha deciso che ora ci pensa lei, visto che il primo fidanzato è una personcina perbene (parole sue, non persona, proprio personcina) e sopratutto è pieno di soldi. Quindi, mia sorella deve sposarselo, farci un figlio assieme, poi rilassarsi perchè avrà più case in cui vivere, e fare una vita da ricca signora. Mia sorella non ne vuole sapere, perchè quest’uomo è peraltro piuttosto tirchio, quindi nemmeno a dire che vedrà mai questa fortuna. In tre anni che sono stati insieme, l’ha portata al cinema una volta, e forse due al ristorante, pardon, in pizzeria.

Quest’uomo, che tanto piace a mia madre, è esattamente la copia di mio padre, ovvero un mammone di buona famiglia che non sa spendere quello che non si guadagna (mio padre distruggendo tutto, questo qui facendo il tirchio assoluto), e i tratti caratteriali in comune vanno ben oltre questo, con delle somiglianze a tratti inquietanti. Mio padre era sempre convinto di avere qualche problema al fegato, e anche questo qui per un periodo ha detto che poteva addirittura avere un male incurabile al fegato. Mio padre non ha avuto niente al fegato, e anche questo qui non ha niente.

Se mia madre avesse un equilibrio psichico normale, se ne renderebbe conto, e capirebbe che deve essere mia sorella a fare le scelte che vuole nella sua vita. Ma mia madre è pazza, e non per modo di dire o come espressione leggera, le cure che fa impediscono solo a questa sua malattia mentale di esplodere, ma in questi giorni la vedo chiaramente che è lì lì per tracimare. Sto valutando se non sia il caso di parlare con il suo neurologo e di chiedere una nuova visita, perchè i comportamenti che ha sono del tutto squilibrati.

Ogni volta che arrivano dei fiori, fa dei grandi commenti su quanto sono belli. Quando mia sorella è al telefono, si mette ad origliare. Quando mia sorella esce, vuole sapere con chi come e dove. Così il rapporto tra le due è diventato pessimo, è un continuo battibeccare, e a nulla vale il fatto che io le dica che se continua così perderà la figlia, che si allontanerà sempre di più. Due giorni fa l’ho sentita al telefono dire a mia sorella che se non avesse chiamato quello lì per dirgli che stavano insieme e che lei lo perdonava, mia madre non le avrebbe più parlato in vita sua. Allora io ho cominciato a dare in escandescenze, tanto era folle la cosa: le ho detto che è casomai mia sorella a non parlarle più, se continua così.

A me lo schema che c’è in piedi è piuttosto chiaro, e mia madre non lo dice ma lo lascia intendere: pazienza se c’ho un figlio frocio, ma tua sorella deve sposarsi e come dico io; pazienza se io ho sposato un uomo benestante ma incapace, tua sorella deve sposare di nuovo un benestante perchè non potrà andare male di nuovo, è la mia restituzione di quanto non ho avuto. Tutto questo è del tutto insopportabile, certi giorni vorrei urlarle contro che è inutile che si preoccupi della figlia, visto che tanto c’ha un figlio frocio. Perchè, poco ma sicuro, mia madre non ha quel tipo di presa su di me, non controlla la mia vita e questo perchè, anni ed anni fa, ho deciso di tenerla fuori da molte cose. Non per altro che per evitare appunto che si mettesse in mezzo, come è sempre solita fare, e come aveva già fatto in passato mettendomi contro i miei “amici” dell’epoca.

Io ho faticato molto per affrancarmi da un certo modo di comportarmi e da un certo carattere che ho preso da mia madre, perchè mia madre ha rappresentato sempre la parte più seria, onesta, lavoratrice della famiglia, essendo nel contempo introversa, taciturna, ansiosa e melanconica, e questo quando stava bene. Mio padre, all’opposto, era l’estroverso, ozioso, poco amante del lavoro. Due estremi che non sono riusciti ad amalgamarsi. E io, come figlio, poichè consideravo giusto essere lavoratore e serio, al contempo pensavo che per esserlo dovessi essere anche più introverso, con pochi amici, chiuso in me stesso. Gli anni, il dolore sperimentato sulla mia pelle, la capacità di vedere un po’ le cose da fuori, alla fine mi hanno portato ad avere degli strumenti per cui almeno me ne rendo conto di questo, e cerco di affrancarmene per la parte per cui posso.

Ma non penso che mia sorella sia così, ha un carattere molto diverso dal mio e che molto subisce il giudizio altrui. A me dà fastidio vedere che lei, che oggettivamente è una bella donna, stia a preoccuparsi tra chi scegliere dei due, quando potrebbe averne duemila. E che non possa divertirsi come crede, ma debba rendere conto nei fatti a mammà che l’aspetta, quando torna a casa, per l’interrogatorio da ufficiale della buon costume.

Così ho cercato un sentiero e un terreno con cui parlare con mia sorella, provando a fare quello che la mia terapeuta mi ha detto, considerandola una donna adulta e non una sorella. Le ho regalato per il suo compleanno anche un libro, Donne che Amano Troppo, suggerito all’epoca (oddio: all’epoca! Era pochi giorni fa) da A. Non so se è il libro che meglio descrive o dà risposte ai suoi dubbi, ma forse nemmeno vuole esserlo, è un modo per dirle che non è sola e non è strana lei, è che abbiamo una madre che ha tutte le sue infinite debolezze, e quando ne chiudi una se ne apre un’altra. Così poi, abbiamo anche parlato un attimo, lei mi ha detto che si sente a disagio a vedere sia l’uno che l’altro, perchè certo ci sta bene insieme ma poi finisce lì. E io le ho detto, vuol dire che non ami nessuno dei due, e che entrambi sono destinati a sparire. Mia sorella ha preso questa notizia con, credo di poter dire, sollievo.

E’ facile dire di dichiararsi in famiglia, ufficialmente (perchè nei fatti questo mio è il segreto di Pulcinella). Ma io non ci riesco, mi trovo ad andare contro una massa di dolori distinti e diversi che si sono stratificati nel corso dei decenni, di promesse di felicità non mantenute, di persone che non hanno avuto il ruolo che dovevano avere, e mi sembra tutto un nodo irrisolubile.

Nel tempo che scrivevo questo, di nuovo mia madre s’è fatta sotto, perchè mia sorella l’è figlia, quindi ha il diritto di sapere e di giudicare. Io le ho sbraitato contro, dicendole che perchè mia sorella sia figlia, lei deve essere madre, cosa che non è, è solo una vecchia rompicoglioni che giudica tutto.

Devo, assolutamente, aiutare mia sorella ad ignorare mia madre, per il bene di tutti.

Aggiunta: ma, non ci sono riuscito. Mia madre s’è messa in mezzo alla conversazione che avevo con mia sorella, e quando ha sentito che stavamo facendo lega, ha fatto di tutto per bloccare la cosa. E ha avuto la vergogna e l’indecenza di dire che questo qui, il primo fidanzato di mia sorella, è il figlio che lei voleva, mica uno come me, perchè illo se ne mangia cento di quelli come me. Bene, le ho fatto presente che finchè non mi chiederà scusa, potrà evitare di parlarmi, visto che le sono di così grave disturbo.

Aggiunta/2: ha detto che a questo punto pensa di riprendersi il suo ex-marito (cioè mio padre) in casa, e che io a quel punto posso anche andarmene. Beh, di sicuro se ci fosse tale gioiosa presenza in casa non potrei rimanerci, ho diritto alla mia tranquillità che mi sono faticosamente guadagnato malgrado loro e le tonnellate che mi hanno messo sulle spalle. Peccato che ora ho una tesi di dottorato da dover finire in pochissimo tempo, altrimenti toglierei subito il disturbo, la convivenza s’è fatta impossibile.

Deo gratias

La telefonata di ieri che mia sorella ha fatto dalle ferie, mi ha comunicato quella che considero una buona notizia, e cioè che il fidanzato l’ha lasciata.

E’ uno stronzo, ecco perchè è una buona notizia. Un uomo più grande di lei di 10 anni, che per descriverlo in poche parole si è anche stufato della quotidianità della sua vita, e allora si prova a fare come fanno un po’ tutti gli altri e quindi sposare (e deve farlo in fretta, va verso i 40), avere dei figli, la famiglia, insomma lo svago dalla routine. Non ho dubbi sul perchè lui possa piacere a mia sorella: ha un carattere molto estroverso, gioviale e mia sorella, che invece è assai più contegnosa, deve ritrovarci qualcosa.

Solo che questo è l’aspetto più superficiale. Sotto ci sono i suoi atteggiamenti, intanto di un uomo tirchio che non la porta a cena fuori o al cinema, quando di soldi ne ha una certa quantità. Poi c’è il suo essere mammone, per cui dopo due anni di fidanzamento i due non fanno le vacanze insieme, ma insieme alla famiglia di lui, con una madre che controlla tutto e mostra degli atteggiamenti di insofferenza verso mia sorella, quando non di aperta scontrosità, tanto che la sorella di lui, ha preso mia sorella in disparte per dirle che sì, la madre è il personaggio che è, ma lei deve ignorarla. Infine, l’insensibilità crassa di dirle che ci sono aspetti di lei che non le piacciono a vacanza in corso, con lei che non può nemmeno andarsene a casa sua ma deve rimanere in uno scenario insostenibile, dove poi pare che la madre di lui non sappia cosa sia successo o forse sì, bho facciamo finta di niente sai come è, magari lo riconquisto.

Negli ultimi tempi, quando li ho visti insieme, li ho visti distanti, con la consuetudine di un’amicizia e non la fiamma della passione, per cui quanto accaduto non è stato un fulmine a ciel sereno.

Mentre lo è stato per mamma, che era convinta che mia sorella si fosse sistemata, e quindi ora ha una gran pena, oddio come faremo, ora che aveva trovato qualcuno, e sì che lei è innamorata di lui, ma guarda se doveva succedere una cosa del genere, manco che mia sorella fosse un mostro che ha ricevuto un gesto di carità. Tutti atteggiamenti che mia madre proietta su mia sorella, rendendola una donna insicura che quindi è terrorizzata ora del futuro e vuole riprendersi questo cazzone non per amore, ma per paura di star sola.

Proprio adesso, con tutto che ieri le ho spiegato e rispiegato che l’unico messaggio che deve mandare alla figlia è “fai quello che vuoi, noi siamo con te”, e quindi deve ricondurre questa vicenda ad un alveo di normalità perchè è anzi una buona notizia (nè mia madre ha potuto obiettar nulla sulle contestazioni del comportamento di lui che ho elencato, e io ne conosco la centesima parte perchè non vengo messo al corrente, sarei un ostacolo al progetto del Matrimonio del Secolo), con tutto questo le ho dovuto strillare di evitare di chiamare mia sorella al cellulare per sapere le ultime novità, perchè darebbe l’idea che sia successo qualcosa di grave e che va in qualche modo recuperato, mentre l’unica preoccupazione è se bisogna trovare un aereo per il rimpatrio.

Mia madre ha questo modo di fare verso i figli, scaricare su di loro le proprie insicurezze e costruire un mondo in cui loro sono stupidi e brutti, dei poveri disgraziati che devono campare della carità del salvatore di turno, con in più la specificità che il Matrimonio del Secolo è, nella convinzione di mia madre, una rivincita rispetto al suo matrimonio, che è stato assai infelice, mentre tutto si sta disponendo affinchè ne sia una riedizione peggiorata. Io capisco questo, perchè con grande sforzo riesco a vedermi ogni tanto da fuori e cogliere certi aspetti, mettendo quindi mia madre nella condizione di non soffocarmi con il suo amore, mia sorella è ben lontana da questo e ora, povera bambina, starà con il terrore del domani mentre la cosa migliore che potrebbe fare è andare stasera in discoteca, lasciando illo con mamma’ a vedere la tivvu’.


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