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Il ruolo del cinema omosessuale nella caduta del Muro di Berlino

Piccolo divertissement, ma sono fatti veri.

Il Muro cadde, in modo esplicito, quando il nuovo segretario del partito unico al potere nella Repubblica Democratica disse che il Muro non impediva certo il libero transito delle persone. Un giornalista dell’ANSA capì che la frase significava quello che sembrava significare, e la notizia fece il giro del mondo.

Diversi alti dirigenti del partito comunista non fecero in tempo a far niente perchè erano tutti a cinema, a vedere la prima di Coming Out, il primo film a tematica gay prodotto nella nazione. Quando la notizia si sparse in sala, il film venne prima sospeso e poi riprese, per richiesta del pubblico, che solo alla fine si riversò nelle strade per festeggiare.

Assassini di stato

285 assassini prezzolati dallo Stato Omicida, che alcuni chiamano parlamentari, hanno stabilito che non è un aggravante la componente di discriminazione sessuale nei reati di violenza. Questi signori sono tali, sono degli assassini, le cui mani sono già sporche del sangue dei gay pestati e bastonati, e lo saranno di quelle del primo morto quando il morto ci scapperà.

Siete degli schifosi assassini, delle fogne putride e dei sepolcri imbiancati; se un giorno di questi un colonnello Antonio Tejero entra in Parlamento e si mette a sparare, spero che vi faccia fuori. Però poi dovremo, come primo atto del governo golpista, stabilire che i vostri eredi non hanno diritto alla pensione che voi avete maturato per delinquere nel Parlamento Italiano, un luogo insozzato dal vostro sudiciume morale che dovrà essere disinfettato. Ma con voi dentro, perchè se vi asfissiate come le termiti non ci sarà che da festeggiare.

Quanto alla Binetti, sei null’altro una stronza schifosa che è troppo tempo che non scopa e hai bisogno di un branco di senegalesi che ti tolgano tutti gli sfizi.

Seguono immagini bellissime che spero si verifichino in fretta in Italia.

A noi piace duro

Nella deriva mignottocratica di questa morente (Seconda) Repubblica, è venuto il turno di Sandro Biondi, da qualche giorno al centro delle cronache per essere il protagonista, nemmeno troppo mascherato, giusto il nome un po’ storpiato, di Il pesce rosso non abita più qui, in cui si raccontano le sue peripezie erotico-sessuali con una cassiera di supermercato, a cui aveva promesso un posto alle elezioni in cambio di favori sessuali: la pubblicazione del libro dimostra che il posto non l’ha avuto.

Sandro Bondi si è recentemente separato dalla moglie, ha ufficializzato la sua relazione con un’altra donna, ma nell’ultimo anno ha trovato anche il tempo di fare “sesso” con la cassiera.

Pare che il ministro la ricevesse con indosso un accappatoio bianco, in albergo, e raggiungesse l’orgasmo masturbandosi mentre lei gli leccava…un cazzo! diranno subito i miei lettori – no, mentre gli leccava i seni, dalla stessa definiti “femminei”. La scena di Sandro Bondi che si spippetta mentre una gli lecca i capezzoli è degna degli orrori di Lovecraft, credo che l’emersione del Grande Chtulhu non sia stato un orrore più forte.

Nel libro (i cui capitoli sono intitolati come gli sms che il ministro mandava: per celebrare il grande amore: magari la finiremo di dire che Sandro Bondi è un grande poeta, una fregnaccia compiacente e servile verso il potere) c’è però un passaggio che descrive il rapporto di Berlusconi con Bondi. Il ministro dai femminei seni dice che Berlusconi ha sempre bisogno di circondarsi di nuovi adoratori, buttando via i cortigiani della generazione precedente. Ed in effetti Forza Italia è stato un partito in cui ci sono state ondate di fedelissimi (Martino, Del Debbio, Urbani) poi caduti in disgrazia, perchè il Sovrano vuole sempre nuovi adulatori. Berlusconi è un anti-Mida, che distrugge tutto quello che tocca e che porta con se la consapevolezza di essere un uomo vecchio, che ha visto in faccia il suo ritratto alla Dorian Gray.

Fa un po’ pena, Sandro Bondi, quando cerca di emulare il suo re adottando nell’intimità alcuni esteriori comportamenti, come l’accappatoio bianco in cui solo vestito riceve le amanti.

Fa un po’ schifo, Sandro Bondi, quando va al Family Day per difendere la famiglia contro le unioni gay.

Siamo un po’ scemi, noi gay, che davanti a questa gente ci difendiamo parlando di sentimenti, come se loro potessero mai capire cosa significhi questa parola. Dovremmo adottare un linguaggio più comprensibile per questi piccoli repressi di provincia dai seni femminei, inoriginali anche nell’espressione della sessualità.

Dovremmo essere consapevoli che noi gay siamo superiori a questi poveretti: perchè vedi Sandro, a te piacerà farti leccare i seni femminei; ma a me piace farmi leccare il cazzo duro come il marmo, e questa è la differenza che mi mette, ontologicamente, un gradino sopra te.

Ma capita solo a me?

Ieri me ne stavo in spiaggia, quando si è appalesato P., con cui avevo avuto un breve flirt un anno fa; finì dopo un paio di settimane, visto il suo carattere molto permaloso e una sua certa tendenza non solo alla libertà sessuale, ma al farmelo sapere, un comportamento almeno stupido che mi fece passare qualsiasi voglia di frequentarlo.

Appunto, ieri è venuto da me, mi aveva riconosciuto, e così siamo stati un po’ a parlare, anzi un po’ qualche ora.

Così, in questa conversazione, P. mi dice che dopo me ha avuto una relazione, durata sei mesi, che è terminata perchè l’altro era un ragazzo più giovane e più immaturo. Che in questo  tempo ha molto ripensato a me, e che era venuto a salutarmi perchè non poteva che soccombere al mio magnetismo (verbatim), e che si era reso conto di che cosa avesse avuto tra le mani quando ha avuto me, e di che cosa avesse quindi perso; tutto detto da una persona permalosa e con un’alta (e non del tutto immeritata) considerazione di sè.

Era pure evidente che sarebbe ben stato pronto a fare tutto il sesso del mondo con me, e anche se la prospettiva mi ha solleticato, gli ho detto che non sarebbe stato giusto e opportuno nè per lui nè per me.

Non so quanto il suo discorso fosse superficiale, un’adesione ad un improvviso moto dell’anima; che certo se così tanto gli mancavo poteva chiamarmi, piuttosto che struggersi e fare professione di umiltà in spiaggia il giorno che mi ha incrociato. (Sempre il gusto del mondo gay di fare l’eroina sfigata e non l’uomo che affronta la vita.)

So invece che questo meccanismo – ora che ti ho perso so quanto ho perso – è per me quasi una costante, e che pericolosamente solletica una componente presuntuosa di me, che mi fa pensare di essere il miglior partito; cosa che sicuramente non è. Insomma, un po’ mi pare di essere sempre la sora Camilla, che tutti la vogliono ma nessuno se la piglia.

Certo, è evidente che quest’anno non è passato invano, santa psicoterapia sempre benedetta, perchè nella conoscenza che sto avendo adesso non ho messo in piedi esattamente gli stessi meccanismi, non ci sono state le stesse dinamiche, che ci sono stati con P. un anno fa, come lui stesso ha notato, con sorpresa. Però rimangono dei tratti di fondo, che certo non sono ancora domati e ancora mi condizionano.

Uno degli episodi scatenanti che mi hanno fatto cominciare la terapia fu quando O. mi disse: “sei uno schianto a letto, un bono assoluto, di una intelligenza fuori dal comune, di grande sensibilità e dolcezza, quindi non ti voglio più vedere”. E a parte la considerazione quasi banale che non sono queste cose, il punto era che se per lui le ero allora il rapporto avrebbe dovuto proseguire, e non essere “quindi” interrotto. Riscontro che il tempo e il lavoro che faccio su di me non passa invano, se una volta una frase come quella di O. era fonte di turbamento, ora una cosa quasi uguale detta da P. è motivo di riflessione più finalizzata e meno orientata a gonfiare il pavone che è in me.

Però non posso non chiedermi: capita solo a me, oppure è tipico delle relazioni che finiscono il rimpianto buttato addosso all’incolpevole ex?

“Del tutto”

Dal New York Times di oggi:

Both strategies make political sense. Gay-rights activists are irritated with Obama, but time is on their side. Gay marriage is marching through liberal states (last week, Maine; soon, New York), and public opinion, steadily tilting in its direction, seems to be tilting faster in the last six months. On a national level, the issue still cuts against liberalism — but less so with every passing day. By pushing gay-rights debates off until later in his presidency, Obama is almost certainly making them easier to win.

Poi, per dire, uno accende la televisione italiana e sente Casini dire che gli ammazzamenti di quelli che chiedevano asilo in Italia (non sono respingimenti, sono ammazzamenti, appena Gheddafi potrà metterci mani sopra se ne sbarazzerà con tutta la mostruosità che gli è propria) non sono una cosa sbagliata del tutto (dice proprio così: del tutto) sono un modo per mandare un segnale. Un po’ come dire che un incesto su una figlia minorenne non sarebbe del tutto sbagliato (del tutto) di fronte ad una pagella piena di insufficienze.

Come la sensazione di essere in un manicomio.


Il duro giudizio della storia

Alcuni anni fa, buoni cinque, conobbi un tipo. Uno strafigo assoluto, tipo un metro e novanta di corpo definito, moro con gli occhi azzurri, che non sapevi dove mettere le mani e pensavi solo che volevi essere come la dea Kalì tanto ogni centimetro di quel fisico scolpito era una promessa di delizie. Il sesso fu strepitoso, no anzi più che strepitoso, e mi ricordo che questo qui nel mentre urlava di piacere ma una cosa quasi imbarazzante, credo che l’abbiano sentito per strada. Tanto che io ero quasi intimidito e, come dire, rallentai il ritmo che altrimenti ci sentivano per tutto il quartiere.

Poi ci siamo persi di vista, c’è da dire che tanto il sesso era strepitoso quanto il dopo sesso era bruttino, probabilmente giocava a mio sfavore la mia inesperienza, e insomma lui è rimasto nei miei ricordi nella categoria dei boni assoluti.

Qualche giorno fa la mia attenzione (cioè, i miei ormoni) sono stati catturati da un profilo di uno strafigo, che in effetti gli assomiglia molto. Così abbiamo cominciato a chattare, e io se da una parte pensavo che fosse la stessa persona dall’altra avevo dei dubbi, un po’ perchè comunque sono passati cinque anni e io sono già poco fisionomista di mio, un po’ perchè alcune delle cose che diceva non si legavano a quanto ricordassi di lui.

Poi alla fine mi ha chiesto lui qualcosa, e così ho avuto conferma che era esattamente lo stesso bono di cui sopra. Se non fosse che il mio orgoglio di maschio è stato messo ko quando mi ha detto: ma abbiamo fatto sesso? Non me lo ricordo.

In ricordo di Massimo Consoli

Certe volte ho dei leggeri lampi di ottimismo per la situazione dei diritti gay in Italia.

Perchè capita che un sindaco a dir poco di destra di un paesotto che non brilla per progressismo, organizzi questa mostra qui per ricordare Massimo Consoli, con tanto di manifesti per la cittadina e comunicazione del patrocinio del ministero delle pari opportunità (a conferma di quanto detto da tempo e cioè che la Carfagna sta lì solo a fare la foglia di fico, chi capisce e fa lì dentro è la Matone).

Chi ci viene?

Sconvolgenti scoperte romane

Racconterò in un post successivo della bella giornata di oggi trascorsa con il signor SacherFire, ora volevo scrivere brevemente di un evento straordinario che si è verificato a Roma. E’ qualcosa di incredibile, difficilmente spiegabile, che sfida le leggi dell’universo così come lo conosciamo.

Il contenuto di questo post potrebbe turbare le persone più sensibili (oltrechè quelle solari)  per cui prima di leggerlo controllate che: a) i CD di Madonna siano tutti riposti al sicuro, per evitare che li buttiate alla finestra in un attimo di sconforto; b) le cinture di Roberto Cavalli e Dolce e Gabbana siano accuratamente ordinate nell’armadio già divise per colore, per evitare che domani, ancora turbati, possiate avere difficoltà a decidere cosa mettere addosso; c) gli abbonamenti a Me2, GayRomeo e Gaydar siano già stati rinnovati, la vergogna potrebbe domani impedirvi di fare alcunchè e in certi momenti una chat può aiutare.

Ora che siete pronti, proseguite nella lettura.

Ho conosciuto un tizio che è archeologo, sta addirittura concludendo il dottorato in archeologia, ed è eterosessuale.

Oh sia chiaro, non ho alcun interesse sessuale verso di lui, l’eccezionalità dell’evento è rappresentata dal fatto di essere, ripeto perchè mi rendo conto che è difficile da credere, archeologo ED eterosessuale.

E’ il primo che mi capita in una lunga teoria di archeologi tutti della parrocchia, ed in effetti la cosa era così clamorosa che non ho potuto non contattare G. e chiedergli cosa ne pensasse. Lui dice che nella vita tutto può succedere e tutto ci può stare, anche se gli pare comunque molto strano ed insolito, mi ha chiesto se avessi capito bene che fosse archeologo ED eterosessuale, gli ho detto che ho escusso SacherFire al riguardo per averne conferma e pare proprio che sia così.

Quando avrò ulteriori notizie al riguardo non tarderò a postarle, come servizio per tutta la comunità gay che non dubito possa rimanere scioccata, per cui vorrei fornire un messaggio di utilità sociale:

anche se potrebbero esistere delle eccezioni, usualmente gli archeologi di Roma sono in genere gay. Mantenete la calma, non cancellate numeri di telefono o contatti di posta elettronica, il fenomeno appare circoscritto ad un solo caso.

Funziona

Domenica sera ho conosciuto un ragazzo. Anzi, un bel ragazzo. Anzi, molto bello. Il corteggiamento telematico è andato avanti per alcuni mesi, non che ogni giorno gli dicessi qualcosa, ma quando capitava che lo vedevo online gli mandavo un messaggio. Ad un certo punto mi ha pure detto che no, non ero proprio il suo tipo. Ho proseguito, così Domenica ci siamo visti, dopo cena, una cosa organizzata all’ultimo momento. E’ la persona con cui più sono stato caparbio.

Primo pensiero che avevo mentre andavo da lui, è che è un tipo che ama provocare. Le foto che ha messo in giro non sono pornografiche, ma erotiche sicuramente sì, anzi mi ha raccontato compiaciuto che c’ha pure perso tempo a farle, con le luci giuste e quant’altro. Ho pensato, mentre andavo, che se gli piaceva provocare l’avrei lasciato fare, in fondo volevo conoscerlo.

Ci siamo visti, l’idea iniziale era di vedere un film in DVD, siamo invece stati a parlare per tre ore, finchè non si è fatto veramente tardi. Ad un certo punto, ci siamo guardati e tutti e due abbiamo pensato che in quel momento sarebbe stato previsto del sesso, siamo rimasti un attimo in imbarazzo e abbiamo proseguito a parlare.

Ho colto, in tutta la serata, come cercassimo un terreno comune, e ce n’è. Facciamo praticamente lo stesso lavoro, e con la stessa mentalità, andiamo tutti e due in palestra (wow, un gay a cui puoi dire ossido nitrico senza che pensi che sia una crema di bellezza). Mi ha colpito come alla fine della serata lui si sia più lasciato andare, dicendomi delle cose che mi hanno dato l’immagine di una persona che forse ha perso qualcosa che stava costruendo da tempo, come una relazione, e che questo l’abbia reso un po’ suscettibile verso certi commenti non proprio felici che gli erano capitati in una occasione sociale.

Mi ha colpito che mi abbia ricevuto come mi aveva annunciato, in pigiama. Un ragazzo che perde tempo a mettere le luci giuste e che poi si mostra in un modo così intimo. Che ad un certo punto mi dice: una volta io odiavo i gay effeminati, poi ho capito che lo facevo perchè temevo la mia parte femminile.

Non: tutti abbiamo una parte femminile, frase facile, ma: io ho una parte femminile. Il tabù assoluto dei gay, detto in un primo incontro. Da uno peraltro che proprio non è effeminato, anzi è decisamente un bel maschio (l’ho già detto, mi sa). Tutto a spiegare come, guarda un po’, dietro questo atteggiamento provocatorio, sorretto da un fisico adatto al ruolo, ci sia qualcuno un po’ più solo di quanto te lo immagineresti, che non ha problemi a trovare sesso ma che a volte vorrebbe proprio l’intimità del pigiama e non l’erotismo della maglietta aderente.

Ci siamo salutati, e sono tornato a casa contento e pieno di energie. Canticchiavo.

Poi il giorno dopo gli ho dato il mio numero di telefono fisso, perchè lui lavora in un provider telefonico e poteva dirmi alcune cose sulla mia ADSL. Di queste cose, non me ne potrebbe fregare un cavolo di meno, ma è stato un gesto che ho scelto di fare perchè io di lui so nome, cognome ed indirizzo e volevo che sapesse lo stesso di me come gesto di fiducia, non mi andava di essere solo un nome e un nickname. Infatti mi ha risposto, con una mail in cui mi dava tutti i dati del mio abbonamento telefonico. Mail spedita al mio indirizzo di posta all’università, che non gli avevo dato e che ha trovato da solo. L’ho detto, è un ragazzo molto sveglio.

E l’indomani ho scelto di fare una cosa per me nuova: ho scelto di non disperdere queste energie positive, andando a trombare col primo che passava. E, quanto al primo, c’è stato il primo, il secondo il terzo e così via, ormai sono come Figaro, tutti mi cercano tutti mi vogliono, ma quanto sei bello, quanto sei carino, quanto mi piaci. Pare che sia io quello che ha fatto delle nuove foto con le luci giuste.

E’ più semplice: le energie positive chiamano quelle positive (ed ahimè quelle negative risuonano con quelle negative). Solo che quando uno ha queste energie positive, improvvisamente si sente come se avesse un capitale mai avuto prima, è come se ti scoprissi ricco, e la prima cosa che ti viene da fare è quella di disperderle. Mi è successo in passato, e l’effetto è stato quello del proverbiale passaggio dalle stelle alle stalle. Stavolta no, ho deciso di continuare a rimanere in questa condizione psicologica. Se ho preferito aspettare con questo bell’uomo, credo proprio che possa aspettare chiunque altro.

Tutto questo si può dire in un più semplice modo: la psicoterapia funziona.

Promozioni

Dunque, GayRomeo mi ha dato dei codici per regalare degli abbonamenti completi a dei nuovi iscritti, durano sei mesi passati i quali si diventa iscritti normali. Ne ho tre per ora, se qualcuno li vuole mi scriva nei commenti, lo contatterò alla mail che avrà indicato. (First come, first served)

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