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“Del tutto”

Dal New York Times di oggi:

Both strategies make political sense. Gay-rights activists are irritated with Obama, but time is on their side. Gay marriage is marching through liberal states (last week, Maine; soon, New York), and public opinion, steadily tilting in its direction, seems to be tilting faster in the last six months. On a national level, the issue still cuts against liberalism — but less so with every passing day. By pushing gay-rights debates off until later in his presidency, Obama is almost certainly making them easier to win.

Poi, per dire, uno accende la televisione italiana e sente Casini dire che gli ammazzamenti di quelli che chiedevano asilo in Italia (non sono respingimenti, sono ammazzamenti, appena Gheddafi potrà metterci mani sopra se ne sbarazzerà con tutta la mostruosità che gli è propria) non sono una cosa sbagliata del tutto (dice proprio così: del tutto) sono un modo per mandare un segnale. Un po’ come dire che un incesto su una figlia minorenne non sarebbe del tutto sbagliato (del tutto) di fronte ad una pagella piena di insufficienze.

Come la sensazione di essere in un manicomio.


Il duro giudizio della storia

Alcuni anni fa, buoni cinque, conobbi un tipo. Uno strafigo assoluto, tipo un metro e novanta di corpo definito, moro con gli occhi azzurri, che non sapevi dove mettere le mani e pensavi solo che volevi essere come la dea Kalì tanto ogni centimetro di quel fisico scolpito era una promessa di delizie. Il sesso fu strepitoso, no anzi più che strepitoso, e mi ricordo che questo qui nel mentre urlava di piacere ma una cosa quasi imbarazzante, credo che l’abbiano sentito per strada. Tanto che io ero quasi intimidito e, come dire, rallentai il ritmo che altrimenti ci sentivano per tutto il quartiere.

Poi ci siamo persi di vista, c’è da dire che tanto il sesso era strepitoso quanto il dopo sesso era bruttino, probabilmente giocava a mio sfavore la mia inesperienza, e insomma lui è rimasto nei miei ricordi nella categoria dei boni assoluti.

Qualche giorno fa la mia attenzione (cioè, i miei ormoni) sono stati catturati da un profilo di uno strafigo, che in effetti gli assomiglia molto. Così abbiamo cominciato a chattare, e io se da una parte pensavo che fosse la stessa persona dall’altra avevo dei dubbi, un po’ perchè comunque sono passati cinque anni e io sono già poco fisionomista di mio, un po’ perchè alcune delle cose che diceva non si legavano a quanto ricordassi di lui.

Poi alla fine mi ha chiesto lui qualcosa, e così ho avuto conferma che era esattamente lo stesso bono di cui sopra. Se non fosse che il mio orgoglio di maschio è stato messo ko quando mi ha detto: ma abbiamo fatto sesso? Non me lo ricordo.

In ricordo di Massimo Consoli

Certe volte ho dei leggeri lampi di ottimismo per la situazione dei diritti gay in Italia.

Perchè capita che un sindaco a dir poco di destra di un paesotto che non brilla per progressismo, organizzi questa mostra qui per ricordare Massimo Consoli, con tanto di manifesti per la cittadina e comunicazione del patrocinio del ministero delle pari opportunità (a conferma di quanto detto da tempo e cioè che la Carfagna sta lì solo a fare la foglia di fico, chi capisce e fa lì dentro è la Matone).

Chi ci viene?

Sconvolgenti scoperte romane

Racconterò in un post successivo della bella giornata di oggi trascorsa con il signor SacherFire, ora volevo scrivere brevemente di un evento straordinario che si è verificato a Roma. E’ qualcosa di incredibile, difficilmente spiegabile, che sfida le leggi dell’universo così come lo conosciamo.

Il contenuto di questo post potrebbe turbare le persone più sensibili (oltrechè quelle solari)  per cui prima di leggerlo controllate che: a) i CD di Madonna siano tutti riposti al sicuro, per evitare che li buttiate alla finestra in un attimo di sconforto; b) le cinture di Roberto Cavalli e Dolce e Gabbana siano accuratamente ordinate nell’armadio già divise per colore, per evitare che domani, ancora turbati, possiate avere difficoltà a decidere cosa mettere addosso; c) gli abbonamenti a Me2, GayRomeo e Gaydar siano già stati rinnovati, la vergogna potrebbe domani impedirvi di fare alcunchè e in certi momenti una chat può aiutare.

Ora che siete pronti, proseguite nella lettura.

Ho conosciuto un tizio che è archeologo, sta addirittura concludendo il dottorato in archeologia, ed è eterosessuale.

Oh sia chiaro, non ho alcun interesse sessuale verso di lui, l’eccezionalità dell’evento è rappresentata dal fatto di essere, ripeto perchè mi rendo conto che è difficile da credere, archeologo ED eterosessuale.

E’ il primo che mi capita in una lunga teoria di archeologi tutti della parrocchia, ed in effetti la cosa era così clamorosa che non ho potuto non contattare G. e chiedergli cosa ne pensasse. Lui dice che nella vita tutto può succedere e tutto ci può stare, anche se gli pare comunque molto strano ed insolito, mi ha chiesto se avessi capito bene che fosse archeologo ED eterosessuale, gli ho detto che ho escusso SacherFire al riguardo per averne conferma e pare proprio che sia così.

Quando avrò ulteriori notizie al riguardo non tarderò a postarle, come servizio per tutta la comunità gay che non dubito possa rimanere scioccata, per cui vorrei fornire un messaggio di utilità sociale:

anche se potrebbero esistere delle eccezioni, usualmente gli archeologi di Roma sono in genere gay. Mantenete la calma, non cancellate numeri di telefono o contatti di posta elettronica, il fenomeno appare circoscritto ad un solo caso.

Funziona

Domenica sera ho conosciuto un ragazzo. Anzi, un bel ragazzo. Anzi, molto bello. Il corteggiamento telematico è andato avanti per alcuni mesi, non che ogni giorno gli dicessi qualcosa, ma quando capitava che lo vedevo online gli mandavo un messaggio. Ad un certo punto mi ha pure detto che no, non ero proprio il suo tipo. Ho proseguito, così Domenica ci siamo visti, dopo cena, una cosa organizzata all’ultimo momento. E’ la persona con cui più sono stato caparbio.

Primo pensiero che avevo mentre andavo da lui, è che è un tipo che ama provocare. Le foto che ha messo in giro non sono pornografiche, ma erotiche sicuramente sì, anzi mi ha raccontato compiaciuto che c’ha pure perso tempo a farle, con le luci giuste e quant’altro. Ho pensato, mentre andavo, che se gli piaceva provocare l’avrei lasciato fare, in fondo volevo conoscerlo.

Ci siamo visti, l’idea iniziale era di vedere un film in DVD, siamo invece stati a parlare per tre ore, finchè non si è fatto veramente tardi. Ad un certo punto, ci siamo guardati e tutti e due abbiamo pensato che in quel momento sarebbe stato previsto del sesso, siamo rimasti un attimo in imbarazzo e abbiamo proseguito a parlare.

Ho colto, in tutta la serata, come cercassimo un terreno comune, e ce n’è. Facciamo praticamente lo stesso lavoro, e con la stessa mentalità, andiamo tutti e due in palestra (wow, un gay a cui puoi dire ossido nitrico senza che pensi che sia una crema di bellezza). Mi ha colpito come alla fine della serata lui si sia più lasciato andare, dicendomi delle cose che mi hanno dato l’immagine di una persona che forse ha perso qualcosa che stava costruendo da tempo, come una relazione, e che questo l’abbia reso un po’ suscettibile verso certi commenti non proprio felici che gli erano capitati in una occasione sociale.

Mi ha colpito che mi abbia ricevuto come mi aveva annunciato, in pigiama. Un ragazzo che perde tempo a mettere le luci giuste e che poi si mostra in un modo così intimo. Che ad un certo punto mi dice: una volta io odiavo i gay effeminati, poi ho capito che lo facevo perchè temevo la mia parte femminile.

Non: tutti abbiamo una parte femminile, frase facile, ma: io ho una parte femminile. Il tabù assoluto dei gay, detto in un primo incontro. Da uno peraltro che proprio non è effeminato, anzi è decisamente un bel maschio (l’ho già detto, mi sa). Tutto a spiegare come, guarda un po’, dietro questo atteggiamento provocatorio, sorretto da un fisico adatto al ruolo, ci sia qualcuno un po’ più solo di quanto te lo immagineresti, che non ha problemi a trovare sesso ma che a volte vorrebbe proprio l’intimità del pigiama e non l’erotismo della maglietta aderente.

Ci siamo salutati, e sono tornato a casa contento e pieno di energie. Canticchiavo.

Poi il giorno dopo gli ho dato il mio numero di telefono fisso, perchè lui lavora in un provider telefonico e poteva dirmi alcune cose sulla mia ADSL. Di queste cose, non me ne potrebbe fregare un cavolo di meno, ma è stato un gesto che ho scelto di fare perchè io di lui so nome, cognome ed indirizzo e volevo che sapesse lo stesso di me come gesto di fiducia, non mi andava di essere solo un nome e un nickname. Infatti mi ha risposto, con una mail in cui mi dava tutti i dati del mio abbonamento telefonico. Mail spedita al mio indirizzo di posta all’università, che non gli avevo dato e che ha trovato da solo. L’ho detto, è un ragazzo molto sveglio.

E l’indomani ho scelto di fare una cosa per me nuova: ho scelto di non disperdere queste energie positive, andando a trombare col primo che passava. E, quanto al primo, c’è stato il primo, il secondo il terzo e così via, ormai sono come Figaro, tutti mi cercano tutti mi vogliono, ma quanto sei bello, quanto sei carino, quanto mi piaci. Pare che sia io quello che ha fatto delle nuove foto con le luci giuste.

E’ più semplice: le energie positive chiamano quelle positive (ed ahimè quelle negative risuonano con quelle negative). Solo che quando uno ha queste energie positive, improvvisamente si sente come se avesse un capitale mai avuto prima, è come se ti scoprissi ricco, e la prima cosa che ti viene da fare è quella di disperderle. Mi è successo in passato, e l’effetto è stato quello del proverbiale passaggio dalle stelle alle stalle. Stavolta no, ho deciso di continuare a rimanere in questa condizione psicologica. Se ho preferito aspettare con questo bell’uomo, credo proprio che possa aspettare chiunque altro.

Tutto questo si può dire in un più semplice modo: la psicoterapia funziona.

Promozioni

Dunque, GayRomeo mi ha dato dei codici per regalare degli abbonamenti completi a dei nuovi iscritti, durano sei mesi passati i quali si diventa iscritti normali. Ne ho tre per ora, se qualcuno li vuole mi scriva nei commenti, lo contatterò alla mail che avrà indicato. (First come, first served)

Yo soy He-man!

He-man era chiaramente un cartone proto-gay. Questo maschione tutto pieno di muscoli, super-abbronzato, con il caschetto biondo,  va in giro praticamente in mutande, non ha una fidanzata, e il suo segreto è conosciuto solo dai suoi amici più cari e non dalla famiglia. La sigla italiana è nella memoria di tutti quelli di noi che l’hanno vista (altro che Power Rangers!) ma questa spagnola è in qualche modo esaltante anch’essa.

Yo soy He-man!

Modesta proposta

Circa due anni fa, eravamo in vacanza con G. e una coppia di suoi amici in un paesino ino-ino dell’Andalusia, credo che in quel periodo dell’anno fossimo gli unici turisti. Questi due amici si sono tenuti un attimo mano nella mano, cosa che deve aver indispettito qualcuno. Infatti, mentre eravamo nel centro della piazza arriva un tizio, e segue questo dialogo (in spagnolo”:

Tizio: “Salve, sono il presidente dell’associazione dei gay e delle lesbiche andaluse”

G.:”E perchè me lo viene a dire?”
Tizio: “Perchè sono il presidente, non volete far parte di questa associazione?”
G.:”Direi di no”
Tizio (dopo un attimo di pausa): “Comunque, sia chiaro che a me piacciono le donne”
G.:”Buon per lei”

Mentre questo dialogo avveniva, è durato più di quanto io mi ricordi, io mi ero leggermente spostato, in modo da vedere il suddetto tizio di lato, perchè aveva una mano in tasca e ho pensato il peggio, giusto pronto per saltargli addosso appena avesse estratto qualcosa.

Un altro episodio capitò a Roma, mentre con G. (è un altro G.) camminavamo mano nella mano (che cariiiiiniiiii). Passa un’auto con quattro ragazzi a bordo, e uno di loro urla “A frociiii!”. G. gli urlò qualcosa del tipo “Tua sorella”, io credo mi limitai a fare il gesto del dito medio.

Ora, per dire. Ognuno ha il suo carattere, e sicuramente essere alto un metro e novanta aiuta. Però, forse, dico forse, bisognerebbe cominciare a pensare a qualche associazione gay che facesse qualche corso di autodifesa, giusto per fare due occhi neri ai prossimi coglioni che vanno in gruppo.

(e, per quel che conta, sono convinto al cento per cento che tutti questi episodi nei dintorni del Coming Out siano originati da un gruppo di residenti, perchè se uno volesse cercare i punti di ritrovo gay non si limiterebbe al Coming Out, giusto d’estate a Roma c’è il gay village, aivoglia a gente da insultare).

Il nuovo che avanza: aridateci la DC

I gggiovani del PD hanno pubblicato il loro manifesto programmatico. Fa schifo, ma pesantemente, come ha perfettamente analizzato Angolosbocco in questo brillante, di par suo, post. Riguardo ai diritti dei gay, sappiatelo che veniamo dopo il diritto alla privacy, e il tutto è condensato in “garanzie di libertà negli orientamenti sessuali”, cioè se sei frocio ti garantiamo che non vieni preso a bastonate, ma guarda come siamo moderni noi gggiovani del PD, sotto sotto ci fai schifo, brutto pederasta busone, ma noi siamo gggiovani e ti tolleriamo.

Qualcuno sopprima il PD.

Possiamo farlo tutti, non votandolo, e dicendolo di non votare. Il partito omofobo di sinistra è una porcata che deve essere annientata.

Per una tassonomia degli annunci sui siti di incontro gay

Per quanto un sito di annunci gay sembri una specie di miniera di occasioni, in realtà alla fine gli annunci che ci si possono trovare sopra sono riassumibili in poche categorie. Ho individuato le seguenti:

Recenti scottati. Vanno da un soft “di nuovo single” (scritto per far capire che a) si cerca una consolazione fisica a buon mercato e b) si è una persona in grado di avere una relazione, quindi un ottimo partito: ora che la reazione ad una rottura sia quello di condividere il fatto prima e il letto poi con uno sconosciuto dovrebbe già far pensare) a quelli che dicono no ai traditori, a chi mente, a chi non si impegna, a chi fa sesso con le finestre aperte, a chi mangia l’aglio, ognuno di questi ha la sua fissazione e guai a provare a chiedergli il perchè, è colpa tua se l’ex li tradiva con i cavalli nelle scuderie del castello dove sono andati a fare la luna di miele.

Anti-riflessivi. Fanno troppa fatica a pensare a loro, per cui in genere il loro profilo è: chiedimi quello che vuoi sapere, non sono bravo a parlare di me, non mi va di raccontarmi, preferisco farlo dal vivo. Seppur con fasi alterne, hanno mediamente una capacità di comprensione di loro stessi quasi nulla, e sono quindi anche poco in grado di rispondere a qualsiasi domanda che uno gli faccia (io tipicamente gli chiedo che ora è, del resto dicono chiedimi qualsiasi cosa) perchè in realtà sperano solo che gli si chiedano centimetri, posizioni, zona, orari.

Cerco amici. Loro cercano gli amici. Hanno degli amici. Gli amici sono importanti. Innanzitutto diventiamo amici. In genere nel profilo ci sono foto del loro culo, da varie angolazioni, e un elenco minuzioso delle pratiche sessuali preferite e delle dimensioni minime richieste per essere amici. Se ospiti è meglio, hai mai visto due amici che vanno al cinema a vedere un film?

Decapitati. Soffrono di una grave menomazione, per cui non hanno la testa e il viso. Se vuoi parlare con loro, devi inviare almeno cinque tue foto, recenti, di dimensioni adatte a fare da sfondo del desktop, ma non puoi chiedere altrettanto, loro sono riservati, non dichiarati, insospettabili, non si fidano. Eventualmente, ma lo fanno in via eccezionale, puoi sperare di vedere una loro foto formato francobollo via msn, in genere con occhiali da sole, in penombra e in secondo piano, ma tanto basta l’idea. Una delle sottospecie è quella dei famosi gente che ha posizioni di prestigio nella società (tipo, uno che era direttore tecnico di una palestra) vede tante persone ogni giorno e quindi, capisci, non si può esporre.

Numerologi. Il loro profilo è una cosa del tipo “180×75x20″, dove il primo numero è l’altezza in centimetri, il secondo il peso e il terzo la dimensione del membro virile (peraltro presa partendo dal perineo). Eventualmente specificano la zona, il ruolo, gli orari, ma questo tendono a non farlo sempre, perchè metti che escludono qualcuno sarebbe un’occasione persa.

Messaggiatori folli. Se gli chiedi che ora è, come si chiamano, come va, le previsioni del tempo, i numeri del lotto, i primi tre versetti dell’Apocalisse, insomma qualsiasi sia la domanda la risposta è il loro account su msn. Interessante esempio di finocchia post-industriale, passano le giornate al lavoro chattando in continuazione (con lo stupore di persone come me che quando lavorano, con tutto che lavorano con il computer, non hanno proprio tempo) e hanno in genere nella rubrica diverse centinaia di nomi. Riescono anche a fare dieci conversazioni in contemporanea, del tipo “come va? che tempo fa? come stai?” impiegando due ore per dire cose che richiederebbero due minuti, ma è un modo per passare la giornata. Sono del tutto non in grado di scrivere un’e-mail, anzi si rifiutano perchè non si fidano a mandare in giro foto (cosa che a me diverte moltissimo, il mio client msn conserva tutte le foto che uno mette nel profilo e registra tutte le webcam).

Riflessivi. Il loro profilo contiene una o più delle seguenti parole, separate da virgole: timido, testardo, solare, riflessivo, allegro, divertente, ironico, pulito, sportivo, socievole, espansivo. Hanno chiaramente un carattere perfetto, sono il meglio su piazza,  stranamente nessuno se li è ancora presi. Alcuni esemplari dei Riflessivi evolvono nel genere Anti-riflessivi, e viceversa, tanto che taluni postulano che i due siano lo stesso tipo, che prende ora un lato e ora l’altro, giusto per pescare con due reti diverse.

Belli. Niente da fare, sono bellissimi. Sempre fisici mozzafiato, appartamenti al centro da 200 metri quadri, posti di lavoro da favola, ricchi di famiglia, intelligenza superiore alla media, cinque lingue parlate, un arnese che Rocco Siffredi ci pensa due volte prima di vantarsi, straordinari amatori. Per cui, quello che hai visto al battuage in ginocchio a bocca aperta sperando che qualcuno abusasse di lui era un sosia, artatamente messo in giro da qualche cospirazione di cui sono vittime. In ogni caso, non sperare di avvicinarti se non sei almeno bono, che loro non hanno tempo da perdere. Il fatto che siano soli come cani non  li aiuta a pensare che tutto questo figo non devono essere.

Un baedeker per me. Specie che si incontra solo se vivi in una città d’arte, tipicamente sono turisti che cercano qualcuno che gli faccia da guida nella città, mostrandogli i monumenti, i posti dove andare, dove si mangia meglio e tutte quelle piccole e grandi informazioni che rendono la vacanza più bella, anzi se puoi trovargli un biglietto per la tal mostra gli faresti proprio un favore. Non è chiaro nè perchè non si comprino una guida turistica, nè perchè pensino che gli altri hanno tempo da perdere a spupazzarli in giro.

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