E’ il miglior riassunto possibile della candidatura di Grillini a sindaco di Roma per i Socialisti.
Grillini, cominciamo da lui, è stato per anni, decenni, il presidente dell’Arcigay, l’associazione degli imprenditori gay, cioè di quella gente che sui locali gay ha fatto i miliardi. Grazie all’Arcigay, l’Italia è l’unico paese democratico al mondo in cui i froci sono schedati, ed è l’unico paese al mondo dove, se vuoi metterti a pecora per farti sfondare da un negro in sauna, devi essere iscritto all’associazione.
Grillini, dopo anni di onorato servizio, s’è giustamente dato alla politica nazionale, dove non ha concluso niente (avrebbe potuto proporre, chessò, un abbattimento delle tasse che i suoi amici imprenditori pagano, ma non c’è riuscito) e allora sta cercando uno sbocco. Dopo la parentesi, da ricordare, della sua storia d’amore con il ventenne con il fisico scolpito ma che gli cita Seneca (o Orazio, non ricordo) a memoria, elemento di colore in tutta la vicenda.
Chi poteva incontrare Grillini, nel suo tentativo di mantenere una poltrona? Ovviamente non altri che i Socialisti di Boselli, quell’inutile e patetica scusa di partito che negli ultimi dieci anni s’è alleato con chiunque capitasse, in modo da mettere insieme i voti sufficienti per tirare a campare. Ci sono state alleanze con i Verdi, Rinnovamento Italiano, poi infine la Rosa nel Pugno, con la fuga dei radicali che hanno lasciato Enricuccio solo.
Allora Boselli, che ha uno scopo essenziale, trovare una poltrona da onorevole (ai socialisti piace il lavoro, quello altrui sopratutto), ha ben pensato di proporre un’alleanza a Clemente Mastella da Ceppaloni, che almeno in Campania avrebbe preso quel 4% alla Camera che gli avrebbe garantito (al sor Enrico) la permanenza in Parlamento, dove avrebbe potuto pensosamente discutere dell’importanza del pensiero socialista in Italia, in particolare del suo pensiero socialista.
Ma il sor Clemente, è per caso quello che, quando il governo Prodi ha presentato i DiCo, li ha bocciati facendo cadere la maggioranza? E’ per caso quello che ha fermato il disegno di legge contro le violenze omofobe? E’ insomma quello che ha bloccato gli unici due provvedimenti presi nella storia d’Italia a difesa dei gay?
Sììììììì (da dire, con lo stesso tono che uno ha quando il negro di cui sopra comincia a stantuffare). E Boselli ha trovato ora un nuovo mercato elettorale, quello dei froci stantuffati, a cui promette e parla di diritti civili, senza avere la minima vergogna, anzi coprendosi di ridicolo quando dice che Mastella sarebbe stato candidato per una battaglia di garantismo. Beh, a ben vedere, il garantismo del suo posto in Parlamento, per le ragioni del socialismo ecc…
Sìììììììì. Allora, Boselli e Grillini non potevano che incontrarsi, e Grillini non poteva che finire candidato sindaco a Roma, dove grasso che cola se prende lui un posto in consiglio comunale, ma almeno Boselli può sperare di raccattare qualche voto a livello nazionale, perchè di frocie che penseranno ai Socialisti come al partito pro-gay ce ne sarà pure qualcuna (non che i gay che votino socialisti siano frocie, ma l’equazione che interessa a Boselli è un’altra).
Così, Grillini ha presentato la sua candidatura, ovviamente non in un posto come una biblioteca comunale, una sala convegni, macchè, tutti al Muccassassina, perchè la cosa è talmente ridicola che non c’è motivo di prenderla sul serio. Però, alcune delle frocie di cui sopra, potranno trovare anche simpatica l’idea del Muccassassina, e poi con l’occasione magari fare o farsi fare un raspone durante la serata.
Questa è la candidatura di Grillini, uno che è entrato prima in Sinistra Democratica, quindi con una idea comunista in testa, e poi si è messo coi Socialisti, le due incompatibili tradizioni della sinistra italiana. Poco conta poi che alcune associazioni gay lo appoggino e altre no, è sempre una questione appunto imprenditoriale, c’è gente che fa i milioni con questa o quella iniziativa di visibilità estiva (ovvero: frocie che ballano a culo di fuori; oh, a me il culo piace parecchio, ma direi che è un tipo di visibilità abbastanza autoreferenziale) e ovviamente teme di non poterlo fare più, pure io se fossi un imprenditore gay di queste cose mi preoccuperei.
Il resto, l’idea di prendere voti al primo turno in misura sufficiente da condizionare Rutelli al secondo, è degna o di un analfabeta della politica (perchè se prendesse il dieci per cento forse dei voti potrebbe succedere) o di uno che mente sapendo di mentire.
Chi sarebbe stato un vero candidato? Aldo Busi.
E ora, tutti insieme, riflettiamo sulle ragioni del socialismo e diciamo: sìììììììììììììììììììììììììììì.
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