Ho scoperto questa rivendita di libri usati, a Viale Mazzini (tra piazza Mazzini e l’ufficio postale, questo è un elenco di rivenditori di libri usati che ho scoperto adesso). Un negozio piccolo piccolo, pieno di libri che spuntano da un po’ tutte le parti, con alcune cose messe in vendita anche in strada.
Inizialmente ho preso una raccolta di racconti di fantascienza ad 1 euro (prezzo di copertina: 5,10 euro), poi ho cominciato a sospettare che l’avessi già, e quando a casa ne ho avuto la conferma il giorno dopo gli ho chiesto se poteva sostituirmelo: mi son così preso Furore di Steinbeck, nell’edizione che all’epoca fece Repubblica, quindi rilegata, con copertina rigida e sovraccoperta (giusto qualche anno fa Repubblica faceva iniziative come questa, oggi il motivo d’acquisto del giornale parrebbe essere sapere che a Berlusconi non gli si rizza naturaliter, giusto per dire come siamo precipitati in basso; che io sono sempre stato leopardiano nel pensare che i giornali sono i principali responsabili dello scadimento della cultura, e trovo motivi per avere ragione del mio snobismo).
Scelto un po’ a caso, vicino c’erano altri libri della stessa collana; ho sgamato anche delle guide della Lonely Planet come nuove (però Bali no, non mi interessa particolarmente).
Il proprietario è molto cortese, l’euro in più che sarebbe costato il secondo libro me l’ha abbuonato per ora, glielo darò al prossimo acquisto.
Mi fa pensare un po’ tutto questo: ora che tutto si sta congegnando perchè io cambi posto di lavoro, mi capita di trovare queste piccole perle che a prima vista, quando sono arrivato lì, erano passate inosservate; piccole perle che danno non un senso al tutto, ma quel gusto che scopri quando vai in un ristorante e mangi un piatto un po’ diverso dal solito e da quello che ti aspettavi di trovare; poi quel sapore e quel gusto, quell’emozione della scoperta, ti rimangono ben dopo essere uscito dal ristorante.


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