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Lo scudo fiscale e il Partito delle Deiezioni

Lo scudo fiscale sta per essere varato da Sonnellino, dopo il voto del Parlamento.

La norma è stata venduta dai corifei ai telegiornali allineati come una cosa sensata: piuttosto che rinunciare a prendere qualsiasi somma su dei soldi che sono all’estero, prendiamo il 5%, tutto di guadagnato.

Se fino a qualche anno fa il segreto bancario era tale che non c’erano speranze o quasi di poter scovare e tassare con la multa prevista del 50% i capitali finiti all’estero, oggi il segreto bancario sta cadendo in tutto il mondo. La Svizzera e San Marino, per dire due dei principali paradisi fiscali usati dagli italiani, stanno cedendo, anche in modo clamoroso. L’UBS ha consegnato al governo americano un lungo elenco di conti correnti di cittadini statunitensi, e questi pagheranno ben più del 5% di multa (secondo una voce insistentemente riportata da Dagospia, non è un caso che Sergio Marchionne, attuale illuminatissimo amministratore delegato di Fiat, sia stato vicepresidente dell’UBS durante questo accordo e abbia ottenuto la Chrysler dal governo americano).

Così, con lo scudo fiscale, si è ridotta di dieci volte la multa che gli esportatori illegali di valuta all’estero si troveranno ad affrontare: non “si troverebbero”, perchè una volta che cade il segreto bancario l’accertamento è un atto di routine, e chi ha il conto corrente oltralpe viene pizzicato senza problemi. Tanto che questo scudo fiscale consente, a chi ha soldi in paesi che hanno accettato le nuove regole OCSE sulla trasparenza delle operazioni finanziarie, di lasciarli anche lì, perchè dare fatica al commendator Brambilla di spostare i soldi in Italia?

Alcuni soldi, comunque, torneranno in Italia. Anzi, un mucchio di soldi. Questi soldi che torneranno saranno a quel punto necessariamente investiti, e l’unico modo sarà nel mattone. Nel precedente scudo fiscale, i prezzi delle case sono esplosi di più nelle zone dove maggiori sono stati i rientri dei fondi dall’estero. Sarebbe stato molto più sensato che il supersconto sulla multa fosse valso solo in cambio di investimenti produttivi: allora si poteva dire che piuttosto che lasciare i soldi all’estero dove non producevano posti di lavoro italiani, era meglio farli rientrare. Invece in questo modo si sta solo consentendo di lavare i soldi.

“Lavare” perchè lo scudo fiscale fornisce anche l’immunità penale. Aldilà degli aspetti costituzionali, è il punto politico che è schifoso. L’immunità è tale che non c’è l’obbligo per le banche italiane in cui tornano i soldi di adottare la normativa antiriciclaggio. Così, anche i soldi della mafia, anzi delle mafie italiane e straniere, potranno tornare in Italia, ed essere fruttuosamente investiti non solo nell’edilizia (poi se piove e a Messina ci scappano 50 morti ci spiace tanto) ma anche nel traffico di droga, nella prostituzione, nel racket dei commercianti, nel traffico di rifiuti tossici.

Tutte belle iniziative che creano, queste sì, tanti posti di lavoro. Poi gli utili di tali attività commerciali potranno essere giustamente investiti nel mattone, per continuare a garantire che la ‘ndrangheta sia il principale proprietario immobiliare d’Italia. Se poi i prezzi delle case esploderanno, e molte persone non potranno comprarsene una, ma a chi vuoi che gliene freghi, gliene faremo fare una abusiva, sanata tramite apposito condono, e via alla prossima inondazione, così questi rompicoglioni muoiono pure, tanto li abbiamo spremuti finchè abbiamo potuto. Come dice Trilussa, “il popolo cojone risparmiato dar cannone“.

Dinnanzi a questo sfascio, cosa fa il PD? Invece di essere compattamente presente in aula lascia i suoi liberi, e tu guarda i casi della vita, manca proprio quel sufficiente numero di deputati che ha consentito il passaggio della norma: se le opposizioni fossero state al completo, la Camera avrebbe dato voto contrario, il decreto sarebbe decaduto, e la mafia non si sarebbe arricchita.

Giammai! Devono avere detto al Partito delle Deiezioni. Un conto è strillare contro il grande pericolo democratico Berlusconi, contro il bavaglio all’informazione (ah, qualcuno ha notato la coincidenza che il giorno della manifestazione per la libertà di stampa, voluta da Repubblica, un tribunale civile ha dato ragione alla Cir che di Repubblica è proprietaria, nella vicenda del lodo Mondadori, con una penale a Fininvest di 750milioni di euro?), contro lo scudo fiscale che aiuta i mafiosi, contro le lottizzazioni alla RAI.

Però, Silvio, nun te preoccupa’, che qua semo tutti amici, quando te serve una mano, a te e agli amici tuoi, non hai che da chiedere: “sò cugini e fra parenti nun se fanno i complimenti“.

Io, dopo questo episodio, non voglio sapere più niente del Partito delle Deiezioni. Sarò disposto ad andare a votare un candidato segretario alle primarie solo se questo candidato, come primo atto della sua segreteria, provvederà ad espellere dal gruppo del PD gli assenti a questa votazione parlamentare che ha rafforzato significativamente il potere della mafia in Italia.

Fino ed in assenza di tale iniziativa, per me i tre candidati segretari sono conniventi con questa iniziativa di supporto all’illegalità, e quindi non meritano il mio voto. A cominciare dal senatore Marino, che ha indicato come segretaria nel Lazio l’onorevole Ileana Argentin, anch’essa assente nella votazione.

Trenitalia ci fa il 10% in più

Per il viaggio di ritorno di questo fine settimana, l’unico treno disponibile era un Intercity Night. Ok, prenotiamo sul sito di Trenitalia: è stata un’esperienza. Il sito, evidentemente perfido, mi portava all’ultima schermata per dirmi che non c’erano posti disponibili, e alla fine ho potuto solo prendere un posto a sedere, senza prenotazione. Non fidandomi della cosa, sono oggi andato in stazione (quindici minuti di fila, anzi mi è andata bene) dove l’addetta mi ha spiegato che quel “senza prenotazione” vuol dire che se non c’è posto non salgo sul treno o se salgo rimango in piedi, per le otto ore del viaggio notturno. Allora ho chiesto di cambiare il biglietto in uno con prenotazione, e magia magia i posti erano disponibili, ovviamente con un sovrapprezzo di cinque euro (tra cambio del biglietto e diritto di prenotazione). Ma, già che c’ero, perchè non prendere una cuccetta, per soli altri 18 euro?

Il punto è che io la cuccetta l’avrei presa anche sul sito di Trenitalia, ma l’operazione non era possibile. Così, oltre a guadagnare due euro per l’obbligo di prenotazione, Trenitalia ha guadagnato altri tre euro per il cambio biglietto, il che corrisponde ad un aumento del prezzo del biglietto di circa il 10% che, magia magia, non risulta in nessun rilevamento delle tariffe, perchè non è una tariffa in senso stretto.

Una legge che andava fatta, no?

Grazie, grazie a tutti

“Non mi preoccupa il Berlusconi in sè, mi preoccupa il Berlusconi in me” (Giorgio Gaber)

(Articolo).

Una giornata nel segno di Silvio

Oggi il nostro premier ha iniziato la sua intensa giornata politica con una intervista tappetino ad un programma di famiglia (non della famiglia, proprio un programma di cui lui è l’editore) sfidando le agguerrite domande del cronista che, quando l’ha sentito dire che è stato lui a suggerire ad Obama il piano da 700 miliardi per salvare l’economia USA non sono non gli ha chiesto:

  • ma lei non aveva suggerito ad Obama qualcosa riguardo l’abbronzatura?
  • e ora che quel piano è stato riscritto perchè nella versione originale faceva schifo, lei si sente in colpa?

ma nemmeno si è messo a ridere. Poi, siccome l’intervista era sicuramente pregna (e bisognava recuperare l’assenza dal video di Silvio, che ha avuto la febbre) questa è stata ritrasmessa durante tutto il giorno, acciocchè il popolo potesse bearsi anche solo della estatica contemplazione.

Nell’intervista, il nostro premier ha detto che stanno arrivando degli aiuti per il “bianco” intendendo gli elettrodomestici della cucina. Ora, il telespettatore distratto, ingenuo o fiducioso (o anche disperato, che è il passo sucessivo) potrebbe pure pensare che sia una buona cosa. Solo che nessuno gli dice cosa ci sta dietro.

Dietro ci sta che la Indesit ha deciso di chiudere lo stabilmento di None, in Piemonte, che produce lavastoviglie e che dà lavoro a 600 dipendenti.

Questa notizia non è stata data da nessun telegiornale in mano a Silvio (quindi si esclude il TG3 che l’ha detta, ma un po’ vergognanosi, che ora ci sta il rinnovo dei direttori di TG e vacci a sapere se gli prende la mosca al naso) probabilmente per non rovinare l’estatica visione di cui sopra.

E questo personaggio che ci governa pensa che la chiusura dello stabilimento si eviti incentivando l’acquisto delle lavastoviglie. E nessuno osserva con il dovuto disgusto che alla notizia della chiusura dello stabilimento il titolo Indesit in Borsa ha guadagnato l’11%, perchè a questi figli di puttana che fanno i trader la crisi dei mercati non ha insegnato niente, e non capisco perchè non si colga l’occasione per fare una pulizia furiosa e savonarolesca di queste strutture. Almeno Obama sta pensando ad un procuratore speciale che li vada a prendere e mettere dentro.

A completare la giornata dedicata al nostro premier, segnalo questo articolo di Totentanz sulla chiusura di un call center che lavorava per un canale televisivo di Berlusconi. Ah, quel canale è stato reso possibile grazie al digitale terrestre, che abbiamo finanziato tutti con le nostre tasse.

Avanguardismo (paraculismo)

Il sindaco di Pescara viene arrestato ai domiciliari per una storia di tangenti, e si dimette. Il GIP revoca la misura degli arresti domiciliari, che aveva emesso lui stesso la settimana prima, perchè il sindaco dimettendosi ha perso la capacità di inquinare le prove. Lacrime del sindaco al tiggiuno, oggi il sindaco ha ritirato la lettera di dimissioni, però ha consegnato un certificato medico in cui risulta non in grado di amministrare la città, per cui il vice sindaco esercita il ruolo di sindaco, fino alle prossime elezioni.

Come ha detto Gore Vidal, l’Italia è un interessante esempio di avanguardia teatrale.

Non è che questi 14 anni siano passati invano

Nel 1992 si parlava delle tangenti al Comune di Napoli e si diceva: sono coinvolti politici di tutti i partiti.

Oggi si parla di tangenti al Comune di Napoli e si dice: sono coinvolti politici di entrambi i partiti.

La semplificazione è una gran cosa.

CAI chiede ulteriori 300 milioni di euro per Alitalia

Del resto, se hanno già ottenuto oltre un miliardo in più rispetto all’offerta Air France (che si sarebbe accollata i debiti di Alitalia), perchè non rilanciare e arrotondare il bottino il gruzzolo?

Dopo uno si domanda perchè studenti e ricercatori stanno in piazza. Sarà che siamo un pochino incazzati che i soldi per Alitalia vengono dai tagli alla ricerca, ovvero che per spartirsi la torta tra i soliti noti si taglino le gambe al futuro di questo Paese?

Qualcuno ha notato che Sistema 21, la holding di Benetton, ha enormi problemi a varare l’aumento di capitale che era garantito da Goldman Sachs, che ora sta come sta e non tanto bene? E tutto questo con la società Autostrade che è indietro di alcuni miliardi di euro nei lavori che, come concessionario della rete, si era impegnata a fare?

Sky mi aveva fatto smettere di sognare

Mi sono abbonato all’allora D+ nel lontano Dicembre 1999. Era una cosa fantastica, lo feci per vedermi Star Trek: Deep Space Nine in inglese sottotitolato e passai così dal mondo dei telefilm della Rai, trasmessi ogni tanto in orario ed ordine casuale, con un pessimo doppiaggio, al prodotto originale, trasmesso alle 21:00.

C’erano delle pecche, perlopiù la compressione adottata era molto alta e quindi le immagini si vedevano relativamente bene, ma c’era comunque il senso di partecipare ad una cosa che era un fatto innanzitutto culturale. Che fosse Star Trek o qualcos’altro, il giorno dopo se ne parlava. Attraversai poi il periodo della pirateria, rimanendo uno di quelli che pagava (anche perchè piratando avrei avuto accesso al calcio, di cui non me ne importava niente, e ai film porno con Rocco Siffredi, che mi avrebbero causato un certo qual senso di inadeguatezza). Dopo qualche anno arrivò Sky, in molti eravamo contenti perchè sognavamo la straordinaria qualità dell’offerta di Sky UK.

All’inizio la partenza fu in effetti con il botto, potevi passare una giornata a vedere Fox TV, i documentari di History Channel erano eccellenti, tutta la scelta era abbondante. Poi, piano piano, le cose sono andate peggiorando. History Channel ha cominciato a trasmettere delle docu-fiction, cioè attori che interpretano personaggi e vivono situazioni storiche, una cosa sicuramente ottima per il pubblico americano ma noi italiani avremmo varie migliaia di location storiche di cui parlare. Fox e gli altri hanno cominciato a riempirsi di pubblicità. I sottotitoli in inglese sono spariti e lo stesso doppio audio non è sempre presente. Gli stessi film su Sky Cinema hanno la sigla alterata dalla presenza di quei sottopancia e riquadri che annunciano il prossimo film. La guida alla programmazione è una pubblicazione approssimativa e la programmazione stessa è casuale, non sono riusciti dopo dieci anni a stabilire un principio del tipo “il martedì si fa un film di questo tipo, una retrospettiva su questo autore”. L’unica cosa che ho visto in questi ultimi mesi è stato In Treatment, ma anch’esso massacrato dalla scellerata idea di trasmettere una puntata al giorno, per cui alla fine l’ho perso.

Insomma Sky ha preso tutti i vizi delle tv gratuite, e mi rendo conto che ora pago 38 euro al mese per avere zero in cambio. Con la stessa cifra potrei noleggiare una quantità industriale di DVD, comprare addirittura il cofanetto di una stagione, oppure abbonarmi ai canali del digitale terrestre di Mediaset. Mi scoccia molto la sola idea di finanziare Berlusconi, ma alcuni di quei canali sono fatti molto bene, e sono anzi i canali che Sky avrebbe dovuto creare in questi anni, quando invece ha messo delle porcate tipo Axn, Fantasy, quello dedicato al pubblico maschile di cui nemmeno ricordo il nome, canali con un segnale molto compresso (per cui è tutto una tonalità di grigio) e con una programmazione del tipo “ai maschi piace la figa”, quindi carrellate di grandi successi della commedia sexy degli anni ‘70, telefilm di serie B e così via.

Ieri allora li ho chiamati per salutarli, e mi sono indispettito perchè l’operatrice, per quanto cortese, mi ha detto che secondo loro dovrei anche pagare le spese amministrative per la fine anticipata del contratto, quando la legge Bersani stabilisce termini ben diversi, e in particolare che eventuali spese amministrative per la fine del contratto debbano essere prima approvate da me (perchè se invece di 60 euro me ne avessero chiesti 6mila?) e poi debbano essere documentate al centesimo, per cui nella disdetta che gli ho mandato oggi gli ho intanto ricordato che mi devono rendere entro trenta giorni il deposito cauzionale che si pagava all’epoca (non so nemmeno se il ricevitore sia il mio o il loro, ma nel dubbio glielo restituirò tanto è una inutile scatola vuota) e li ho diffidati dal chiedere qualsiasi somma in base ad interpretazioni irragionevoli della legge.

Il prossimo passo sarà l’acquisto di un ricevitore satellitare per i canali in chiaro. Oggi un oggetto del genere costa 50 euro, nel lontano Dicembre 1999 veniva dal mezzo milione di lire in su.

Il progresso, sempre tardi arriva.

Epifani, buttati a fiume

Il piano di Air France che avrebbe salvato Alitalia, e che sarebbe costato a tutti noi molti miliardi di euro di meno di questa CAI-porcata, venne bocciato non tanto da Berlusconi quanto dai sindacati, tutti quanti, che vollero stabilire semplicemente un punto di principio: in Italia non si fa nulla se il sindacato non vuole.

Oggi Epifani in una intervista a Repubblica dà prova di una faccia tosta assoluta, degna di un sindacalista dirigente nazionale, per cui ora si potrebbe vendere Alitalia agli stranieri. Alla domanda del giornalista di Repubblica, che si sarà spero vergognato di una intervista che è stata fatta in ginocchio, sul perchè prima Air France era brutta ed ora è bella, l’ineffabile Epifani dice:

Ma voglio ricordare che Spinetta, allora, pose due condizioni per acquistare Alitalia: la prima era in effetti il consenso del sindacato, e lì noi non trovammo l’intesa sui livelli occupazionali, ma la seconda era il via libera del governo in carica e di quello che, di lì a poco, avrebbe vinto le elezioni. Berlusconi aveva la vittoria in tasca, e fu lui a costruire la compagna elettorale sullo slogan “non passa lo straniero”

Cioè, traducendo: ci siamo fidati di Berlusconi, eravamo d’accordo, tanto Prodi stava per andarsene e quindi noi abbiamo pensato ad aprire innanzitutto un conflitto con il nuovo governo, e poi con Berlusconi sapevamo che si poteva fare la solita italietta degli assistiti statali a vita, mentre Prodi si permetteva pure di parlare di libero mercato, e a noi Berlusconi sotto sotto ci piace tanto, perchè tra banditi riusciamo sempre a metterci d’accordo.

Ora, ogni lavoratore Alitalia che vede lo spettro del fallimento nei prossimi giorni ha tutto il diritto di prendere a sputi Epifani e spero che lo faccia, è un personaggio squallido e lontano anni luce dalla moralità di Cofferati, Trentin e Lama, un azzeccagarbugli della politica che pensa solo a piantare il paletto del suo potere, fregandosene di chi quel potere gli ha dato.

Il risultato delle azioni di questa sciagura di sindacalista è che il 60% degli italiani dice che la colpa del fallimento di Alitalia è dei sindacati, ed è difficile dare loro torto, il prode Guglielo ha sputtanato il sindacato, mandato Alitalia fallita e aiutato Berlusconi a passare per il salvatore della patria.

Ultima aggiunta, mi domando se l’opposizione a Berlusconi possa essere incarnata da Di Pietro, che riguardo all’accordo con CAI parla di un evidente danno erariale da parte di un gruppo di imprenditori che hanno fedine penali nemmeno linde, mentre Uolter se ne stà  a New York, lui che non parla inglese, a firmare venticinque di numero copie del suo libro. Se voleva fare il letterato, è ancora a tempo a togliersi pure lui dalle palle.

I piloti Alitalia: povere stelle!

Il piano di salvataggio di Alitalia costerà a noi contribuenti italiani almeno 3 miliardi e mezzo di euro, se ce la caviamo. Attualmente Alitalia ha debiti per poco più di un miliardo di euro, e le sue attività (aerei, slot, terreni, palazzi) varranno pur qualche centinaio di milioni, quindi a farla fallire spenderemmo meno di un miliardo, un decisivo risparmio.

Sarebbe un problema per molte famiglie che in Alitalia lavorano, quindi ha certamente senso che la collettività metta mano al portafogli.

Sarebbe però gradito che ci fosse una analoga sensibilità da parte di quelli che in Alitalia ci lavorano, e che hanno per anni assistito allo sfascio fregandosene, tanto potevano accumulare privilegi su privilegi.

Primi tra tutti, i piloti Alitalia. Per fare il pilota civile, la modalità più semplice era quella di fare il pilota militare, farsi così pagare dall’Aeronautica il costoso addestramento (siamo nell’ordine di alcuni milioni di euro) e poi sgattaiolare appena possibile per i migliori stipendi dei piloti civili. Alla fine Alitalia era una compagnia pubblica, quindi lo Stato poteva anche tollerare, e il fatto che i piloti Alitalia siano tecnicamente molto bravi deriva proprio da questo. Sono quasi tutti di destra ed estrema destra, ma insomma nessuno è perfetto.

Poi certo, hanno cominciato ad accumulare privilegi su privilegi, dalla quattordicesima busta paga alla giornata di riposo, che non dura 24 ore bensì 33,  con il settore cargo che  per 5 aerei di numero ha 130 piloti (non ricordo i numeri con esattezza ma la proporzione è questa). Nel settore cargo venivano infatti confinati i piloti che era meglio non guidassero più gli aerei passeggeri, perchè il licenziamento era un tabù.

Ora che i soldi sono finiti, i piloti hanno cominciato a fare le barricate, vogliono un tavolo di trattativa a parte, rifiutano di rinunciare alla quattordicesima, e anzi i loro combattivi rappresentanti sindacali dicono che se è così, è meglio che Alitalia fallisca.

Oh, quasi quasi. Così risparmiamo subito alcuni miliardi di euro (che, per citare Totò “non sono pochi”) e poi vuoi mettere la soddisfazione di vedere questa gente costretta a trovarsi un altro lavoro? Quando uno ricco come Puff Daddy ha dovuto rinunciare all’aereo privato che gli costava troppo? Potranno intraprendere alcune nuove professioni, pare che il posto di maestro in una scuola elementare sia anche molto ambito di questi tempi.


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