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Come si fa l’outing negli USA

A Larry Flint (l’editore di numerose riviste soft-porno) non piace molto Rick Perry, che è attualmente ben piazzato nella corsa alle primarie del Partito Repubblicano, per le presidenziali dell’anno prossimo.

Quindi, Larry Flint ha pubblicato un annuncio su alcuni giornali, in cui promette 1 milione di dollari a chi si farà avanti dichiarando di avere avuto un incontro sessuale (gay o etero) con il suddetto candidato (qui)

Ecco, mi sembra la migliore e perfetta rappresentazione di come sia gestito il contrasto tra vita pubblica e vita privata negli USA, a definitiva risposta dei gay-coglioni-in-politica (che sono la quasi totalità) che subito si sono stracciati le vesti per la nostra assai più piccola simpatica iniziativa.

Aldo Busi sull’outing

(sono talmente d’accordo con quanto scrive che lo riporto in grassetto)

(ah, per i commenti del tipo: vogliamo le prove; mi basta sapere che uno di questi c’ha esplicitamente provato con un mio amico, aldilà di ogni dubbio di atteggiamento o di affidabilità dell’amico, quindi evitiamo di rompere, grazie)

Aldo Busi per Dagospia

Bene, oggi 23 settembre, tramite quegli attivisti anonimi specialisti nell’outing telematico, dovremmo avere la promessa lista dei primi dieci politici o uomini pubblici italiani, quali giornalisti, artisti, ecclesiastici che, omosessuali o, come si dice disgraziatamente da un quarant’anni a questa parte, gay, si macchiano del crimine dell’omofobia, cioè che contribuiscono, notamente in Parlamento e nelle chiese e nei giornali e nelle televisioni, ad affossare ogni legge favorevole ai diritti delle persone dello stesso sesso desiderose di convivere stabilmente (e di adottare e di godere della reversibilità della pensione e dell’affitto e dell’eredità patrimoniale) tutelate come le comuni coppie formate da campioni del sesso opposto – le quali, a ben vedere, contraddittoriamente alle insane politiche procreazioniste e quindi religiosamente guerrafondaie, godono di ogni diritto anche se, proprio come una comune coppia omosessuale, non hanno generato nient’altro, reddito a parte.

L’omosessualità non è né un crimine né una colpa né una devianza né una nevrosi né una malattia, è una possibilità intellettuale e affettiva e di scelta economica e di civiltà globale quanto l’altra, ma chi la vive proteggendo la propria “intimità”, questa sì deviata e deviante, non solo nell’oscurità (di rapporti spesso mercenari: mica fanno vita di coppia stabile, questi cialtroni ciarlatani della morale sessuale cattolica!) e non solo dietro i privilegi istituzionali di una casta (gli omosessuali omofobi in Parlamento e in Vaticano: questa è l’unica lobby gay in Italia!) ma addirittura additando nell’omosessuale “dichiarato” un problema sociale per scacciare l’attenzione da sé, si macchia della colpa e del crimine dell’omofobia, quindi va denunciato, esattamente come va denunciato ogni evasore fiscale che, godendo proditoriamente dei servizi pubblici pagati dagli altri, contribuisce ad affossare la qualità della vita civile e politica sottraendosi a precisi doveri di corresponsabilità morale e compartecipazione economica nei confronti dell’intera comunità.

Grazie all’outing, ovvero rivelazione forzata di un aspetto della personalità altrui che in sé non dovrebbe essere di alcun interesse terzo agli interessati, non è l’omosessuale nascosto che viene costretto a uscire allo scoperto, bensì il modo omertoso, mafioso, ricattatatorio che costui, un ricattato ben prezzolato e un ammalato con tanti servizievoli e sevizievoli dottori al suo capezzale, ha di vivere la sua omosessualità ledendo, per eccessiva difesa di uno stato patologico suo personale (corroborato e facilitato però dal privilegio del potere e dal potere del privilegio), il comune cittadino omosessuale che vive apertamente la sua naturale opzione sentimentale e sensoriale sprovvisto di ogni legittimazione e tutela legislativa.

Quindi ben venga ogni possibile outing, poiché la violenza al libero arbitrio che con l’outing subirebbero questi gay occulti delle alte sfere omofobe e reazionarie del Paese è infinitamente minore della violenza che da sempre le loro corsie preferenziali, i loro stipendi e pensioni, i loro clan, la loro vampiresca ipocrisia fanno subire ai più e al Paese tutto e alla Comunità Europea intera.

Sguarniti del benché minimo riconoscimento legislativo, gli omosessuali italiani che non hanno paura della propria ombra (simbolo sin dall’antichità, guarda caso, del Diavolo in agguato per carpirla e involarla con sé, vera anima del corpo) sono di fatto cittadini di serie C che pagano ed equilibrano socialmente, per l’appunto, con un coraggio e un impegno personale e un esborso in energie autodifensive smodati in cambio del mero diritto di respirare, la vigliaccheria a tavolino, la reticenza mercanteggiata tra i vari scranni del potere, l’ostracismo omofobo dei pochi evasori totali che, decidendo per tutti, decidono programmaticamente contro alcuni milioni di cittadini, di lavoratori, di genitori omosessuali “contribuenti totali”.

E ancora grazie, o pirati internettiani che state per denunciare al pubblico ludibrio (poiché i prescelti così vivranno questa “uscita dall’armadio”: ma è un attimo, l’orrorosa meraviglia passa alla svelta) questi sepolcrali culi imbiancati biancogiglio, anche se dovrebbero essere loro a ringraziare voi per liberarli di un incubo in cui, se fossimo davvero cattivi fino in fondo me compreso, meriterebbero di essere lasciati a marcire fino all’ultimo minuto della loro vergognosa e putrida esistenza all’insegna del più silente e tacito e concordatario e impunito e millenario crimine contro l’umanità.

Fuori i nomi!

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