Questa sostanza deve essere pericolosissima, visto quello che c’è voluto per ordinarla dagli USA:

la creatina, appunto sostanza pericolosissima che si trova per esempio nella carne di manzo, è in sostanza un integratore alimentare.
Il suo scopo è aumentare l’energia su cui i muscoli possono contare, al fine di poterli stressare di più durante l’allenamento ed avere la possibilità di fare quella ripetizione in più. Poichè sul petto continuo ad andare così così ed i progressi sono minimi, valutato anche che con i pettorali ho un fenomeno di spegnimento del muscolo (cioè improvvisamente non ho quasi più forza), una delle strade da tentare è il supplemento di creatina. (nota per chi volesse casomai assumerla: non vi serve se non siete in grado di portare i muscoli ad esaurimento, quindi non è per chi si iscrive oggi in palestra perchè vuole avere un fisico per l’estate. Ripassate tra un anno)
Rispetto alle formulazioni classiche, questo prodotto è molto alcalino, e il risultato è che ne serve la decima parte rispetto ai dosaggi della normale creatina, perchè raggiunge i muscoli e non diventa creatinina strada facendo; almeno così dicono. Comunque, rimane che è una cosa che si trova nella carne di manzo, solo che non posso mangiare un kg di carne rossa al giorno per avere la creatina di cui potrei aver bisogno.
Così, povero ingenuo, la ordino dagli USA, di solito compro le proteine da UK, ma questi facevano un ottimo prezzo, meno della metà del prezzo italiano (come su molte altri integratori). Solo che non ho pensato che avrei avuto a che fare con la dogana.
Invece, dopo circa venti giorni dall’ordine, mi arriva una lettera dalla dogana, che mi chiede di autocertificare la natura del prodotto importato. Devo quindi accludere una fotocopia della mia carta d’identità, firmata, riempire un modulo prestampato, poi un altro modulo, specificare che non devo pagare i 6,33 euro che le Poste richiedono per il servizio, in quanto prodotto alimentare o integratore alimentare, quindi verificare che la quantità indicata non superi le soglie consentite per l’importazione di cui alla Tabella A (e ovviamente le soglie facevano riferimento alla quantità massima di cavolfiori o di broccoli che arrivano da fuori UE, evidentemente c’è un mercato assai intenso di broccoli extra-UE che va stroncato a tutela del prodotto europeo), ripetere che era per uso personale, specificare la posologia con la quale l’avrei assunta, verificando che la quantità totale del prodotto diviso la posologia non facesse più di 30 giorni, perchè altrimenti non è importazione per uso personale ma chissà cosa. Infine, ripetere il valore doganale e, se volevo, quello fiscale. E accludere una copia della ricevuta d’acquisto, che avevo fortunatamente messo da parte, indicando anche chi me lo vendeva, dove risiedeva, dove veniva prodotta.
Tutto questo non era spiegato su delle istruzioni numerate come punto 1, punto 2, ecc…, ma era distribuito su cinque fogli, la cui numerazione non era la numerazione dovuta ma una scelta per qualche altro motivo, per cui ho dovuto leggere tutto due o tre volte per scoprire come andare dal punto A al punto B. Le fotocopie inoltre erano fatte malissimo, però c’erano tutte, non mi potevo lamentare.
Tutto questo malloppo, è stato quindi rispedito alla dogana, dove un solerte funzionario l’ha aperto, ispezionato, letto, memorizzato, vidimato, poi è andato a prendere il numeretto che era associato alla pratica, dal numeretto è andato a prendere lo scatolone che dovevano spedirmi (che, peggio, era una busta un po’ gonfia, manco il gusto di ricevere un barattolone da cento kg), contattare l’ufficiale sanitario che ha dovuto dare il nulla osta, e provvedere infine alla spedizione sul territorio italiano. Dove sarebbe infine arrivato a me, che dovevo andare a ritirarlo alla posta, ed essendo una raccomandata dovevo portare un documento di identità (poteva essere sufficiente che m’avessero chiesto di tutta la trafila, come un gioco a quiz, con domande del tipo: il valore fiscale va obbligatoriamente dichiarato o no?), dove poi la impiegata ha preso il pacco, letto una striscia di carta ivi acclusa che prevedeva di pagare i diritti doganali, i diritti fissi di dogana, e un coso chiamato DAU che non sapeva cosa fosse. Così, su un ordine di 20 euro (comprese le spese di spedizione) ho dovuto pagare 16 euro di dogana.
Ora, io ho buttato 16 euro, lo stato italiano probabilmente 160, perchè il costo di tutta la burocrazia è su quest’ordine, solo la struttura che riceve i pacchi da tutta l’extra UE, li archivia, manda in giro i foglietti con le istruzioni, li riceve, li riprocessa e manda in uscita i pacchi deve essere una cosa elefantiaca.
Sopratutto, lo stato italiano ha fatto una cosa completamente inutile. Primo, perchè se avessi voluto importare qualcosa di illegale, avrei trovato un altro sistema e di sicuro non mi sarei messo paura per l’autocertificazione. Secondo, perchè come mi ha detto l’impiegata, tutta questa trafila era evitabile se la spedizione fosse avvenuta per posta prioritaria e non per raccomandata, a quel punto non si fermava in dogana. Terzo, avrei potuto pagare di meno se il mittente invece di dichiarare il vero valore della merce, avesse messo un valore fittizio di 1 dollaro. Come in effetti aveva fatto qualcun altro all’ufficio postale che aveva ordinato della carta per stampanti dalla Nuova Zelanda, probabilmente acquistandola su eBay (la discussione con l’impiegata è stata molto lunga, non so se fosse perchè le piacessi o perchè era tutta presa da questo pacchetto che si portava appresso questo foglio con su scritto Nulla Osta Sanitario manco fosse dell’antrace o una copia del virus del vaiolo, che in effetti pare si possa pure acquistare e mi sa con meno scocciature).
In conclusione, una delle cose inutili e puramente italiane, cosa si aspetta a passare dalla modalità inquisitoria in cui io devo dichiarare, giurare e certificare, a quella per cui è casomai lo Stato che fa delle indagini su di me se vede delle importazioni sospette?
Quanto al prodotto, per ora ho visto una forse maggior forza sulle spalle, sono riuscito a fare le mie distensioni da 24 kg per parte, 5 serie da 5, senza aiuto, e l’esercizio successivo, panca inversa, ho fatto di più del solito (l’ultima serie è stata 40kg+bilanciere per 5 ripetizioni). Spero che questo valga pure per i pettorali, lo devo sopratutto all’Ufficiale Sanitario.
Commenti Recenti