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L’informatico che non è in me

“Sai, ho un problema con il computer, …”

Eccola là. Ogni volta che ho conosciuto qualcuno e questo qualcuno ha cominciato a dire che aveva un problema con il computer nemmeno dieci minuti che c’eravamo conosciuti, poi è sempre andata a finire male.

Mi ricordo alle scuole medie una professoressa di una infinità severità (del tipo, bastava che stavi seduto scomposto perchè ti mettesse una nota, e in quella scuola tre note causavano la sospensione di un giorno, poi ulteriori tre note la sospensione di una settimana e quasi automaticamente la bocciatura) che, per sembrare simpatica, alla prima lezione chiedeva a tutti che lavoro facessero i genitori, quindi uno le diceva “meccanico” e lei rispondeva “allora gli farò controllare la macchina”, “lavora all’Alitalia” seguiva “vorrei fare un viaggio a Londra”: ho sempre pensato che fosse una poveretta incapace di costruire un rapporto decente con gli studenti.

E’ la stessa cosa con i computer. Primo, io non sono un tecnico che ti sistema l’accesso ad Internet, quello lo sa fare molto meglio di me un qualsiasi ragazzetto pratico di Windows; secondo, io non uso Windows quindi non ha senso che mi chiedi come si fa a fare quella cosa con Word, perchè io ti rispondo che uso LaTeX; terzo, pure che lo sapessi fare, sono venuto per uscire e divertirmi, non per lavorare.

Tu non sei uno dei miei amici, E. o G. chiamano e parliamo dei loro problemi informatici per tutto il tempo che ci vuole, ma i computer non sono stati nè la prima nè la seconda nè la centesima cosa di cui abbiamo parlato, mentre tu hai una forma di subornazione intellettuale da sciampista per cui, quando ti dico che sono ingegnere informatico, rispondi dicendo appunto che hai un problema con il picci’. E se ti dicevo che facevo il proctologo, che succedeva, mi mostravi le tue grazie per un parere medico?

Ma certo tutto il resto della serata, anzi dell’ora scarsa con cui siamo stati insieme, è stato un concentrato di luoghi comuni e di atteggiamenti da scema, quando ti ho detto che tu abitavi in una via che è il nome di un paese vicino a dove abito io, tu hai risposto “ah allora abiti qua vicino”, come se uno risiedesse a Via Roma, 1, Trieste, e gli dicessero beato te che hai il Colosseo sotto casa.

E’ seguita poi la parte sul concetto di dieta e di palestra, con alcune riflessioni del tipo “il peso ideale è 10 kg in meno dell’altezza” che a parte l’orrore dimensionale (che a me come ingegnere fa sempre correre un brivido sulla schiena), è una cosa che ormai dice mia madre: ma a volte, non sempre. Tutto con il sottotesto di continue allusioni e battute per capire se ero interessato a te, ora io avrei anche fatto un’opera di pene perchè sono attratto anche dalle sciampiste (spero che sia per compensazione e non per analogia), però questa faccenda del computer mi ha fatto proprio cascare le palle.

Credo che il mio atteggiamento di forte perplessità fosse abbastanza evidente, tanto che poi quando gli ho chiesto che intenzioni avesse, ha potuto fare l’offeso dicendo che non capiva perchè dovessimo fare sesso, lui non aveva affatto queste intenzioni (in effetti,  m’ha solo ricevuto a casa sua mezzo vestito e mezzo no, mettendosi poi sul letto, ma sono io che ci vedo un significato che non c’è) e anzi non ero il suo tipo. AH! Quindi per il computer ero il tuo tipo? Ma tu hai idea di quanto costi un’ora di mia consulenza? E la sto a fare gratis attìa?  Guarda, forse è meglio che vada.

Credo però che il mio inconscio avesse capito tutto ben prima, tanto che quando stavo prendendo la macchina, invece di inserire le chiavi nel blocco d’accensione le ho riposte in tasca, e quando me ne sono accorto ho cominciato a pensare che forse potevo utilmente starmene a casa.

Le parole da dire

Cioè, tu conosci uno, vuoi mandargli un messaggio per cominciare ad aprire un dialogo, magari fai una battuta spiritosa, insomma ti arrovelli, quando invece c’è chi ti manda, al primo contatto in assoluto che ha con te, questo sproloquio, io ho fisicamente faticato a leggerlo tutto:

Non possiamo camminare il sentiero della bellezza senza la compagnia e la guida di Eros. Posiamo essere eroi della nostra scuola, disciplinati guerrieri del nostro mestiere, e comunque siamo deboli esultanti di passione, è …l’amore e il nostro desiderio.
Purtroppo la conoscenza, non fa più dignitoso ne austero a chi la possiede, per questo è rifiutata da sempre, quasi tutta l’ attenzione va dedicata alla bellezza. Anche se per bellezza non sempre vogliamo dire semplicità, ne rinnovata severità nel ritorno al dettaglio della forma.
Il dettaglio e la preoccupazione per la forma, portano all’intossicazione del desiderio, potendo trascinare al più nobile di noi a terribili eccessi emozionali, come colto alla bellezza. Credo che sia stato sempre così, l’amore per il dettaglio e la forma, portano al più profondo degli abissi.
Solo la bellezza è allo stesso tempo divina e visibile, ma io non ho niente, non posso ne sprofondare negli abissi.
Io come tutti ho una verità pragmatica ed indissolubile con lo scopo che ci porta a cercare compagnia in un posto come questo, dove purtroppo non servono i tulipani.
Ma non mi serve per svuotare un istinto fisiologico; perché in realtà masturbarsi può essere molto soddisfatto quando non manca l’immaginazione, ma fare l’amore è meglio, perché si conoscono altra gente. Ma a volte si conoscono altre persone senza dover andare al letto per forza. Credo che non sapiamo mai che cosa ci riserva la vita, dove c’è il vero mistero. Non sono già un ragazzo, ma non potevo non scriverti qualche riga. Le tue foto dicono molto, lasciano trasparire oltre il tuo sguardo schivo, quel gesto di riservatezza che riconosco, perché forse ti conosco da sempre, da lontano, da dentro della mia testa.
Ma non so se vorrai conoscermi.
Sarà che vedo intorno a me un mucchio di gente con paura dell’affetto, disposti però a suonare il campanello. Sarà che ho scelto la città dei miei fantasmi, perché nessuno mi scrive una lettera d’amore, perché nessuno mi riscatta il crepuscolo d’allora, perché nessuno custodisce le pagine di un libro con il fiore che l’ho regalato ieri. Sarà che sono più vulnerabile con gli anni. Sarà che mi sembra che il cielo si chiude con suoi occhi ed io dal cielo pretendo gli orizzonti. Sarà che al improvviso il silenzio abita il mondo e il mio mondo si è strappato in tanti naufraghi dispersi. Sarà che siamo tutti uguali, ma non lo sappiamo ancora; peccato che un giorno me ne vada un’altra volta, senza scoprire la verità che mi hanno nascosto.
Scusa ma oggi il mare mi riporta un po’ di nostalgie, con le briciole degli affetti mancati. Se non ci fossero tutte queste mie paranoie, ti avrei scritto spudoratamente per chiederti un appuntamento, romantico e diverso in qualche posto magico di Roma; ma non lo farò, pur se mi sembri un tipo che va oltre. Perché so che non basta tutto quello che sono, anche se in tanti aspetti ho qualcosa in più della media. Sono più grande di te, anche se non dimostro tutti quelli che ho, ma ti assicuro che sono anni vissuti intensamente.
Credo che è meglio se smetto di scrivere, e mi aspetto un accenno verso di me; il senso del limite è sempre una questione d’intelligenza. ..e tu sarai d’accordo con me al meno in questo.
Un saluto,

Ecco, io mi sentivo in imbarazzo, perchè l’unica cosa che mancava era il giorno delle nozze, l’elenco degli invitati e se mi dovevo vestire da sposo o da sposa (lo sguardo schivo? ma almeno il messaggio precompilato uguale per tutti, fagli un po’ di personalizzazione). Allora ho provato a rispondere con un tono leggero, del tipo che poteva anche solo dirmi ciao come va. S’è offeso.

(sto pensando: e se gli faccio conoscere Fabio da Roma Tuscolana?)

Troncando

La vicenda con l’americano si è definitivamente conclusa, questa persona esce dalla mia vita e non ci entra più.

Purtroppo, siccome ho le mie nevrosi, dopo  una mail in cui non ho avuto risposta, un sms analogo, gli ho mandato un messaggio sul sito dove ci siamo conosciuti che diceva: “Tu dici che vuoi farti degli amici, ma vorrei sapere se vuoi che io sia tuo amico. Poichè ti ho sempre rispettato, tu devi a me lo stesso, quindi fammi presente cosa vuoi che nel caso smetto di darti fastidio”.

Il messaggio è arrivato (è un mio limite appunto, anche la mail l’ha letta e il cellulare non gli si è rotto, ma finchè non vedo la ricevuta a schermo tendo a trovare sempre spiegazioni surreali per ogni mancanza di attenzione e di rispetto), non mi ha risposto, quindi preso e cancellato da tutti i contatti di qualsiasi tipo.

E’ vera una cosa che è emersa parlando con E., io ho avuto questo atteggiamento da splendido e ho messo subito troppa carne al fuoco. Ma è anche vero che, innanzitutto, questo l’ho fatto perchè non volevo pensare ad un incontro con questa persona che fosse di tipo sessuale. So benissimo che mi riesce benissimo fare il toro da monta, ma non considero questa nè la parte più importante di me, nè quella da mostrare nelle fasi iniziali di una conoscenza, nè quella da alimentare. Volevo che mi conoscesse come Paolo.

Secondo, la sua reazione è stata quella di un utilitarismo sfrenato, per cui se non mi servi come dico che mi devi servire, allora sparisci, io ci sto e tu ti permetti anche di dire di no. Una forma di insicurezza magari, ma anche la falsità di mentire rispetto a cosa si aspettava da me, perchè venirmi a dire che le sue erano battute è offensivo, non ho quindici anni e so quando un uomo si propone in senso sessuale, quasi spudoratamente anzi.
Quindi, la cosa più buona che ho fatto è quella di non aver avuto alcuna intimità con costui, perchè non se la sarebbe meritata.

Energie infinite

secondo me queste foto non ti rendono giustizia..mi dai l’idea di essere meglio..

E’ vero, sono molto più bello, ma già così sono un gran figo.

(devo dire che andare a cercare uno, vederne le foto, cliccare per inviare un messaggio, e dargli del quasi mancato cesso, convinto di fargli un complimento, beh non è da tutti. Io, per dire, mi stancherei prima)

Anche Mastella serve a qualcosa

A scoprire che quei non esaltanti versi “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine”, che spesso sono citati dalle finocchie che si sentono acculturate, non sono di Pablo Neruda (come le suddette finocchie pensano, con relativa citazione per sottolineare che loro sono profonde, glielo dicono anche tutte le amiche della sauna) ma dell’assai meno nota Martha Medeiros.
Come dice il suo editore italiano, Stefano Passigli (peraltro ex deputato del centro sinistra): “Chi conosce la sua poesia si accorge all’istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento”.

E’ tanto libbberatorio

Ciao Paolo! Come stai? Non ti ho dimenticato! Baci

(Cominciamo bene, a parte il tono allegro-querulo, se ti senti di dirmi che non mi hai dimenticato non è che ti viene in mente che magari io ti abbia dimenticato?)

Chi sei? Non ho il tuo nome in rubrica.

Paolo! Sono X di Y.

(Radames, discolpati! Cioè tu sei quel personaggio che prima ha adottato la modalità angosciante, per cui messaggi e inviti ogni minuto ad incontrarsi, poi quando ti chiedo quando ci si vede non rispondi (modalità invisibile), poi sparisci per alcune settimane e oggi che c’hai i calori ti fai vivo, come fossimo grandi amici?)

Mi hai rimosso? :-(

Sì, ti ho dimenticato. Ciao.

(Mi ha anche risparmiato la fatica)

 

 

From roma tuscolana with love

Dunque, questo è lo stesso messaggio che ricevo da alcuni anni su vari siti di annunci, da parte della stessa persona (fisica) che ogni tanto crea un nuovo profilo, con leggere variazioni del nickname, e comincia a mandare lo stesso annuncio credo a tutti, me compreso. Dico che credo tutti perchè ne hanno parlato anche su Gay.it, come di un esempio di notevole testardaggine. Io ho provato in ogni modo a dirgli che non mi interessa, che non è il mio tipo, che alcuni anni fa ci dovevamo incontrare e che io stavo all’appuntamento e mi arriva un suo messaggio che dice “guarda che se è meno di 20 centimetri io non ci sento niente, quindi fammi sapere come stai messo” (con mio abbandono del campo per un certo qual senso di imbarazzo, ma per lui), provo pure a bloccare la ricezione di messaggi ma non serve a niente, tanto crea un altro profilo. Per non dire quando è in preda agli ormoni, allora arrivano anche due messaggi al giorno da due profili diversi. Provo allora a rispondergli qui, magari la capisce.

ciao io sono fabio da roma tuscolana, ho 35 anni..

Essendo “roma tuscolana” cosa, nome di città o di quartiere? E poi scusa, che me ne frega dove abiti?

mi descrivo in 4 parole (di sicuro sforerò)..

Noooo, ma come puoi pensarlo.

maschio, serio, romantico, dolce, carino, passionale, passivo, simpatico, trasparente, fedele, gelosissimo e non bello.. entusiasta della vita.

Ecco, non so gli altri, ma quando leggo di uno che si presenta come “passivo” e “gelosissimo” nella stessa frase, c’ho paura di fare la fine del marito di Lorena Bobbit. Così, a pelle.

lavoro a roma nel settore informatico come project manager, il mio lavoro mi piace.

Poi uno dice l’informatica italiana.

ho un bel pò di hobbies.. mare, immersioni, pallavolo, la fisica (sto prendendo la 2a laurea), la lettura, il cinema, la musica ed il vino..

Ora, a parte che “hobbies” lo dici a tua zia per farle vedere che i soldi che ti ha dato per le lezioni di inglese non sono andati buttati, sono veramente numerosi anni che stai a prende ’sta cazzo de seconda laurea, se posso dirlo come dicono a Versailles.

non amo molto le discoteche ed i locali gay mentre preferisco di gran lunga pub dove poter chiacchierare con amici o cena con cui bere, parlare e divertirsi…

Ecco, è la seconda volta che parli di vino e di bere, guarda che io al passivo geloso ubriaco non sono pronto, temo veramente una situazione alla Bobbit. Non sono venti centimetri ma ci tengo lo stesso.

sono originario di bari ma vivo a roma dal 2000, adoro roma..

Roma, o Roma tuscolana? No sai come è, sono due cose diverse. Secondo te.

dopo tanti pregi ci sono anche tanti difetti…

Ehm, scusa, quali sono i pregi? No perchè devo aver saltato una riga o due, mi sa che questi hobbies m’hanno confusos.

ad esempio sono un disastro al volante.. sai cosa vuol dire riuscire a staccare la leva del cambio cercando di cambiare marcia???

Beh, posso immaginare che in certi momenti, come dire, uno abbia un grande vuoto dentro di sè che deve colmare. Comunque, visto che sei geloso, ti piace bere, sei una pippa a guidare, non so perchè ma non accetterò mai un passaggio in macchina da te.

Nelle attività pratiche sono un disastro…

Non ci crederai, ma qualcosa me lo faceva supporre. Così, a pelle.

perchè ti ho scritto:

Disperazione? Fame? ‘Ndo cojo cojo? Daje de tacco daje de punta quanto è bona la sora Assunta?

sono deluso da decine di ragazzi che vogliono solo sesso

In effetti, tu vuoi almeno venti centimetri. E’ diverso. Tu sei uno profondo.

e di ragazzi che dopo aver giurato di volere amare,

Addirittura giurato? Ma non è che se ‘mbriacheno con te da qualche parte di roma tuscolana?

poi non vogliono dedicare tempo all’altro (anche nella fase di conoscenza)

Cioè già cominci a chiedere che uno ti deve dedicare tempo? Ma non avevi la leva del cambio tutta per te?

o di quelli che hanno il cellulare sempre scarico per chiamare,

In effetti, ora che ci penso, il celluare non ha campo, è scarico, ha i tasti rotti e c’è un decreto legge che mi proibisce personalmente di usarlo. Sono cose che succedono. Fatti coraggio. La leva del cambio è lì che ti aspetta per una notte di dolci follie.

di quelli che nonostante ci si frequenti stanno sempre in chat, di bugiardi e poco sinceri e bastardi..

Ma uno potrebbe quindi, per dire, essere solo poco sincero, o solo bastardo?

mi piacerebbe conoscere ragazzi che siano seri, fedeli, trasparenti, attivi, maschi, dolci, passionali

E sai come disse la marchesa, dopo aver conosciuto tutti i sette fratelli del marchese, suo marito? Quanti cazzi!

che abbiano voglia di conoscere qualcuno, frequentarsi per amicizia e chissà magari scoprire di essere fatto l’uno per l’altro..

Tipo: un venti centimetri che tu sapresti proprio dove mettere?

Ti andrebbe di conoscerci, scriverci, sentirci, vederci?

Anche dire fare baciare lettera testamento.

penso che il mio posto è accanto alla persona che amo, in qualunque posto essa sia e sono pronto a mettermi in gioco e dedicare tempo all’altro…

E questo posto è a molti chilometri da me.

anche se la distanza può essere un grande deficit, penso che se opportunamente gestita con forza di volontà e decisione non rappresenta un problema..

Certo, per me non è un problema non vederti, ci riesco benissimo.

il mio indirizzo email è XXX (non è un indirizzo msn)

Me cojoni, vorresti pure che ti scrivo una mail? E che mail, di diffida? Dall’avvocato? Da chi cazzarola ti devo far scrivere per dirti che m’hai sbomballato?

per ora ti mando un bacio..

Aiuto….

Svoltando (ovvero: il tempo passa, i cretini restano)

Il primo incontro, uno sfiorarsi, fu sette anni fa, io uscivo dalla stanza di un professore e lui entrava. Mi colpì, lo colpii, ero io sicuramente un imbranato incapace di dire e fare qualsiasi cosa quando vedevo un uomo che mi poteva interessare e a cui dicevo qualcosa. Qualche anno dopo, quando ormai avevo capito di essere gay e cominciavo le mie prime conoscenze, lo incrociai in chat. Volevo conoscerlo, c’era un desiderio sessuale ma più forte c’era il desiderio di conoscere un gay che, come studente di università, era più vicino a me. Ero un po’ nella modalità amico cercasi. Lui si negò, sbattendomi in faccia il suo essersi fidanzato, con tanto impegno per cercare e trovare il compagno, quindi voleva evitare qualsiasi fraintendimento. Ci rimasi ferito. Poi, siccome è destino, lo incrociai di nuovo, qualche anno dopo, e circa analogo copione, solo che questa volta gli dissi che allora era destino che ci saremmo incrociati ma non incontrati, e non ci saremmo incontrati mai più.

Per lui andava bene così, tanto ora aveva un altro fidanzato. Negli ultimi due giorni, cucù, l’ho incrociato di nuovo. Però, povero stronzo, aveva di fronte un Paolo diverso, splendido e consapevole di esserlo. Così, cominciamo a parlare, anzi meglio lo faccio parlare, ed ecco il quadretto: è fidanzato sì, lo ama tanto sì, ma l’altro è sposato, con prole, lo tradisce anche con altri uomini, lui pure si è tolto delle soddisfazioni, però, credimi mi dice, la felicità non viene sempre nelle forme che crediamo. Una frase un po’ da baci Perugina, un po’ da consolazione dell’eroinomane quando si inietta la dose. Gli dico se ci vogliamo vedere, sempre per un caffè, e lui nuovamente riprende con la solfa, ma sai sono fidanzato sai sono fedele sai tengo tanto a lui.

Splendido e terribile sono stato. Gli ho detto le seguenti testuali parole “guarda che mia madre mi ha dotato di un gran cuore, un gran cervello e un notevole cazzo, ma sulla pazienza ha dovuto risparmiare, io ne ho pochissima. Io sono un gran tocco di maschio che non ha tempo da dedicare ai tuoi blocchi nevrotici per cui se ti chiedo se ti va un caffè mi rispondi con la grandezza del tuo amore, amore di coppia aperta peraltro, quindi deciditi, ma sappi che il destino non busserà un’altra volta alla tua porta, l’hai già sfidato abbastanza. Quindi?”

Quindi ovviamente si è profuso in scuse (anzi, direi, si è sprofondato in scuse), ecco il mio numero dai ci sentiamo ma non oggi, stasera sto con lui. A me ha fatto una pena infinita. Ho pensato che anche io avrei potuto avere tutte le storie che volevo se mi fossi accontentato come si è accontentato lui. Se avessi fatto finta di non vedere che certe storie non avevano futuro, e mi fossi costruito le leggende del grande amore che si manifesta in modi così bizzarri quando invece sono reciproche corna date con grande quotidianità.
Sono stato spietato nel parlargli, ma in realtà non era una vendetta verso di lui. Era una vendetta verso le mie paure e le mie insicurezze che negli anni passati, quando ho incrociato questa persona, me l’hanno fatta vedere come ciò che, i fatti ora dicono, non è. Non un uomo che vive una storia d’amore e al cui esempio tendere, ma un poveretto che si rifugia in un simulacro. E io, che invece di vedermi per quello che ero, mi buttavo giù per aver avuto il diniego di un caffè da un derelitto che alla prima zattera che ha visto ci si è buttato sopra, pazienza per le corna da alce (sono sue parole) che erano comprese nel serviio. Uno che, so quali siano i suoi titoli di studio, si spaccia per quello che non è, con un atteggiamento sfrontato e presuntuoso.

Ho interesse a conoscere questa persona? Non credo. Forse capiterà, il suo principale vantaggio è quello di abitare vicino a casa mia e se l’ormone chiama può pure andare bene, ma alla fine la mia vittoria l’ho già avuta: tra tutti quelli con cui potevo rivolgere parola, ho inconsciamente scelto lui, e quando ha messo in piedi il solito copione, invece di subirlo gli ho detto che si sarebbe fatto come dicevo io, senza manco ammettere l’alternativa “se non ti sta bene vattene” perchè non era nemmeno ammissibile, a lui doveva andare bene perchè troppo forte è la differenza tra di noi. Gli sto facendo un favore, questo gli ho detto, e lui non ha avuto niente da eccepire.

Poi sono andato in palestra. Mentre facevo pulley, una delle poche persone positive ed interessanti che sono lì mi ha detto: “certo, tu fai più di me ma non si vede”. E’ vero anche in senso simbolico, molte delle cose che sono in me e che sono belle rimangono chiuse dentro, consentendo (avendo consentito) a questi mediocri soggetti degni di una sceneggiatura di terz’ordine di darmi delle lezioni di stile.

La bellezza non è un passepartout

(Questo è un post storico, per la prima volta cito un mio vecchio post, usando il blog come diario)

A. risale a fine Settembre 2007. Dopo quella volta in cui ci siamo visti, i miei inviti a vedersi di nuovo sono sempre caduti nel vuoto. Nessuna risposta ai miei messaggi e alle mie telefonate, per cui un po’ di tempo fa, nella periodica pulizia della rubrica del cellulare, ho cassato anche il suo numero. Ovviamente s’è ripresentato poco dopo, è uno di quelli a cui infatti le feste fanno male.

Ieri abbiamo chattato un po’. Ha esordito dicendo che si sentiva con un principio di influenza, cosa tipica sua, l’ho lasciato fare per un po’ e poi gli ho chiesto conto di come mai fosse sparito per tutti questi mesi. Allora ha iniziato, sai il lavoro, sai i miei che sono fuori Roma, sai ho conosciuto uno, ma non sono fidanzato sono in trattativa. Gli ho fatto notare che io e lui non abbiamo fatto sesso, nè ero interessato a farlo con lui, evidentemente invece dovevo scoparmelo, come gli sarebbe piaciuto, perchè solo se mi considera una alternativa al suo fidanzato-non-fidanzato allora mi viene a cercare adesso, che le trattative stanno andando male (ma come si fa a fare una trattativa per un fidanzamento? O gli piaci o non gli piaci, non è che uno si prende tempo per deciderlo) e si sente solo. Io non sono la tua seconda opzione. Ma no ma sei una persona splendida, sono rimasto così colpito da come ti sei comportato quella volta a casa mia. Se c’è una cosa che mi fa esplodere è questo modo di rapportarsi a me, per cui sono splendido, carino, intelligente e poi però faccio sempre la fine della sora Camilla, che tutti la vogliono e nessuno se la piglia. Gli ho quindi detto che lui è sicuramente un bel ragazzo, che quindi quando conosce qualcuno in genere potrà anche permettersi di sparire e tornare, tanto è quasi una apparizione bello come è, ma con me non funziona, non gli consento questo tono e questo fare egoista. Sì è vero sono stato un cafone, ma sai vedi (e ricomincia la lagna sul lavoro, i genitori, il fidanzato). Però, guarda, ora ci vediamo andiamo a cinema. Il che mi ha ricordato che a cinema insieme dovevamo andarci alcuni mesi fa.

Ma perchè li incrocio tutti io? Questo è esattamente della stessa razza di tanti altri, e della razza maggioritaria nelle mie conoscenze, per cui io sono così troppo che è meglio che non ci vediamo. Poi qualcuno di questi si ferma alla conoscenza virtuale, qualcuno giusto due ore a farsi una passeggiata, qualcuno ci fai alcuni giorni di sesso sfrenato, ma invariabilmente la rottura è perchè sei troppo per me. Mai qualcuno che mi dicesse che sono uno stronzo: lo apprezzerei credo, almeno per l’anticonformismo.

Io voglio liberarmi da questa gente e da questi incontri. Non ci voglio dedicare più nemmeno un minuto della mia vita. Di questo qui, nello specifico, non voglio sapere niente, non ho voglia di fargli da psicologo e da spalla su cui piangere, sentendo le sue cazzate sul fidanzato-in-trattativa. Gli ho detto che in una grande città è facile vivere in solitudine, lui mi ha salutato dicendo che se continuava la conversazione gli veniva una crisi esistenziale.

Ma magari ti fosse venuta, non sai nemmeno quanto stai male. Chiamami se vuoi, io non lo farò.

Dicevamo: le pazze a cavallo delle feste

Che però puzza di bruciato l’avevo già sentita. Il tipo con cui ci dovevamo vedere stasera ha dato forfait, e la cosa non è stata una sorpresa visto tutta una sua serie di atteggiamenti, primo l’entusiasmo eccessivo che mostrava, poi certi momenti di reticenza in cui non diceva nè quando sarebbe tornato a Roma nè dove avrei dovuto raggiungerlo. E infatti, il suo primo sms, quello che dà il via alle danze, arriva oggi verso le 18 e dice:
senti io sono abbastanza stanco ti dispiace se ci vediamo domani :) per te è lo stesso? Ma credimi non mi sento un gran che che mi metto a letto presto :(
in collaborazione con E. (grazie! io stavo pure a parlargli) gli ho mandato questa risposta, e avendo la carta auguri 500 sms mi sa che mi ci diverto:
Sono sotto casa tua, e ho in mano la bottiglia di spumante che ho comprato per noi…Si sarebbe aggiunto un mio amico, vuol dire che starò con lui e la bottiglia te la puoi mettere dove vuoi.
? Ok
Addio per sempre.
Ok addio come vuoi.
Ma vattene a fare in culo, si vede che ti sei trovato altre sistemazioni per la serata. Divertiti con l’ex e anzi ripigliatelo.
Seguirò il tuo consiglio :-) grazie
Peccato che non hai risposto, almeno ti dicevo che eri una troia dal vivo e vedevamo quanto c’avevi da ridere.
Io non sono una troia.
Ma guarda che non c’è nessuno tantomeno l’ex ti stai inventando tutto.
No per carità, un bravo ragazzo che ha coinvolto un estraneo nei suoi giochini. Se l’ex non tornava stavi con me, appunto troia.
Non sono una troia.
Sì certo, uno la notte di capodanno è stanco. E’ che hai trovato un altro modo di stare al caldo, potevi avere la decenza di non coinvolgermi. Se fosse vero che eri stanco mi chiamavi, come hai fatto in questi giorni con grande insistenza. E rispondevi al telefono, ma non puoi perchè non stai da solo.
Quindi se non ti andava che ti chiamassi potevi dirlo ok
Non rispondi, sei proprio un pezzo di merda, nato per mentire ed usare gli altri. Ti auguro che tutto il male che mi hai fatto tu te lo ritrovi nel 2008.
Io non ho fatto nulla di male e tu stesso hai detto che ti sei trovato un altro amico e volevi pure portarmelo a casa… Ma non so che pensare grazie lo stesso ne trovo altri di cazzi grandi più del tuo ciao.
A riprova che sei un cretino, non c’è nessun altro come non so dove abiti, e questo è un peccato perchè sennò ti pisciavo sul portone. Quanto ai cazzi, buona caccia, ma sappi che le mie maledizioni arrivano sempre.
Io sono solo.
Bene, allora prendi la macchina e vieni qui, mi prendi e mi porti da te. E’ l’unico modo che hai per farti credere.
Conclusione: mi sa che non ci vediamo :) Anzi è una buona cosa per lui, che uno sputo in un occhio non glielo negherei (di più no, mi fa un po’ schifo toccarlo). Nè mi pesa stare a casa da solo l’ultimo dell’anno. Sono soddisfatto di aver sentito che qualcosa non quadrava, ma di non aver portato la cosa fino in fondo e averlo scansato subito. Invece c’ho un po’ voluto credere e ho fatto male.

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