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Al Senato si parla di politica estera

Ho sentito una buona parte della discussione al Senato per la ratifica del Trattato di Lisbona. Negli altri paesi europei un argomento del genere sarebbe considerato essenziale, qui avviene alla vigilia delle ferie, mentre la politica è tutta presa dall’affascinante questione del lodo Alfano, quella sì una cosa che cambia la vita di tutti i giorni.

Primo intervento che ho ascoltato, del capogruppo della Lega. Allora: gli inglesi sono stronzi, i francesi puzzano, i polacchi sono dei pezzenti, e gli irlandesi seppur ubriaconi hanno fatto la cosa giusta, capita anche a loro. A noi dell’Europa non ce ne potrebbe fregare di meno, anzi ci fa schifo perchè ci costringe a non essere razzisti, comunque siccome questo trattato è già morto votiamo anche a favore. Ah, e qualcuno pensi ai produttori di latte, che è la questione centrale dell’economia italiana.

Quindi, per il PD è toccato a Franco Marini. Ha competenze di politica estera? No. Sa almeno l’inglese? No. E quindi, perchè parla? Perchè è un vecchio trombone, un ottimo sindacalista bravo a fare discorsi appassionati in cui dire niente di sensato. L’intervento è stato in effetti un delirio, da argute osservazioni per cui la Rivoluzione Industriale è avvenuta nel ‘900, e lui sta parlando “di scienza” quindi non capisce perchè lo contestino, e poi quanto cresce la Turchia signora mia (ci mancava che dicesse che ogni anno che ci va in ferie vede un nuovo albergo) e poi i diritti della donna in Italia sono arrivati grazie alle spinte dei paesi del Nord Europa (e qui si aprirebbero varie osservazioni, la più immediata è che quindi Marini è a favore del matrimonio gay), e che bisogna aiutare gli immigrati, e poi facciamo l’Unione del Mezzo Mediterraneo (che credo significhi della parte inferiore del Mediterraneo, ma poi ha detto del Mezzo Mediterraneo - Atlantico che non so cosa sia, non so perchè non abbia detto che vuole costruire le case a Vicolo Corto e gli alberghi a Parco della Vittoria, già che c’era) tutto un crescendo di cazzatine, cazzatone e cazzatissime, dette con tono vieppiù infervorato e seguito dagli scroscianti applausi degli onorevoli del PD, che hanno sentito le parole difficili e le hanno prese per buone. Dico, questa è la linea di politica estera del PD. Poi uno si preoccupa del segretario.

Quindi è toccato a Quagliarello per il PDL che ha detto due cose interessanti, a modo suo. La prima è che il manifesto di Ventotene era di un gruppo di comunisti che avevano preso già atto del fallimento degli esperimenti di socialismo reale (in effetti negli anni ‘40 il socialismo reale era già fallito ed anzi era un fatto notorio) a seguire che la Costituzione Europea è stata giustamente bocciata perchè voleva dare un ombrello di diritti a tutti, quando invece bisogna accettare le differenze (cioè, col cazzo che voi froci vi sposate in Italia). Allora siccome questo Trattato di Lisbona è meglio (pare che a Quagliarello non piacciano i preamboli, il punto politico è questo) lo votiamo, tanto poi non lo applichiamo.

Perchè parlare con così tanto fervore del lodo Alfano? Perchè le battaglie ideologiche sono quelle che meglio nascondono la pochezza dei nostri leader politici.

Quella fogna chiamata sindacato confederale

Il nuovo piano per Alitalia prevede almeno 5mila esuberi, la fusione con Air One e la gestione dei debiti in cui, in qualche modo, pagherà lo Stato.

Il vecchio piano, quello con la fusione di Air France, prevedeva 2mila esuberi, la concorrenza con Air One, e i debiti sarebbero stati tutti pagati dall’acquirente francese con la sua disponibilità di cassa.

I cosiddetti imprenditori della cosiddetta cordata mettono ciascuno dai 50 ai 100 milioni di euro, quando per rilanciare Alitalia occorreranno, nel corso degli anni, circa 10 miliardi di euro.

Questo è il piano di Berlusconi. Questo è il piano voluto dalla triplice sindacale, quelle vomitevoli associazioni che si chiamano CGIL, CISL e UIL. Hanno rifiutato 2mila esuberi perchè volevano segnare il punto politico per cui in Italia non si fa niente se il sindacato non è d’accordo e l’hanno ottenuto, prima sulle spalle dei lavoratori di Alitalia, poi sulle spalle degli utenti (perchè una unica compagnia italiana significa meno concorrenza interna e quindi tariffe più alte) quindi su quelle dei cittadini, perchè cominceremo a pagare da subito i debiti (i soldi che i Benetton ci mettono sono una minima percentuale degli investimenti che dovevano fare sulla rete autostradale, in quanto concessionari, e non hanno fatto, questo è il motivo per cui entrano nella partita) e al primo sciopero la nuova compagnia piangerà per gli aiuti di stato.

Epifani, Bonanni, Angeletti, fate schifo, siete solo che dei luridi approfittatori di chi lavora, mi spiace che non ci sia un Pannella all’orizzonte che presenti qualche referendum ammazza-sindacato, perchè dovete essere distrutti e cancellati dalla scena, e sulle vostre ceneri costruire un sindacato onesto. Siete la vera protesi e complemento del berlusconismo: avete affossato il piano perbene di quel signore perbene che è Prodi, e avete appoggiato Berlusconi con l’atteggiamento del tanto peggio, tanto meglio, che è la cosa migliore che sapete fare, del resto siccome voi di mestiere non lavorate, avete sviluppato tutti i vizi derivanti dall’ozio e dalla collusione con la politica. Si parla di casta per i politici, ma voi siete anche peggio.

Oggi essere di sinistra in Italia impone di essere contro questi sindacati. Ed è il motivo per cui il PD se li tiene ben stretti, garantendosi così nuove e mirabolanti sconfitte.

Vedi Napoli e poi muori

Il PD ha un problema, trovare qualcuno che voglia candidarsi sindaco a Napoli, sapendo che è dovere civico di ogni napoletano non votare PD, pure l’alternativa fosse Alessandra Mussolini.

Allora che ti escogita il bel PD? Clemente Mastella. Che, oh, lui si che ha i voti. Lui sì che sarebbe un ottimo sindaco. Almeno al livello della Russo Iervolino, se non meglio.

Io vorrei fare una domanda ai circa 700 delegati, sui 2800 eletti con le primarie, che sono andati all’ultimo Consiglio Nazionale (o come si chiama) del PD, quello di un paio di domeniche fa alla Fiera di Roma.

Ma non c’avete niente di meglio da fare? Al mare si stava benissimo. E’ vostro dovere civico portare all’esaurimento l’esperienza del PD.

Adinolfi e Repubblica lasciano il PD

Sulle minacce di abbandono del PD da parte di Adinolfi, lascio la parola a OneMoreBlog, che lo percula come dovuto. Questo Adinolfi qui ha preso 6mila voti alle primarie, in tutta Italia, avendo alcune centinaia di candidati nelle sue liste (che, quindi, gli portavano ulteriori voti), ed è finito nel coordinamento del PD. Io alle elezioni della circoscrizione, su un bacino di diecimila elettori, ho preso 92 voti (dieci e più anni fa, poi ho lasciato perdere con la politica), in proporzione dovrei essere vicesegretario del PD (si fa per dire, quello è un ruolo adatto ad uno come Franceschini, io sono una persona seria. Anzi, sono un campione dell’antipolitica, se la politica è questa cosa qui degli Adinolfi e delle Marianne). Però Adinolfi è blogger, che per il giornalista ignorante significa chissà cosa, quindi è anche una notizia da dare al telegiornale: non vedo perchè non aggiungere l’analisi sulla situazione birmana da parte della sora Cesira, che è tanto buona e tanto devota e nel condominio le vogliono tutti bene che se serve,quando arriva una raccomandata, la ritira per te così non devi andare alla posta.

Invece ho goduto a leggere in questi giorni Repubblica, il cui editore si sta riposizionando. Parte del posizionamento è buttare via Veltroni e Franceschini e sostenere Bersani e Letta come guide del PD, il che sarebbe ottimo per le persone ma è dimostrato che ogni volta che Carlo De Benedetti appoggia qualcuno, quel qualcuno combina cazzate inenarrabili per la sinistra italiana, quindi spero che non sia vero e siano voci di corridoio.

Mentre non sono voci di corridoio ma articoli scritti quelli con tutta l’apertura di credito verso il Berlusconi IV, con Repubblica che racconta di un inedito asse Berlusconi-Napolitano per un governo di legislatura, e quando vanno d’accordo quei due, e quanto Napolitano si fida di Berlusconi e quando Berlusconi stima Napolitano (così tanto da non averlo votato ed averne chieste le dimissioni giusto tre settimane fa).

Per un giornale che doveva essere, e che è stato, l’house organ del PD in campagna elettorale (come dimenticare lo splendido elzeviro di Scalfari, una settimana dal voto, in cui diceva che era sicuro che il PD avrebbe vinto) è un drastico cambio di atteggiamento.

Succede quando un gruppo finanziario prova a salire sulla scialuppa di un partito, e se ne libera quando quel partito non è più utile (per dire, voglio proprio vedere se De Benedetti non entrerà nella partita Alitalia). Per un partito non sarebbe un problema, perchè in genere i partiti hanno una linea politica che li rende identificabili nella società e gli dà gli interlocutori di cui hanno bisogno. Per il PD è un mezzo dramma: quando la linea politica è ma anche, diventa dura andare avanti senza gli editoriali del sor Eugenio.

Il grande duello del PD

Il solito duello, in realtà, tra D’Alema e Veltroni, di cui avremmo proprio le palle piene.

(sul Corriere di oggi, un articolo di Paolo Franchi).

Dove sono finiti i voti della sinistra

Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi:

Se osserviamo i primi flussi elettorali (elaborati da Ipsos su dati aggregati, utilizzando il modello di Goodman), ne abbiamo conferma. Su 10 elettori dei partiti di sinistra radicale, infatti, sembra che meno di 3 siano rimasti fedeli, altri 2 abbiano votato per il Pd e IdV, seguendo il richiamo del voto utile. La metà di essi, invece, si è divisa equamente, fra l’astensione e altre formazioni politiche. In minima parte di estrema sinistra, soprattutto di centrodestra. Per il Pdl, nel Mezzogiorno. Per la Lega, in molte zone del Nord.

Temo che questo non sarà sufficiente perchè le isteriche che si stanno strappando i capelli per la perdita di questi maestri di pensiero del progressismo contemporaneo smettano di dare la colpa al PD. Perdipiù nei fatti insultando proprio quegli elettori di sinistra, considerati in certe analisi dei minus habens che non sanno votare.

Segnali di intelligenza, a sinistra

Ed è arrivata la dittatura, e la fine della democrazia, e il complotto di Licio Gelli, il sinistrume sta facendo le più penose, ed auto-assolventi, analisi sul perchè la sinistra radicale non sia più rappresentata in Parlamento, evitando di dire le cose come stanno.

Veltroni non ha mai fatto una campagna elettorale per il voto utile. Sono stati gli elettori della sinistra a votare qualsiasi cosa purchè non fosse Sinistra Arcobaleno. Hanno votato Lega, Di Pietro, in parte PD, qualcuno Berlusconi e qualcuno è stato a casa. In questo Veltroni non ha avuto alcun ruolo, e del resto sarebbe ben difficile pensare che un elettore comunista potesse votare il PD che così lampantemente scivolava verso posizioni a dir tanto, ma tanto, riformiste.

I rischi per la democrazia ben pre-esistono a queste elezioni, e allo stesso tempo un vincitore netto e la creazione di due grandi partiti li riducono (non azzerano). Un grande partito che governi può prendere anche delle decisioni difficili, e quante da prenderne c’è solo l’imbarazzo della scelta, due grandi partiti che insieme hanno oltre l’80% dei seggi possono fare le indispensabili riforme istituzionali, e due grandi partiti possono opporsi alle tentazioni sfasciste che emergeranno, e saranno tentazioni molto forti. Non dico che ci riusciranno, perchè il problema italiano è un problema storico che non si risolve per vie solo politiche, ma questo assetto del Parlamento è il migliore possibile, una maggioranza esigua avrebbe lasciato il Paese in una condizione tremenda e sottoposto questi due partiti, che sono peraltro giovanissimi, a forze centrifughe che li avrebbero probabilmente dissolti.

Cosa che il compagno Diliberto non capisce, ha appena detto che la cosa migliore era un pareggio, e anzi si cruccia del perchè il PD non abbia fatto una alleanza elettorale con la SA al Senato. Proprio un personaggio chiuso nel suo Ottocento.

Fortuna che, a sinistra,  c’è qualcuno che fa delle analisi sensate.

Posizionamenti

Il comune di Palermo ha rinnovato i contratti di oltre 2900 precari.

Anche io voto PDL.

La Lega Coop realizzerà l’ampliamento della base USA di Vicenza.

Anche io voto PD.

Proposte indecenti

Tratto dalla galleria di Repubblica con i manifesti ritoccati.

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Gente che lavora

Ho cominciato a seguire il tg3 delle 19.00. Quando hanno detto che c’erano stati altri morti sul lavoro, un altro gruppo di povera gente ammazzata, non ce l’ho fatta, ho cambiato canale e ho cominciato a vedere Stargate.

No, non posso nè vederlo, nè sentire i politici, gente che non ha mai lavorato in vita sua, dire che bisogna spezzare la tragica catena delle vittime. Quando poi vedo che il PD, al Senato nel Lazio, mette come capolista Franco Marini, perdipiù capolista in Abruzzo, comincio ad avere proprio un fastidio fisico.

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