L’ho scritto su qualche blog nei commenti, ma lo dichiaro anche qui: io rivoglio Togliatti e il Partito Comunista Italiano.
Io rivoglio il partito di chi ha combattuto contro il fascismo, piuttosto che quello di chi dà solidarietà a Mastella, io rivoglio il partito che scrive la Costituzione con De Gasperi, piuttosto che quello che farà il governo delle larghe intese con Berlusconi. Io rivoglio il partito che ha la sua interno una classe intellettuale, piuttosto che la “classe” “intellettuale” di alcuni dei firmatari dell’appello contro Ratzinger alla Sapienza (non tutti eh, ma alcuni dei firmatari…beh chi sta nell’università sa).
Ma rivoglio il partito che fa la svolta di Salerno, e il Togliatti che mette il Concordato in Costituzione. Non quello che invita Giuliano Ferrara a parlare di valori.
Sì, assolutamente sì, mille volte sì: io sono un liberale di sinistra, ma tra Veltroni e Togliatti non ho dubbi, manco un secondo, su chi vorrei vedere a fare politica oggi. Perchè con Togliatti, certe cazzate (politiche) come impedire al vescovo di Roma di parlare nell’università di Roma non sarebbero successe, perchè ai primi fremiti di questi grandi leader studenteschi (mi viene da ridere, a confronto Mario Capanna è un gigante del pensiero del ‘900), sarebbe arrivato un ordine dal Comitato Centrale che diceva: non fate cazzate, evitare di farli sembrare vittime. E alla seconda volta che non capivano, sarebbe arrivato il compagno Alfio del reparto presse che avrebbe provveduto lui a sgombrare l’occupazione del rettorato, perchè la linea la dà il segretario del partito, non il primo cazzone che passa.
La totale mancanza di rappresentativià dei partiti attuali, è un rischio assoluto, esiziale, per la democrazia italiana.
Commenti Recenti