Della mostra su Massimo Consoli

Sono stato stamane a vedere la mostra su Massimo Consoli organizzata dalla Fondazione a lui dedicata. Non vorrei scrivere una recensione, anche perchè la mostra chiude domani mattina, ma solo dire delle emozioni suscitate.

A leggere un ciclostile del 1969 in cui si parla del primo movimento di liberazione dei gay in Italia, ripeto 1969 cioè poco dopo Stonewall, oppure gli articoli di Consoli per Paese Sera in cui si parlava di aids, scritto minuscolo, di come avesse cominciato a mietere vittime, delle posizioni dei grandi quotidiani americani che ogni giorno dedicavano articoli alla malattia e a cosa fare per evitare il contagio, del grande designer di moda che passò gli ultimi mesi in ospedale e nessuno voleva nemmeno pulire la sua stanza temendo il contaggio, il contratto che Consoli firmò per i locali dove ospitare la sede del suo primo movimento indicati con “uso deposito” nel contratto di affitto, la corrispondenza con Dario Bellezza e una lettera (già una lettera, all’epoca non c’erano le mail) dello stesso così apparentemente sgrammaticata ma invece così intensa, gli articoli del 1989 in cui si diceva che per l’AIDS era troppo presto per un vaccino ma non ci sarebbe voluto molto, una lettera di Consoli a Bill Clinton in cui lo ringrazia per aver rifiutato le pressioni dello Stato Maggiore che non voleva che i gay potessero essere membri dell’esercito americano, caro Presidente lei oggi è il primo presidente planetario e ognuno nel mondo difenderà l’America… ecco tutto questo è stato toccante ed emozionante, un uomo che ha attraversato quattro decenni di vita pubblica sempre orgogliosamente e caparbiamente pronto nelle sue battaglie, e tutto questo colpisce ancora di più a vedere il contrasto tra la povertà organizzativa della mostra e la forza che alcuni semplici ritagli di giornale e pagine di corrispondenza privata possono trasmettere.

Come sarebbe bello se oggi noi avessimo non questi nani da circo, ballerine e mignottelle varie che si scannano per una poltrona e un po’ di soldi nelle iniziative cosiddette gay ed avessimo invece una persona così, dietro cui uniti lottare per i nostri diritti, senza mai doverci vergognare dei nostri rappresentanti e delle nostre associazioni. Quanto mi verrebbe da chiedere a certa di questa gente se pensa che mai lascerà una impronta nella storia, o se il loro vociare è solo un fastidioso rumore di fondo.

Annunci

Pubblicato il 11 dicembre 2008, in Fatti nostri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: