Tra dieci anni, se bastano

Dietro Hamas c’è l’Iran, Israele ha iniziato questa guerra non certo perchè Hamas ha sparato un razzo più del massimo consentibile ma perchè non vuole avere un nemico armato dal suo principale nemico alle porte di casa e nessuno, tantomeno un gay, può avere dei dubbi se sia meglio vivere in Israele o in Iran, e se sia meglio sostenere la democrazia iraniana o il regime di quegli assassini sanguinari. Ma i miei dubbi sono se tutto questo possa realmente servire a qualcosa, o non sia solo l’ennesima convulsione impazzita del Medio Oriente.

Mi ricordo quando, dopo la prima guerra del Golfo, si decise un severo embargo contro l’Iraq di Saddam Hussein, convinti che tale embargo avrebbe creato una forte opposizione al regime, con la popolazione che l’avrebbe quindi rovesciato da sola (anzi, c’erano anche quelli che volevano l’embargo in alternativa alla guerra). L’embargo venne invece usato dal regime per aiutare i suoi fiancheggiatori e distruggere i borghesi, gli intellettuali e i professori universitari. Con il risultato che, quando il regime venne infine rovesciato ma nel 2003 per opera di una guerra, non c’era nessuno in grado di prendere il comando dei posti lasciati dai membri del partito unico, cosa che prima ha provocato una estrema instabilità, a dir poco, del paese, e alla fine si è risolto con una amnistia per questi esponenti del Ba’ath, varata pochi giorni fa.

Sarebbe molto semplice, lineare e utile che la popolazione palestinese si ribellasse ad Hamas, e che le madri dicessero che non vogliono le postazioni di lancio dei missili nel cortile dove giocano i loro figli. Ma Hamas ha invece preso molti voti, anche per la totale inettitudine e corruzione della classe dirigente palestinese di Al Fatah , ha un grande sostegno nella società, ha molti soldi per aiutare le vittime di guerra e le loro famiglie, e continua ad essere un ottimo alleato dell’Iran che non farà mancare loro niente.

Che poi l’Egitto chiuda la frontiera con la Striscia di Gaza, sia per la storica antipatia verso i palestinesi che a parole sono amati da tutti gli arabi ma in realtà sono ben poco amati, sia perchè spera proprio che Israele faccia il lavoro sporco e riduca Hamas, ovvero l’Iran, ad essere inoffensivo, certo conferma quanto Hamas sia il peggio che ci sia in Medio Oriente, ma non porta più vicino alla pace.

Sperare che i palestinesi, ammassati in una terra assai piccola per la popolazione che ospita, chiusi dentro quella che è una grande prigione, colpiti dai razzi di Israele da una parte, sotto il controllo militare di Hamas dall’altra, riescano ad avere una evoluzione sociale tale che Hamas, semplicemente, diventi un fenomeno residuale, è una cosa a cui non crede nessuno, l’unica cosa a cui credere è che tutto questo ha spostato molto in avanti la data della pace, e sempre più penso che quella soluzione dei due popoli e due stati, che una volta era quasi rivoluzionaria (Hillary Clinton si dovette lungamente scusare per averla suggerita nel 1999) a me ora dà la sensazione di una soluzione che non basterà, perchè due popoli e due stati non tiene conto dell’odio enorme che questi due popoli hanno, e non so se sia possibile una soluzione fatta di due altissimi muri per separarli per i prossimi cento anni, tempo che l’odio si diluisca un po’.

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Pubblicato il 3 gennaio 2009, in Fatti nostri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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