Ho la febbre

E se non è febbre ha tutti i sintomi, sopratutto una fastidiosa tosse.

Ieri ho sostenuto l’esame di certificazione. Non so quanti sappiano cosa è l’uso e l’abuso degli esami di certificazione nel mondo dell’informatica, per cui brevemente: un esame di certificazione è un esame forganizzato da un privato (azienda, associazione professionale) che certifica, a seguito del superamento dell’esame, la conoscenza di un certo strumento tecnico di lavoro (un linguaggio di programmazione, una applicazione) o di una metologia (gestione dei rischi, dei progetti, del sarcavolo). Non tutti gli esami di certificazione sono uguali, alcuni sono particolarmente difficili e costosi (possono occorrere anni di esperienza e di studio per superarli, oltre al pagamento di soldi sufficienti a comprare una berlina) altri sono molto più popolari (molti conosceranno la patente europea del computer). Si tratta di una istituzione tipicamente anglosassone, che fa guadagnare molti soldi a chi organizza questi esami ed è piuttosto richiesta nel mondo del lavoro dell’informatica, in molti casi ci sono certificazioni che hanno più valore, agli occhi del datore di lavoro, di una laurea di cinque anni.

Comunque, l’esame è stato superato, la certificazione ottenuta, spero che sia utile per il posto di lavoro per cui l’ho presa (comunque, è anche molto richiesta nei paesi anglosassoni) ma questo ha avuto chiaramente un prezzo. La sera prima dell’esame ho scoperto che avevo studiato la vecchia versione del sillabo e nessuno me lo aveva nè detto nè scritto da qualche parte, così in tutta fretta ho preso il libricino che avevo comprato giusto per sicurezza come ulteriore materiale di studio e mi sono messo a studiare. Tra questo stress, il freddo che ha fatto la mattina, l’essere andato in giro senza ombrello ecco qua che ora ho la febbre.

Mi pare che, in termini simbolici, la febbre ci stia tutta. Mi ero molto abituato a dire che, da quando facevo palestra, la febbre non mi era più venuta, e i miei raffreddori duravano pochi minuti, così come al più c’era uno starnuto isolato. Questo faceva parte di un equilibrio complessivo (forse è meglio dire di una staticità) e proprio negli ultimi tempi mi sono trovato a pensare se fosse congruente che, mentre vorrei cambiare molte cose della mia vita e ne sto cambiando anche alcune, la palestra rimanga esattamente la stessa. Stesso luogo fisico, stesse persone, stessi istruttori, e nessuno di questi fattori mi entusiasma più, anzi a volte sono infastidito da quello che dicono e da come si comportano.  Con un mio istruttore ho discusso del fatto che la forma verbale sia “we are” e non “we is”, giusto per dare un’idea. E ho fatto voto di atarassia, non dicendogli che sarà tanto bravo ad allenarsi ma scemo come una capra, cosa che ci starebbe tutta visti i giudizi non lusinghieri nè incoraggianti che qualche volta si è lasciato sfuggire sul mio conto.

Tempo fa, mentre facevo un esercizio, mi sono quasi bloccato, sorpreso, a pensare che finchè fossi rimasto in quella palestra non sarei cresciuto più di tanto, una metafora (magari allegoria è un po’ troppo) del fatto che finchè me ne rimango nella quieta provincia non vado avanti più di tanto. Non posso sperare che la palestra abbia un ruolo apotropaico, che altrimenti diventerebbe un elemento di staticità, e nella staticità c’è la morte, non la vita.

Misurata intanto la febbre, 38.3 di prima mattina. Verso nuovi orizzonti!

Poi, credo che anche questa conoscenza con l’indiano mi stia prendendo, e non so se in un modo positivo. Mi ha scritto una mail, in cui mi dice che se la prima volta che ci siamo visti siamo riusciti a parlare come due vecchi amici, è perchè io ho capito la sua solitudine, perchè per quanto a differenza sua io abbia la mia famiglia vicino a me e i miei amici qui, a volte mi sento deserto in mezzo alla folla. Non ha torto su questa analisi, intensa e toccante, quello che mi chiedo è se però io non stia cercando di superare questa solitudine, e quanto e come voglia superarla lui, perchè la differenza tra comprendere e vivere insieme è quella tra essere amici e stare insieme.

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Pubblicato il 9 gennaio 2009, in Fatti miei con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. complimenti dottò… ma che certificazione sarebbe?

  2. tutti messi bene, eh?? tieni botta e guariscimi!!

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