“Il mondo è cambiato”

Quello di Obama è stato innanzitutto un discorso energetico. Se nella campagna elettorale i suoi discorsi erano sempre in grado di suscitare un’emozione di unità, oggi il discorso è stato mettere quell’unità al centro della forza americana. Tanto più la nazione saprà riscoprire le sue radici, tanto più sarà forte. Il comunismo, dice Obama, non è stato sconfitto dai carri armati o dai missili, ma dal senso di giustizia e di operosità che ha animato gli americani.

Obama ha fatto un discorso anche post-ideologico: la domanda non è se il governo è grande o piccolo, ma se funziona (“Il governo non è la soluzione, il governo è il problema”, Ronald Reagan). Ma nel contempo, con la frase più forte del discorso, il mondo è cambiato e l’America deve cambiare con esso, e non cambiare se non per tornare alle sue vere radici. Perchè ovunque nel mondo ci sarà qualcuno che vorrà costruire un futuro di pace e di libertà, l’America sarà con lui. Ma chiunque pensa che potrà usare le armi della violenza e del terrore, sappia che verrà sconfitto, dice Obama indossando i panni del comandante in capo.

L’America di Obama sarà un paese che costruirà nuove strade e nuovi ponti, tanto fisici che delle tecnologie dell’informazione, che darà alla scienza e alla tecnologia il posto che loro spettano (Bush, livido non solo per il freddo, probabilmente ha pensato al suo divieto sulla ricerca con le cellule staminali) che non pensa di poter continuare ad usare le risorse naturali in modo indiscriminato quando fuori dai suoi confini c’è chi non ha di che mangiare, un paese che crede che il mercato diffonda e crei la ricchezza, ma vada tenuto sott’occhio, un frase che per gli standard politici americani di solo cinque anni fa sarebbe stata considerata una frase da socialista.

Obama non riuscirà a fare tutto quello che ognuno per la sua parte si immagina possa fare, perchè non è onnipotente e non lo è nemmeno l’America. Anzi, deluderà alcuni, e questo discorso è la sua frontiera ideale. Però, probabilmente, Obama non deluderà tutti.

Pubblicato il 20 gennaio 2009, in Fatti nostri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Ma se uno vuol parlare con te, come fa?

  2. Lo dice e gli scrivo dall’indirizzo mail che ha lasciato nel commento, come ho fatto con te.

  3. Veramente notevole il riferimento ai non credenti, per una volta.
    E non so se hai dato un’occhiata all’età dello speechwriter… http://en.wikipedia.org/wiki/Jon_Favreau_(speechwriter)

  4. @Paolo: una cosa che in Italia avrebbe causato a dir poco uno scandalo.

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