E nun ce vonno sta’

Ecco, se uno volesse leggere un articolo su cui sarebbe proprio utile applicare il pensiero di Umberto Eco sui giornali (leggi quelli di oggi per fare carriera, e quelli di tre mesi fa per diventare saggio), dovrebbe esercitarsi con il fondo di Angelo Panebianco sul Corriere di oggi, meglio ancora se l’articolo se lo mette da parte e lo rilegge tra un anno.

In sostanza, a Panebianco sta molto sul culo Obama e la sua politica post-ideologica (l’articolo di Mario Calabresi su Repubblica ne è il perfetto contrasto: si spiega come gli Stati Uniti abbiano altro da fare che perder tempo dietro Berlusconi, e ora sarebbe spassoso vedere come la politica estera italiana farà una completa inversione di marcia, spacciandola per una continuità, come fa ogni staterello con un capo che ha ambizioni cesaristiche ma che poi, fuori di casa sua, conta una cippa).

Tornando a Panebianco, il senso dell’articolo è che è strano che Obama in cinque settimane non abbia già risollevato le sorti dell’economia americana, mondiale, trovato la cura per il raffreddore e mandato l’uomo su Giove (su Marte è facile, ovvio).

Ma la vetta del ciarpame si ha quando dice che il mercato:

ci ha dato decenni di crescita economica impetuosa con molte ricadute virtuose in ambito politico (si pensi a quanto si è diffusa e radicata nel mondo la forma di governo democratica)

Eccoli! Gli esportatori della democrazia alla Giorgino Bush. Quelli che dicono che la democrazia nasce grazie al mercato, con una completa inversione di ruoli. Quelli che dimenticano che questo sistema capitalistico lascia tre miliardi di esseri umani a morire di fame e di sete, finanzia guerre che ammazzano innocenti ogni minuto, inquina e distrugge l’ambiente, riduce degli esseri umani in schiavitù e non ha al centro del suo sistema la felicità dell’uomo. Ma questi sono dettagli, visto che abbiamo il mercato, di fronte al quale possiamo farci un sacco di seghe tutti insieme.

Quello di cui sono pessimista, in questa crisi economica, è il fatto che non sono sicuro che segnerà il passaggio da questo capitalismo a qualcosa di diverso, anche solo un po’ diverso. Lo scontro vero che c’è oggi è tra chi vuole tornare all’anciem regime e chi spera che si possa andare verso un nuovo mondo.

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Pubblicato il 1 marzo 2009, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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