Impicchiamo i colpevoli

Ho chiamato l’ospedale competente di zona per sapere quando andare a donare il sangue. La persona con la quale ho parlato si è pure mezza incazzata, perchè anche lei aveva letto gli elenchi pubblicati dal Ministero che indicavano quell’ospedale come uno dove andare a donare, ma loro non avevano alcuna comunicazione ufficiale, non c’erano richieste di sangue, loro sì sono ben contenti se uno va a donare ma insomma con calma e senza fretta.

Mentre la Regione Abruzzo e il Ministero della Sanità parlano di emergenza sangue, e di 1.500 feriti, la persona che poi è il primo punto di contatto tra chi va a donare il sangue e il centro trasfusionale è in preda essa per prima ad uno stato di ansia evidente, chiaramente agitata e capace di combinare un disastro di pubbliche relazioni e far passare la voglia di andarci.

Nel frattempo G. mi dice che a L’Aquila quelli che sono crollati sono stati sopratutto gli edifici pubblici, sopratutto quelli ristrutturati o costruiti da poco con norme antisismiche. Tutti i segnali di un possibile terremoto sono stati ignorati (e Bertolaso ha una faccia come il culo quando ha detto in conferenza stampa: ci siamo attivati dopo tre minuti dal disastro, segno che se lo aspettavano) e l’unico che aveva previsto qualcosa è stato trattato come un cretino.

Ora, con calma e senza fretta, si prendono i progettisti degli edifici crollati, i direttori dei lavori dei cantieri, gli assessori ai lavori pubblici e i sindaci colpevoli di negligenza o peggio di connivenza, i cosiddetti grandi esperti e si procede all’impiccagione su pubblica piazza, una norma di civiltà e buon senso.

Pubblicato il 6 aprile 2009, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Vorrei solo dire una cosa per maggiore chiarezza: molti altri geologi hanno cercato nel tempo di prevedere i terremoti con metodi simili a quello dell’uomo di cui parli. La maggior parte delle volte non funziona, purtroppo, e posso quindi capire perché non gli avessero creduto, la volta che la tecnica ha azzeccato la previsione.

  2. La previsione dei terremoti è ancora del tutto fuori portata, e Giuliani aveva addirittura affermato che per fine marzo lo sciame sismico che interessava la zona de L’Aquila si sarebbe esaurito.
    Andrei cauto a parlare di grandi esperti impiccati in pubblica piazza: bisogna saper valutare tante di quelle variabili che non si può pensare di risolvere tutto con un “lui lo aveva previsto” e gli altri alla forca. Se pensi che una delle indicazioni base sui comportamenti da tenere in caso di scossa sismica è quello di restare in casa, lontani da finestre e soprattutto da balconi e da scale, cosa dire a chi osasse affermare questo anche davanti a dei morti: altro che forca, fuciliamolo?!
    Sulla protezione civile italiana non ho da muovere critiche.

  3. Solo a me la parte che interessa di più è l’ultimo capoverso? Possiamo discutere dell’impiccagione – che non avrei difficoltà a immaginare come una certa forzatura che Paolo ha cercato di imprimere all’articolo.
    Ma progettisti, i direttori dei lavori, gli assessori ai lavori pubblici, sindaci e tutta quella che altrove si chiamerebbe “la filiera” le sue responsabilità le ha. Accertarle mi sembra un atto di rispetto per le vittime (in tutti i sensi, vivi e morti) quanto meno doveroso. Lo scrive uno che ha responsabilità civili e penali per le firme che mette sui fogli di carta.

    • Hai ragione, sono stato eccessivo con l’idea dell’impiccagione: andrebbe bene anche scavare una buca all’Aquila, buttarci dentro i colpevoli e poi coprire con una betoniera di cemento.

      Non so se conosci la vicenda dell’ospedale dell’Aquila, 35 anni per costruirlo e un costo che è passato da 12 a 240 miliardi, con alcune aree terminate decenni dopo la legge antisismica del 1974 e che sono comunque gravemente lesionate, o il reparto di pediatria che è crollato ammazzando quattro bambini.

      Non si può dire su due piedi se sia stato il progettista, il direttore dei lavori, l’assessore o il sindaco a rubare, e intendo tutti quelli degli ultimi decenni, ma le colpe della classe dirigente abruzzese sono enormi e ben poco se ne è parlato, perchè in quella classe dirigente ci stanno tutti i partiti.

  1. Pingback: Non è sismologia, è epistemologia « Uguali Amori

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